Il PGS non ha dubbi: «Il progetto della Galeb si farà»

Il presidente onorario Nikola Ivaniš si è detto fiducioso sul fatto che lunedì il Consiglio cittadino approverà la proposta d’indebitamento di 44 milioni di kune

La Galeb nel porto di Fiume. Foto Željko Jerneić

Lunedì torna a riunirsi il Consiglio cittadino con una seduta che si preannuncia, ancora una volta, particolarmente animata. Sul tavolo dei consiglieri ci sarà infatti la tanto discussa proposta del prestito di 44 milioni di kune avanzata dalla Città e necessaria per i lavori di restauro della nave Galeb, nonché per il completamento della ricostruzione del complesso Benčić. Lo scorso 13 agosto al bando di concorso per il restyling del panfilo appartenuto a Tito erano pervenute due offerte, entrambe di gran lunga superiori alla spesa stimata di 45 milioni di kune (IVA inclusa): la prima dal cantiere Dalmont di Kraljevica di 58,5 milioni e la seconda dal Viktor Lenac di 75,8. Al momento il parlamento fiumano è spaccato a metà con 18 consiglieri favorevoli e 18 contrari, il che di fatto boccia la proposta. A giocare un ruolo chiave saranno i tre esponenti riuniti attorno al club della Lista per Fiume, i quali hanno sempre sostenuto di essere favorevoli al progetto, a patto però che il costo del restauro non si discosti più di tanto da quello valutato dalla Città. Nonostante la netta differenza tra domanda e offerta, il sindaco Vojko Obersnel ha comunque un asso nella manica da sfoderare per assicurarsi l’appoggio del terzetto della Lista, ossia un “tesoretto” di 16,6 milioni di kune, inizialmente destinati alla Casa di mattoni e per l’edifico T, ma che ora sarebbero pronti a venire reindirizzati verso l’ex yacht presidenziale.
Tra i partiti che appoggiano il progetto troviamo l’Alleanza litoraneo-montana (PGS).
“Lunedì, ne siamo più che convinti, la proposta verrà approvata e il progetto della Galeb si farà – assicura il presidente onorario Nikola Ivaniš (che ricopre anche l’incarico di vicesindaco, nda) –. Poco importa se verrà ultimato alla fine del 2020 o nel 2021, ciò che conta è che Fiume avrà un simbolo dell’eredità antifascista, nonché un importante elemento nell’ottica del turismo culturale e urbano che richiamerà tantissimi visitatori in città”.
D’Annunzio e Orban
Scontata poi una battuta sulla recente collocazione della statua di Gabriele d’Annunzio nel centro di Trieste, come anche una stoccata al Presidente della Repubblica Kolinda Grabar-Kitarović. “È inconcepibile che una città vicina renda omaggio a un personaggio che aveva occupato Fiume e che era stato uno dei promotori dell’ideologia fascista. Questa è la palese dimostrazione di come le aspirazioni territoriali verso determinate aree della Croazia non si siano ancora sopite. E non è tutto. Nelle immediate vicinanze del parlamento a Budapest sta sorgendo una edificio denominato ‘Monumento della storia ungherese’ che conterrà al suo interno un elenco di ex città magiare dove non solo c’è Fiume, ma anche Zagabria. Eppure l’opinione pubblica non è al corrente di questo fatto. Perché? Semplicemente perché il nostro Presidente è in buoni rapporti con il premier Viktor Orban e quindi evidentemente anche noi dobbiamo assecondarlo”, ha concluso il vicesindaco di Fiume.

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