Il PIL è adesso in caduta libera

Nel terzo trimestre la flessione è stata del 10 p.c. Il turismo non è stato sufficiente per trainare l’economia

Il ministro delle Finanze, Zdravko Marić

Il prodotto interno lordo croato è sceso del 10 per cento rispetto allo scorso anno. Sono queste le prime stime relative al terzo quadrimestre dell’anno, diffuse dall’Istituto nazionale di statistica. Considerando che anche nel secondo quadrimestre dell’anno si era verificata una flessione del PIL, siamo ora a in presenza di un tasso negativo complessivo del 15,1 per cento. Per questo periodo, dunque, il prodotto interno lordo del Paese è diminuito in conformità con quelle che erano le stime dell’Unione europea, ossia molto di più di quelle che erano le previsioni del governo. I dati croati sono talmente negativi che in questo momento essi evidenziano il più grande calo registrato fra i Paesi dell’Unione europea, anche se ancora non tutti hanno consegnato i dati alla Commissione europea. Una cosa è certa: per l’ennesima volta balza alla luce il fatto che il turismo da solo non è sufficiente per trainare la crescita economica.

 

 

Ridotti i consumi
Secondo quanto dichiarato dal ministro delle Finanze Zdravko Marić, il calo del PIL croato del 10 p.c., nel terzo trimestre, è comunque in linea con quanto precedentemente previsto dal governo, mentre la riduzione della spesa personale è leggermente maggiore rispetto alle ipotesi iniziali. Il ministro ha inoltre confermato che sono stati riscontrati segnali positivi nell’ambito degli investimenti e nel campo dell’esportazione di servizi (diminuita di “solo” il 45 p.c.), che hanno registrato riduzioni minori inferiori a previsto inizialmente.

Il turismo non basta
Stando a quanto comunicato dall’Associazione croata dei datori di lavoro (HUP), la stagione turistica, nonostante fosse stata decisamente migliore del previsto, non è bastata per coprire le perdite dovute alla pandemia La Camera d’economia croata (HGK), dall’altro lato, ha confermato che il 2020 è stato un anno pesante per il Paese, in linea con l’andamento globale. Per quanto riguarda il mese di novembre, il governo si aspetta un peggioramento della situazione, quale riflesso del clima di pessimismo negli Stati dell’UE che caratterizza la seconda ondata di coronavirus, disastrosa in particolare per il settore della ristorazione e della vendita al dettaglio.

Secondo l’analista economico Damir Novotny, tutto questo era però prevedibile, in quanto il terzo quadrimestre era usualmente quello che mostrava i dati della stagione turistica, che quest’anno si è svolta a metà. “Francamente un calo inferiore all’8 per cento sarebbe stato un miracolo. Uno del 15 p.c. non sorprende. Il problema ora è come procedere”, ha sottolineato Novotny.

L’importante è salvare le imprese
A detta dell’esperto il governo va lodato per le politiche volte a mantenere i posti di lavoro, ma allo stesso tempo bisogna criticarlo perché non ci sono dei piani per salvare le aziende, senza le quali – secondo Novotny – a lungo termine rimarremo anche senza i posti di lavoro, indipendentemente dalle misure adottate per agevolare il versamento degli stipendi.

Il consiglio per il futuro è di puntare un po’ più sull’industria, che da inizio anno rispetto al 2019 ha registrato un calo dell’1,6 per cento, e un po’ meno sul turismo e sui suoi derivati, in quanto tutto il settore è molto sensibile a crisi di vario tipo.

Investire nell’industria
“Se negli anni scorsi avessimo investito di più nello sviluppo dell’industria questa grande crisi del settore turistico avrebbe inciso molto meno sul calo del prodotto interno lordo, che di conseguenza sarebbe rimasto più stabile. Questo perché si può ancora continuare a esportare tutte le merci prodotto nei Paesi che in questo momento non sono in crisi”, ha affermato Novotny.

Il capogruppo dell’HDZ al Sabor, Branko Bačić, non si è dimostrato sorpreso del calo del 10 p.c. del PIL nel terzo trimestre dell’anno, definendolo atteso. Ha aggiunto che la flessione probabilmente sarebbe stata superiore se la Task force della Protezione civile non avesse varato nella primavera scorsa le misure che hanno permesso di avere una stagione turistica di successo. Branko Bačić si è detto convinto che il PIL tornerà a salire il prossimo anno.

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