Il pane croato vale un miliardo

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Il pane croato vale un miliardo
Foto Goran Žiković

Il settore della panificazione croato ha chiuso il 2024 con risultati solidi in crescita. Secondo i dati della Fina (Agenzia finanziaria croata), nel comparto della produzione di pane, prodotti da forno e dolci operavano lo scorso anno 944 aziende, che hanno realizzato ricavi consolidati per un miliardo di euro, pari a un incremento del 9,5% rispetto all’anno precedente.

Il risultato netto complessivo è stato positivo, con 58,3 milioni di euro di utile, in crescita del 9,8% rispetto al 2023. Quasi tre quarti delle imprese (71,7%) hanno chiuso l’anno in utile, confermando la buona salute del comparto nonostante l’aumento dei costi e l’inflazione che ha colpito le materie prime e l’energia.

Occupazione e salari in aumento, ma restano inferiori alla media nazionale

Nel 2024 il settore contava 15.289 lavoratori, con una crescita dell’occupazione del 4,3% su base annua. Anche i salari sono aumentati, ma restano ancora sotto la media nazionale.
La retribuzione mensile netta media dei dipendenti del settore è stata di 883 euro, il 16,3% in più rispetto al 2023, ma comunque 24,6% inferiore alla media nazionale, che si attesta a 1.171 euro.

I ricavi totali del comparto hanno toccato quota 1 miliardo di euro, mentre le spese complessive sono salite a 949,1 milioni di euro, con un aumento dell’8,9%. Nonostante i maggiori costi operativi, il margine di profitto è rimasto stabile, segno di una gestione più efficiente e di una domanda interna costante.

Export in crescita: saldo commerciale positivo di 45,5 milioni di euro

Il commercio estero mostra un andamento favorevole: le esportazioni di prodotti da forno e dolci hanno raggiunto 79,8 milioni di euro, con una crescita del 14,2% rispetto al 2023. Anche le importazioni sono aumentate, del 23,1%, arrivando a 34,3 milioni di euro, ma il saldo commerciale resta positivo, con 45,5 milioni di euro, in aumento dell’8,3% su base annua, riporta l’agenzia di stampa Hina.

Mlinar leader del settore

Tra le 944 aziende attive nel 2024, Mlinar si conferma il primo gruppo del settore. Con 163,9 milioni di euro di ricavi, rappresenta oltre il 16% del fatturato complessivo della panificazione croata. Mlinar ha registrato anche il maggior utile d’esercizio, pari a 9 milioni di euro, e impiega 2.030 lavoratori, ai quali ha corrisposto una retribuzione media di 1.059 euro al mese, superiore alla media del comparto.

Segue Pekara Dubravica, che ha ottenuto 5,6 milioni di euro di utili, mentre Pekar Tomo di Vinkovci si posiziona come secondo gruppo per fatturato, con 58,1 milioni di euro e 66 dipendenti. Pekar Tomo è anche il maggiore esportatore del settore, con 36,4 milioni di euro di vendite all’estero.

Sebbene i risultati del 2024 mostrino un settore stabile e in espansione, i margini di profitto restano contenuti, soprattutto per le imprese più piccole, che soffrono l’aumento dei costi energetici e delle materie prime. Tuttavia, il miglioramento dell’efficienza e l’espansione sui mercati esteri lasciano intravedere prospettive positive anche per il 2025.

Con un miliardo di euro di ricavi complessivi e una forza lavoro in aumento, la panificazione croata si conferma un comparto vitale dell’industria alimentare nazionale, capace di combinare tradizione, innovazione e competitività.

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