Con 77 voti favorevoli, il Sabor (il Parlamento di Zagabria, ndr) ha dato fiducia al nuovo ministro del Lavoro, del Sistema previdenziale, della Famiglia e delle Politiche sociali, Alen Ružić. Un passaggio che certifica come il governo, nonostante le tensioni interne alla maggioranza, disponga ancora dei numeri necessari per andare avanti.
Un medico alla guida del Welfare
Ružić, 54 anni, cardiologo e docente universitario, finora direttore del Centro clinico ospedaliero (Cco) di Fiume, prende il posto di Marin Piletić. In Aula ha giurato di svolgere l’incarico con coscienza e onore, nel rispetto della Costituzione e delle leggi, impegnandosi per il progresso del Paese. Piletić tornerà ora tra i banchi parlamentari, mentre il suo vice Petar Šimić lascia il seggio.
Il voto arriva in un momento politicamente delicato, segnato da frizioni tra i partner di coalizione, in particolare tra il Movimento patriottico (Domovinski pokret – Dp) e il Partito social-liberale (Hsls).
Il caso Dabro e lo scontro nella maggioranza
La tensione è esplosa dopo la diffusione di un video in cui il deputato del Dp Josip Dabro, canta un brano con riferimenti al leader ustascia Ante Pavelić, evocato come “guida di tutti i croati”. Un episodio che ha riacceso polemiche storiche e identitarie.
La reazione più dura è arrivata da Dario Hrebak, leader dell’Hsls, che ha detto “basta con l’ustascia” e ha ventilato l’ipotesi di uscita dalla coalizione. Nei giorni successivi ha chiesto al premier di riorganizzare la maggioranza parlamentare entro un mese.
Dabro ha replicato dichiarandosi pronto a lasciare il Parlamento, ma solo a condizione che entro 30 giorni venga approvata una legge che vieti esplicitamente simboli comunisti e l’esaltazione di figure comuniste responsabili di persecuzioni e repressioni contro i croati.
La posizione del premier
Il primo ministro Andrej Plenković, intervenuto dall’India dove partecipa a un vertice sull’intelligenza artificiale, ha definito “piuttosto esagerato” quanto sta accadendo nella maggioranza, soprattutto se confrontato con i grandi temi discussi nei consessi internazionali come la recente conferenza di Monaco.
Plenković ha ribadito di aver condannato in modo chiaro l’episodio che ha coinvolto Dabro e ha aggiunto di non accettare ultimatum da nessuno. Al suo rientro a Zagabria, ha annunciato, incontrerà i partner di coalizione per chiarire la situazione.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































