«Il ritorno a scuola a settembre è una priorità»

Alunni e genitori davanti all'ingresso della scuola elementare italiana San Nicolò di Fiume. Foto Goran Žiković

Estate, tempo di vacanze e di svago. Ma c’è chi deve pensare a settembre e come far funzionare il mondo scuola ai tempi del Covid-19. È il caso del nuovo ministro dell’Istruzione e della Scienza Radovan Fuchs, il cui mandato è iniziato all’insegna di preparativi intensi riguardanti l’organizzazione delle lezioni in autunno sia nelle scuole elementari e medie che nelle facoltà. Nei prossimi giorni si terranno consultazioni alle quali prenderanno parte tra gli altri epidemiologi, la task force della Protezione civile nazionale, rappresentanti di imprese informatiche, dei sindacati e dei fondatori degli istituti scolastici.
“Il ritorno a scuola e nelle facoltà di alunni e studenti è una priorità. Ovviamente tutto dipenderà dal quadro epidemiologico. Nessuno può prevedere come sarà la situazione a settembre quando inizierà un nuovo anno scolastico/accademico. Il nostro intento è di far rientrare i ragazzi a scuola in tutta sicurezza“, hanno fatto sapere dal Ministero dell’Istruzione e della Scienza.
Il ministro Fuchs non sarebbe propenso a un nuovo lockdown. Pertanto qualora il coronavirus dovesse entrare in una scuola o in una classe, gli epidemiologi provvederebbero a mettere in isolamento tutti gli alunni della classe “colpita” dal Covid-19, attuando misure adeguate riguardanti pure la città o l’intera Regione in caso di un’ampia diffusione del virus. Quindi misure locali che non verrebbero applicate su tutto il territorio nazionale. Se gli allievi dovessero essere impossibilitati ad andare a scuola, le lezioni avverrebbero online, come già successo lo scorso anno scolastico quando non ci furono disagi di rilievo.

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