Svolta a sorpresa nel processo di nomina del nuovo presidente della Corte suprema. Il presidente della Repubblica di Croazia Zoran Milanović, ha annunciato che non proporrà al Sabor nessun candidato tra quelli che hanno risposto al bando pubblico del 6 luglio 2025. Di conseguenza, non verranno richiesti neanche i pareri consultivi alla Commissione per la Giustizia del Sabor croato e alla Corte suprema stessa. Il comunicato della Presidenza sottolinea che, in base alla Costituzione croata, il presidente della Repubblica è l’unico soggetto autorizzato a proporre i candidati per la presidenza della Corte suprema. I pareri della Commissione per la Giustizia e della sessione plenaria della Corte non sono vincolanti per il proponente.
Lo stallo si ripete: il contesto di una nomina controversa
La decisione del presidente Milanović si inserisce in un contesto politico già teso e non privo di precedenti. La nomina del presidente della Corte suprema è da anni al centro di un acceso scontro politico tra il presidente in carica e la maggioranza di Governo guidata dal premier Andrej Plenković. Già nel 2021, il processo era degenerato in una crisi costituzionale. All’epoca, Milanović aveva proposto la giurista Zlata Đurđević senza che lei avesse risposto al bando pubblico, in una mossa definita incostituzionale dal Parlamento croato, che la respingeva. Quel braccio di ferro aveva messo in discussione l’interpretazione stessa della legge e dei poteri presidenziali. Da quel momento, Milanović ha spesso sostenuto che la legge attuale limitasse il suo ruolo costituzionale, trasformandolo in un semplice “notaio” di una selezione gestita dal Governo. Con il suo rifiuto totale dei candidati emersi dall’ultimo bando, il Capo dello Stato sembra voler ribadire il suo ruolo e la sua autonomia. La sua mossa apre ora a un nuovo, potenziale stallo politico e istituzionale, lasciando la guida della Corte suprema in una condizione di incertezza. A questo punto, il presidente potrebbe decidere di riaprire un nuovo bando pubblico o, in alternativa, proporre un nome al di fuori della lista.
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