Colpo di scena a Sinj (Signo). La pioggia, la grandine e il vento hanno impedito lo svolgimento della 310ª edizione dell’Alka. Una cosa del genere l’ultima volta era capitata negli anni ‘70 del secolo scorso. Il maltempo ha impedito lo svolgimento della giostra che ha attirato sugli spalti e ai bordi del tracciato di gara oltre 5.000 spettatori assiepati lungo il tracciato. Politici, artisti, sportivi e volti noti della società croata non hanno voluto mancare a uno degli appuntamenti più identitari dell’estate dalmata. Il sindaco Miro Bulj ha annunciato che la gara probabilmente si svolgerò domenica 10 agosto, cosa poi confermata dalla Società cavalleresca degli alkari (Viteško alkarsko društvo).
Alla vigilia della gara, è stata inaugurata una “Stanza della memoria” dedicata ai combattenti croati del territorio di Sinj e della valle della Cetina. Presenti alla cerimonia del taglio del nastro hanno partecipato il presidente del Parlamento Gordan Jandroković, il primo ministro Andrej Plenković e il vicepremier nonché ministro dei Difensori croati, Tomo Medved. A inaugurare ufficialmente lo spazio memoriale sono stati il premier e Mate Buljan, fratello di uno dei Difensori croati di Sinj caduti per la Patria. Il premier Plenković ha elogiato l’organizzazione dell’evento, rivolgendo il consueto augurio agli alkari: “Mano ferma e occhio d’aquila”. Medved, invece, ha ricordato con emozione i 116 caduti del territorio nella guerra per l’indipendenza, tra cui una donna, sottolineando che molti di loro avevano meno di trent’anni. A Sinj c’era anche il Presidente della Repubblica, Zoran Milanović.

Nonostante le intemperie la giornata è trascorsa in modo solenne e si è svolta all’insegna della tradizione. In mattinata, le salve esplose dalle antiche mačkule hanno dato il via ai rituali: una banda d’ottoni ha animato le strade, mentre la tradizionale carrozza ha invitato simbolicamente cittadini e ospiti a partecipare all’Alka, cuore pulsante dell’estate signana. L’Alka non è solo una competizione cavalleresca: è una celebrazione di storia, tradizione e orgoglio. Nata per commemorare la vittoriosa difesa di Sinj (all’epoca facente parte della Repubblica di Venezia) dall’assedio ottomano del 1715 – attribuita alla protezione miracolosa della Madonna – quando 700 difensori croati riuscirono a respingere l’assalto dell’esercito di 60mila uomini al comando del Mehmed Pascià Ćelić. La giostra è diventata negli anni un simbolo nazionale, al punto da essere inserita nel 2010 nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Sinj, in questi giorni, si trasforma. Visitatori da ogni angolo della Croazia e del mondo affollano le vie cittadine per assistere a una manifestazione che intreccia sacro e profano, passato e presente. Insomma, grande partecipazione popolare e un’intensità che – come dicono gli abitanti – si eguaglia solo a quella del giorno dell’Assunzione, il 15 agosto, ricorrenza sentitissima in tutta la regione.
Dal 1818 la giostra dell’Alka si tiene ogni prima domenica di agosto e vi possono partecipare solo uomini nati a Sinj o nei villaggi limitrofi. Una regola non scritta che aggiunge valore simbolico alla competizione, rendendola al tempo stesso esclusiva e profondamente radicata nel territorio. Nei giorni precedenti, come da tradizione, si sono disputate anche le prove minori: venerdì è stata assegnata la Bara, vinta da Marko Vrca, mentre sabato si è corsa la Čoja, dove a imporsi è stato Jure Domazet Lošo, già vincitore dell’Alka lo scorso anno. La più antica menzione scritta dell’Alka, si ricorda, risale al 1784 ed è costituita da tre sonetti e un’ode in italiano di Giulio Baiamonti (Juljie Bajamonti), medico e letterato spalatino.

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