Il Mediterraneo al centro del futuro dell’Europa

A Spalato si è conclusa la riunione interparlamentare dei Paesi facenti parte del gruppo MED9

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Il Mediterraneo al centro del futuro dell’Europa
I partecipanti alla riunione del MED9 a Spalato (Foto: Dubravka Šuica/x)

SPALATO | Si è conclusa la riunione interparlamentare delle Commissioni per gli Affari Esteri dei Paesi MED9 a Spalato, con al centro il tema “Il maestrale del cambiamento: il Mediterraneo come fonte di forza per il futuro dell’Europa?”. Ieri, nella cornice dell’Hotel Radisson Blu Resort & Spa, è stato inaugurato l’evento, organizzato dal Sabor con il sostegno della Città di Spalato e della Regione spalatino-dalmata, riunendo i rappresentanti di nove Paesi mediterranei membri dell’Unione europea (Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta, Slovenia e Croazia). Durante la sessione di benvenuto il sindaco di Spalato Tomislav Šuta ha accolto gli ospiti, sottolineando che l’organizzazione di un incontro internazionale di questo tipo conferma l’importanza della città e della Croazia come luogo di dialogo, cooperazione e collegamento tra i Paesi mediterranei. “Ci troviamo a confrontarci con un periodo di grande incertezza globale: instabilità in Medio Oriente, questioni di sicurezza energetica, sicurezza delle rotte marittime, migrazioni, protezione delle infrastrutture critiche e cambiamenti climatici. Per questo accolgo con particolare favore il messaggio che i MED9 inviano da Spalato, cioè cooperazione e azione comune. Il Mediterraneo deve rimanere uno spazio di pace, stabilità e sviluppo. Questa è la nostra responsabilità comune verso i cittadini e le future generazioni”, ha dichiarato il primo cittadino. Il presidente della Regione spalatino-dalmata, Blaženko Boban, ha evidenziato come il Mediterraneo sia per l’Europa ciò che il territorio da lui amministrato rappresenta per la Croazia: la culla della storia e della statualità. Ha sottolineato che la sicurezza è il fondamento dello sviluppo economico e del turismo, aggiungendo che il Paese è una delle destinazioni più sicure d’Europa. Il presidente della Commissione per gli Affari Esteri del Parlamento croato Andro Krstulović Opara ha dichiarato che l’incontro del MED9 pone l’attenzione non solo sulla sicurezza e la stabilità del Mediterraneo, ma anche sul suo ruolo come fonte di futuri benefici economici, politici e culturali per l’Europa. “L’obiettivo di questo incontro è rafforzare la cooperazione tra gli Stati mediterranei dell’Unione europea nelle nuove circostanze geopolitiche”, ha affermato Krstulović Opara.

Ambiente e migrazioni
A partecipare all’incontro figuravano, tra gli altri, il vicepresidente del Sabor Ivan Penava; il segretario di Stato per il Commercio Estero e la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri ed Europei Zdenko Lucić; la commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Šuica; il prorettore per la cooperazione internazionale e interistituzionale dell’Università della Difesa e della Sicurezza “Dr. Franjo Tuđman” di Zagabria, Gordan Akrap; e l’eurodeputato Karlo Ressler. La commissaria Šuica ha parlato del Patto per il Mediterraneo, annunciando che il nuovo bilancio pluriennale per il Mediterraneo è stato raddoppiato da 21 a 42 miliardi di euro e auspicando che venga approvato in tale entità. “Il Patto per il Mediterraneo promuove l’azione tra il nord e il sud del Mediterraneo, ma anche con il Medio Oriente e i Paesi del Golfo. Con tutti questi Stati stiamo creando un partenariato”, ha affermato. “Vogliamo che gli standard che abbiamo nella parte settentrionale del Mediterraneo vengano adottati anche nella parte meridionale. Solo allora potremo considerare seriamente la cooperazione perché, se ad esempio parliamo della tutela del mare e della biodiversità e alcuni hanno regole per la protezione dell’ambiente mentre altri no, il Mediterraneo continuerà a essere inquinato. Questo non è nel nostro interesse”, ha aggiunto. Šuica ha quindi parlato delle diverse minacce incombenti, dalla protezione dell’ambiente alle migrazioni illegali fino all’instabilità nei Paesi del Medio Oriente, sottolineando la necessità di lavorare sulla stabilità, sul partenariato e sull’aiuto ai Paesi affetti dalla crescente escalation delle tensioni internazionali.

Sfide e minacce
Ressler ha evidenziato come il Mediterraneo costituisca un’area chiave e strategica nel mondo, soprattutto per l’UE e per i Paesi MED9, aggiungendo che al Parlamento europeo “non ci sono dubbi sul fatto che i due temi più importanti siano il bilancio e le migrazioni”. Parlando di sicurezza, il segretario di Stato Lucić ha affermato che la situazione in Croazia è molto buona, ma che in alcuni Paesi vicini esistono determinate sfide di sicurezza che non sempre sono affrontate con successo. A suo parere le maggiori minacce per il Mediterraneo sono i cambiamenti climatici ma anche le migrazioni che, a sua detta, gravano sui confini e possono influire negativamente sulla sicurezza complessiva. Nel corso della giornata si sono tenuti diversi panel tematici: “Il ruolo dei Balcani occidentali nel rafforzamento della stabilità e della cooperazione nel Mediterraneo”; “Sicurezza, sostenibilità e resilienza nel Mediterraneo”, al quale ha preso parte anche il ministro del Turismo e dello Sport Tonči Glavina; e “L’importanza geostrategica del Mediterraneo”.

Špehar: «La Croazia è un hub energetico strategico»

Sicurezza energetica, resilienza dei sistemi energetici e competitività dell’economia europea nel contesto della transizione ecologica al centro dell’incontro dei ministri dell’Energia dei Paesi membri del gruppo MED9 che si è concluso ieri ad Abbazia. L’evento è stato ospitato dal Ministero dell’Economia e vi hanno partecipato rappresentanti di Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna, oltre a rappresentanti della Commissione europea. L’incontro si è incentrato sul rafforzamento della cooperazione regionale, sullo sviluppo di infrastrutture energetiche strategiche, sulla sicurezza dell’approvvigionamento e sulla neutralità tecnologica come uno dei principi chiave della transizione energetica europea. Nell’ambito del programma si sono tenute due sessioni tematiche sulla sicurezza energetica del Mediterraneo e sul ruolo della neutralità tecnologica nella costruzione di un sistema energetico resiliente. In rappresentanza della Croazia l’incontro è stato guidato dal segretario di Stato Vedran Špehar, che ha sottolineato come il Paese svolga oggi un ruolo importante nel rafforzamento della sicurezza energetica dell’Europa centrale e sudorientale grazie agli investimenti nel terminal GNL sull’isola di Veglia, nel sistema dell’Oleodotto adriatico JANAF e nelle interconnessioni regionali. “La Croazia si è posizionata come un importante hub energetico del Mediterraneo e di questa parte d’Europa e come partner affidabile nel rafforzamento della sicurezza energetica europea”, ha affermato Špehar.

Adottata una Dichiarazione congiunta
I partecipanti all’incontro hanno discusso della necessità di un maggiore allineamento dei quadri normativi e finanziari europei alle specificità dei sistemi energetici mediterranei, in particolare per quanto riguarda gli investimenti nelle reti, nelle capacità di stoccaggio, nella flessibilità del sistema e nella protezione delle infrastrutture energetiche critiche. La Croazia ha inoltre sottolineato l’importanza di un approccio tecnologicamente neutrale che consenta lo sviluppo parallelo delle fonti rinnovabili, delle infrastrutture del gas e dell’energia nucleare, al fine di preservare la stabilità e la competitività del sistema energetico. In conclusione è stata adottata la Dichiarazione congiunta dei ministri dell’Energia MED9, con la quale si conferma l’impegno a rafforzare la sicurezza energetica, la diversificazione delle vie di approvvigionamento, lo sviluppo di infrastrutture transfrontaliere e una transizione pulita e competitiva. La dichiarazione sottolinea l’importanza della resilienza dei sistemi energetici, degli investimenti nelle infrastrutture e di un maggiore coordinamento tra i Paesi MED9 nel campo della politica energetica dell’Unione europea. I partecipanti hanno avuto anche la possibilità di visitare il terminal GNL e l’Oleodotto adriatico JANAF a Castelmuschio (Omišalj) sull’isola di Veglia, dove sono stati informati del ruolo strategico svolto dalle infrastrutture energetiche croate nella diversificazione delle vie di approvvigionamento e nel rafforzamento della sicurezza dell’approvvigionamento della Croazia e dell’intera regione. (at)

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