Eccolo qua, in visione esclusiva, il Cupido di via Castropola, ora fresco di restauro, uno dei più bei reperti archeologici mai rinvenuti a Pola, estratto lo scorso autunno dal terreno in ottimo stato di conservazione. L’occasione è unica. In anteprima assoluta vi mostriamo il miracolo dell’archeologia polese: un tesoro, nascosto per ben sei mesi nei laboratori del Museo archeologico istriano, che su gentile concessione della direzione, ci ha permesso di ammirare per primi la stupenda scultura strappata dall’oblio e liberata dalla patina del tempo, grazie alla tecnologia laser e dopo un intero semestre di lavori mozzafiato.

È stato un recupero, che per i profani è fantascientifico, ad opera delle sapienti mani della restauratrice museale, Đeni Gobić Bravar dalla quale ci è stato ufficialmente riferito il tanto atteso, finora ignoto e clamoroso responso: è autentico pregiato marmo di Carrara. Ogni possibile dubbio in proposito è scemato. È una scoperta dopo la scoperta. Per l’arte locale, e anche oltre, è un capolavoro, un ritrovamento che aggiorna e riscrive la storia. Diremmo che chi duemila anni or sono, ha voluto questa scultura era stato disposto a tutto e non ha badato a spese, pur di decorare la propria domus abbarbicata sul pendio del colle Castello.
E di bello vi è che il largo pubblico interessato non dovrà più aspettare molto per ammirare dal vivo il gioiello dell’antichità in tutta la sua grandezza naturale. Il bimbo dormiente sulla pelle di leone con lucertola, farà il suo grande debutto nell’ambito della mostra “Ab antiquo – Cultura architettonica europea e antichità dell’Adriatico orientale”, domani, 21 maggio, esattamente alle ore 19, alla chiesa dei Sacri cuori”, ovvero in quella che sarà certamente l’esposizione più significativa dell’estate culturale polese 2026 (aperta fino al 13 agosto).
Due fasi di pulitura

Che cosa dice la scienza che con “chirurgia laser” e interventi rispettosi del paziente, eseguiti sul filo del rasoio ha salvato il mito del bello addormentato? A rispondere è la chirurga dalle mani d’oro: “Il Cupido rinvenuto durante gli scavi archeologici in via Castropola – attesta Đeni Gobić Bravar – è realizzato in marmo di Carrara. Lo hanno dimostrato le analisi petrografiche e l’analisi isotopica XRF. Si tratta di uno dei marmi più prestigiosi utilizzati durante l’antichità, ma ovviamente anche in seguito. Quanto risulta essere oltremodo interessante è il dato di fatto che, durante l’antichità, il marmo di Carrara era meno presente a Pola rispetto a marmi greci simili a grana fine. Il motivo risiede nel fatto che il nostro era un porto sulle rotte che partivano dalla Grecia cariche di questa pietra ad uso ornamentale verso altre destinazioni, pertanto il marmo raggiungeva facilmente Pola via mare. D’altra parte, il trasporto del pregiato marmo di Carrara fino a Pola doveva avvenire in parte anche attraverso impervi percorsi terrestri, che erano più complessi per i grandi carichi. I lavori di conservazione e restauro della scultura sono durati quasi 6 mesi. Data l’importanza e la sensibilità del materiale, ma anche la tipologia delle impurità presenti, la pulitura è stata affrontata con estrema cautela. Naturalmente, le impurità e le croste sono state rimosse tramite ablazione laser, e sono state eseguite depurazioni di prova per definire i parametri del laser e il grado di bagnatura della superficie del marmo. La pulitura finale è stata eseguita in due fasi. Nella prima sono stati rimossi i depositi di fuliggine e terra che erano meno aderenti, mentre nella seconda fase sono state rimosse le croste calcitiche pigmentate, che erano più fortemente legate alla struttura del marmo. La pulitura è stata effettuata in modo da preservare la patina originale, che si era formata sulla scultura durante la sua esposizione nello spazio che decorava”.
Eros con l’oca, un rebus

Se il Cupido attende il trasloco ai Sacri Cuori, su un bancone più in là in laboratorio, dimora invece l’ultima sensazionale scoperta archeologica, che per bellezza non fa concorrenza alla prima, ma quasi: il fanciullo che gioca con l’oca o volendo Eros, rinvenuto poco tempo fa nella stessa florida area archeologica della domus al momento fa pessima figura, giacché la restauratrice sarà prima chiamata a risolvere il rebus dell’assemblare i vari pezzi ancora imbrattati, che compongono la scultura di marmo d’epoca imperiale, consapevole del fatto che il risultato finale si rivelerà eccome eccellente e degno di essere sistemato sul medesimo podio del Cupido o Somnus nel futuro allestimento museale permanente.
Opere preziose e raramente esposte

Nel frattempo, siamo pronti a vedere Lui, il Cupido alla grande mostra ai Sacri cuori, che risponderà a tutta una serie di intriganti domande: Come i monumenti antichi dell’Adriatico orientale hanno modellato l’architettura europea del Rinascimento e del Barocco? Chi ha disegnato per primo l’Arena di Pola, il Palazzo di Diocleziano o l’anfiteatro di Salona? E in che modo proprio le antichità istriane e dalmate hanno ispirato i più grandi architetti europei? L’esposizione avrà il pregio di rivelare la storia della ricezione europea del patrimonio antico della costa orientale dell’Adriatico attraverso disegni originali, incisioni, libri rari e trattati architettonici del Rinascimento e del Barocco.
I visitatori avranno l’opportunità di osservare opere preziose e raramente esposte provenienti da prestigiosi musei, biblioteche e collezioni europee e croate – dalla Galleria degli Uffizi di Firenze e dall’Albertina di Vienna fino alla Biblioteca Nazionale e Universitaria di Zagabria, al Museo archeologico dell’Istria e a numerose altre istituzioni. La curatrice della mostra è Jasenka Gudelj, vincitrice del primo progetto croato del Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) nel campo delle scienze umanistiche, mentre l’esposizione è il risultato della ricerca del progetto AdriArchCult compiuta in collaborazione con il Museo archeologico dell’Istria.
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