Il saluto di Trichilo: CNI, lavorare uniti per la causa comune

L’Ambasciatore italiano a Lubiana s’accomiata dalla minoranza e dal sindaco Aleš Bržan

Foto ricordo dell'Ambasciatore Trichilo con i vertici della CNI e il sindaco Brzan

L’Ambasciatore italiano a Lubiana, Paolo Trichilo, ha salutato la Comunità Nazionale Italiana del Capodistriano e dalla Città di Capodistria al termine del suo mandato. A Palazzo Gravisi, sede della Comunità degli Italiani Santorio Santorio, ha avuto dapprima un incontro con i vertici della CNI. Nel salutare l’importante ospite, affiancato dal Console generale d’Italia a Capodistria, Giuseppe D’Agosto, il presidente della CI ospitante, Mario Steffè, ha voluto esprimere riconoscenza all’Ambasciatore per quanto ha saputo fare negli ultimi quattro anni in Slovenia e in particolare nella fascia costiera e nei confronti dei connazionali, pur operando in regione, con successo, il Consolato generale. Il suo responsabile, Giuseppe D’Agosto ha posto in evidenza il supporto avuto da Paolo Trichilo nella prima fase del suo operato nel Capodistriano, l’aiuto che gli ha offerto per comprendere la realtà in cui si era calato e la specificità del territorio, rappresentata dalla presenza della Comunità italiana autoctona.
L’Ambasciatore si è detto felice dell’incontro con i connazionali e della possibilità di abbracciarli prima della partenza. Ha rimarcato che in effetti ha voluto essere presente il più possibile nell’area costiera, per instaurare rapporti di collaborazione personali, conscio del ruolo rivestito dalle minoranze nei rapporti bilaterali tra Italia e Slovenia. Rivolgendosi ai vertici della CNI li ha invitati a lavorare per la causa comune rimanendo uniti, non dando verso l’esterno segnali di divisione. Ha ricordato i progetti ai quali ha contribuito, citando ad esempio quello europeo Primis, che vede l’Unione Italiana come Lead partner e che coinvolge anche la CAN costiera e altri partner italiani e sloveni. Ha espresso rammarico perché l’ultima parte del suo soggiorno a Lubiana è coincisa con la perdita del satellite per RTV Capodistria. Ha definito le emittenti un faro per la lingua e la cultura italiane, uno splendido esempio di collaborazione transfrontaliera, in pieno spirito europeo, che deve essere sostenuto.
Messaggi di saluto e di ringraziamento per il suo impegno sono giunti a Trichilo anche dai presidenti della CAN capodistriana, Fulvio Richter e di quella Costiera, Alberto Scheriani. Questi ha sottolineato come l’Ambasciatore abbia sempre posto l’accento sulla necessità di fare squadra tra tutte le istituzioni. Da uomo di scuola, lo ha ringraziato in particolare per l’arrivo del Consulente pedagogico designato dal governo italiano per le scuole della CNI. Un altro aspetto del lavoro di Paolo Trichilo è stato esposto dal deputato italiano al Parlamento di Lubiana, Felice Žiža. Ha offerto un sostegno ottimale alla CNI, al territorio, ma si è saputo guadagnare anche la stima dei parlamentari e dei ministri sloveni, con i quali ha proficuamente dialogato. Importante anche il suo interessamento per far partecipare il parlamentare della CNI alla recente audizione alla Camera dei deputati a Roma, assieme all’Unione Italiana. Il presidente dell’UI, Maurizio Tremul, ha detto di condividere tutti i ringraziamenti esposti in precedenza, ma di voler a sua volta ringraziare Paolo Trichilo soprattutto per la concretezza con cui ha affrontato i problemi e dalla quale sono scaturiti consigli utili per la CNI. Come quello per la piena affermazione del bilinguismo per tutti gli italiani nella comunicazione con la pubblica amministrazione slovena. Il presidente Tremul ha ricordato i progetti in corso, come Primis e l’incubatore d’impresa a Santa Lucia, sostenuti dall’Italia.
All’ultima parte dell’incontro in Comunità ha voluto essere presente il sindaco di Capodistria, Aleš Bržan. Ha espresso rammarico per aver potuto incontrare poche volte l’Ambasciatore nei dodici mesi passati alla guida della municipalità. Paolo Trichilo gli ha risposto incoraggiando le autonomie locali a lottare per la tutela dei prodotti tipici sul territorio, per il rispetto della toponomastica tradizionale e per la buona riuscita della candidatura a Capitale europea della Cultura. Il saluto della CNI e dei capodistriani all’Ambasciatore Paolo Trichilo è proseguito nella Sala San Francesco, gremita in ogni ordine di posti, dove il diplomatico ha incontrato il vescovo, mons. Jurij Bizjak e l’Assessore alle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti. Si è detto orgoglioso di aver potuto rappresentare l’Italia in Slovenia e di aver potuto conoscere da vicino la Comunità Nazionale Italiana che qui vive. La serata si è conclusa con un concerto della Mandolinistica capodistriana e un vin d’honneur.

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