Il ministro Fuchs: «Tutti a scuola il 7 settembre»

Radovan Fuchs e Ivana Pavić Šimetin durante la conferenza stampa

“La scuola riprenderà il 7 settembre”. Lo ha affermato oggi, lunedì, in sede di conferenza stampa il ministro della Scienza e dell’Istruzione, Radovan Fuchs. “Vorrei innanzitutto ringraziare l’HZJZ e tutti quelli che hanno fatto parte del nostro Consiglio. Lo scopo del Consiglio era quello di presentare agli epidemiologi tutti i problemi possibili e immaginabili che si sarebbero potuti riscontrare nel mondo della scuola, e poi sentendo il parere di tutti di stilare insieme delle norme e delle misure di comportamento tali da soddisfare tutti”, ha affermato il ministro, che è poi passato a spiegare alcune distinzioni che sono state fatte, come quella relativa alle misure diverse per i bambini di diverse fasce d’età.
“Gli alunni dalla 1° alla 4° classe delle scuole elementari seguiranno delle disposizioni che li faranno stare in una bolla. Entreranno in classe tutti contemporaneamente, non usciranno durante i riposi, e la loro capoclasse sarà con loro tutto il tempo. In quest’ambito tutti i bambini saranno in classe senza mascherina, come pure la loro maestra”, ha spiegato il ministro, il quale ha specificato pure come gli altri professori che dovessero entrare in classe per insegnare altre materie o per qualunque altro motivo dovranno avere la mascherina.
Per quanto riguarda le scuole medie superiori, invece, il ministro ha spiegato come le mascherine dovranno essere indossate dipendentemente dalla distanza che ci sarà fra gli alunni, aggiungendo però come sarebbe necessario indossare la mascherina lungo la strada che porta a scuola.
Sebbene il documento riguardante le misure non sia ancora stato ultimato fin nel dettaglio, il ministro ha spiegato come questo verrà reso pubblico a breve, con indicazioni che andranno ad aiutare alunni, insegnanti e direttori. Per quanto riguarda l’approvvigionamento, invece, Fuchs ha detto di aver già parlato con i responsabili e che le mascherine verranno fornite agli alunni dai fondatori, ossia da Regioni e Città. Si dovrà attendere ancora, invece, per quanto riguarda le norme di comportamento nelle Università, ma considerando che il loro anno accademico parte in ritardo rispetto a quello scolastico, c’è ancora tempo.
Alla conferenza stampa ha preso parte anche Ivana Pavić Šimetin, vicedirettore dell’Istituto nazionale di salute pubblica (HZJZ), la quale ha spiegato come i bambini trasmettano il virus molto raramente. “I punti base sono che chi ha dei sintomi influenzali o chi è risultato positivo al Covid-19 non deve frequentare la scuola. È necessario adottare il distanziamento fisico, diminuire i contatti fra le varie unità didattiche all’interno delle istituzioni scolastiche o prescolari, aumentare l’igiene personale e degli spazi che vengono frequentati da bambini e maestri”, ha affermato Ivana Pavić Šimetin.
Entrando più nello specifico, però, ci sono anche misure che sarà più difficile rispettare, come la suddivisione in due gruppi delle classi particolarmente numerose, oppure l’entrata a scuola in momenti diversi di classi diverse, o ancora il distanziamento di 2 metri all’interno delle aule.

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