Il futuro della raffineria di Fiume al centro del risiko energetico

Le incognite per lo stabilimento quarnerino dopo l’espansione di MOL in Serbia. Il governo vigila sull’impianto strategico croato

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Il futuro della raffineria di Fiume al centro del risiko energetico
La raffineria Urinj, a pochi chilometri a sud di Fiume. Foto Ivo Vidotto

Il premier croato e leader dell’HDZ Andrej Plenković è intervenuto oggi, lunedì 19 gennaio,  sul futuro energetico della regione, commentando l’accordo tra il gruppo ungherese MOL e la russa Gazprom Neft per la cessione della quota di maggioranza della compagnia petrolifera serba NIS. Un’intesa che, secondo il capo del governo, avrà effetti positivi immediati per l’Oleodotto adriatico (Janaf), mentre restano interrogativi sugli sviluppi di lungo periodo e sull’impatto per la raffineria di Fiume.

Rispondendo alle domande dei giornalisti al termine della riunione della presidenza e del comitato nazionale dell’HDZ, Plenković ha affermato che l’accordo tra MOL e Gazprom Neft “nel breve periodo influenzerà Janaf in modo molto positivo”. Più incerto, invece, il quadro futuro: “È difficile dire ora cosa accadrà più avanti”, ha ammesso, annunciando comunque la volontà del governo di avviare colloqui con MOL per garantire la continuità operativa della raffineria di Fiume.

Il nodo delle sanzioni americane

Il premier ha ricordato come, a partire da febbraio 2025, le sanzioni statunitensi abbiano colpito circa 250 soggetti giuridici, tra cui NIS, controllata in maggioranza da Gazprom Neft. Una struttura proprietaria che ha messo in difficoltà la compagnia serba, titolare della raffineria di Pančevo.

Attraverso Janaf, infatti, oltre il 90 per cento del greggio destinato alla raffineria serba arriva via mare al terminal quarnerino di Castelmuschio (Omišalj), sull’isola di Veglia (Krk) e da lì viene trasportato tramite oleodotto fino in Serbia. “Siamo riusciti, insieme ai nostri partner, non solo Janaf e il governo croato, ma anche dialogando con NIS, con il governo serbo e con i nostri interlocutori a Washington, a rinviare l’attuazione del pacchetto di sanzioni fino all’inizio di ottobre. Poi, però, la ghigliottina è caduta”, ha spiegato Plenković.

Da quel momento, a causa della proprietà russa, NIS non ha più potuto ricevere petrolio non russo tramite Janaf. Secondo il premier, Belgrado era consapevole da anni del problema e aveva ricevuto indicazioni chiare sulla necessità di modificare l’assetto proprietario.

La vendita a MOL e l’uscita dal regime sanzionatorio

Dopo un percorso definito da Plenković “pieno di peripezie e complessità”, il principale azionista di NIS ha deciso di cedere le proprie azioni a MOL. “Se e con chi altro MOL eventualmente collaborerà lo vedremo”, ha detto il premier, sottolineando però l’aspetto centrale dell’operazione: l’uscita di NIS dal regime delle sanzioni.

Una volta conclusa la transazione, il trasporto di petrolio non russo attraverso Janaf verso la Serbia potrà riprendere automaticamente, consentendo all’oleodotto croato di onorare i contratti esistenti. “Questo è l’elemento positivo”, ha ribadito Plenković, pur lasciando aperta l’incertezza sul medio-lungo periodo.

Il futuro

Alla domanda se l’espansione di MOL sul mercato serbo possa avere conseguenze per la raffineria di Fiume, di proprietà dell’INA e controllata a sua volta da MOL, il premier ha risposto che si tratta di una questione che richiederà ulteriori confronti.

Plenković ha ricordato come la posizione della Croazia, ridotta a semplice azionista di minoranza in INA, abbia limitato il margine di manovra del governo, soprattutto durante la crisi energetica. “Con l’esperienza di oggi, probabilmente nessuno venderebbe più l’INA, non a MOL, ma a chiunque”, ha osservato, definendo quella scelta una lezione del passato.

Il governo, ha aggiunto, ha già richiesto una valutazione seria della compagnia e presentato un’offerta per rilevare la quota dell’INA , offerta che MOL non ha accettato. “Questa nuova circostanza richiederà un dialogo con MOL e con l’Ungheria per assicurarci che la raffineria di Fiume continui a lavorare. È in grado di raffinare praticamente tutto il fabbisogno di petrolio della Croazia”, ha detto, precisando che al momento non ci sono indicazioni contrarie.

L’accordo MOL–Gazprom Neft

Lunedì il gruppo MOL ha annunciato la firma di un accordo vincolante sui principali termini con Gazprom Neft per l’acquisizione del 56,15 per cento di NIS. La firma definitiva del contratto di compravendita è prevista entro la fine di marzo, subordinatamente alle necessarie autorizzazioni regolatorie.

Una volta completata l’operazione, MOL assumerà il controllo della compagnia che gestisce l’unica raffineria serba, rafforzando ulteriormente la propria presenza nel mercato energetico dell’Europa centrale e sud-orientale. Oltre alla raffineria di Pančevo, NIS dispone di una rete di distribuzione e di attività di esplorazione e produzione di petrolio e gas. Secondo MOL, la transazione potrà garantire stabilità di lungo periodo all’impianto e una fornitura continua ai mercati energetici della regione.

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