Il Mar Adriatico stracolmo di plastica

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Il Mar Adriatico stracolmo di plastica
Foto: Grgo Jelavic/PIXSELL

I pescatori estraggono quotidianamente grandi quantità di plastica dal Mar Adriatico, ma a causa della mancanza di infrastrutture adeguate e di un sistema di smaltimento dei rifiuti inefficiente, avvertono che il problema rimane irrisolto da anni. L’Adriatico contiene più rifiuti galleggianti rispetto al resto del Mediterraneo, e oltre l’80 per cento è costituito da plastica, riporta la testata giornalistica Index.

Il progetto FishNoWaste, realizzato dall’associazione Sunce con partner croati e italiani, raccoglie dati sui tipi e sulle quantità di rifiuti pescati, nonché sulle pratiche attualmente in uso nei porti. L’obiettivo è sviluppare un modello comune di gestione dei rifiuti che permetta di “riutilizzare, riciclare e ridurre” i rifiuti.

Situazione paradossale

L’assistente del Dipartimento per la comunicazione e avvocato, Dora Čakušić, sottolinea che i pescatori continuano a trovarsi in una situazione paradossale: “La legge li obbliga a consegnare i rifiuti catturati passivamente, ma sul campo spesso non hanno dove portarli”.

“I sistemi di smaltimento dei rifiuti sulla terraferma non sono ancora sufficientemente sviluppati, le opzioni esistenti sono poche e inefficaci. Il problema esiste da molti anni e le autorità competenti non hanno ancora fornito una soluzione. Senza un’infrastruttura adeguata, gli sforzi dei pescatori rimangono vani.”

Le pratiche di pesca attuali aumentano ulteriormente la quantità di rifiuti nel mare. Durante la raccolta delle reti, i pescatori tirano su insieme al pescato anche i rifiuti dal fondale marino, mentre parte dei rifiuti viene generata dalle stesse attività di pesca — a causa dell’usura dell’attrezzatura, della rottura delle reti, della perdita di corde e di componenti in plastica.

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