A un mese dall’incidente stradale in cui è rimasta ferita la presidente slovena Nataša Pirc Musar, emerge ora il filmato delle telecamere di sorveglianza del tunnel Castel (Kastelec), sullautistrada A1 a ridosso dell’omonimo villaggio nel comune di Capodistria, e vicinissimo alla località di Cosina.
Le immagini, trasmesse da RTV Slovenia e rapidamente diffuse sui social network, mostrano per la prima volta il momento esatto dell’impatto che ha coinvolto il convoglio presidenziale il 31 luglio scorso, mentre la capo dello Stato rientrava dalla Croazia, dove aveva trascorso un periodo di vacanza.
La sequenza chiarisce la dinamica dell’incidente e conferma, almeno nelle sue linee essenziali, quanto ricostruito dalla polizia slovena nei giorni successivi allo schianto. Restano invece aperti gli interrogativi sulla velocità alla quale viaggiava il convoglio e sulle conseguenze che il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza potrebbe aver avuto sulle persone rimaste ferite.
Mesec dni od nesreče predsednice republike objavljamo ekskluzivne posnetke varnostnih kamer iz predora Kastelec. Službeni kombi, v katerem se je peljala predsednica skupaj s prijateljicama Viktorijo Krivolucko in Urško Repovž, se je zaletel v službeno vozilo na čelu konvoja. pic.twitter.com/ebhi5h6rXj
— Zate Slovenija (@ZateSlovenija) September 1, 2026
Il convoglio nella corsia di sorpasso
Nel filmato si vedono tre veicoli del convoglio avanzare nella corsia di sinistra del tunnel, pochi minuti prima delle 17, con i lampeggianti blu accesi. Al centro viaggia un Mercedes-Benz V300, a bordo del quale si trova Nataša Pirc Musar.
Davanti ai veicoli della scorta procedono due automobili civili. Una riesce rapidamente a spostarsi sulla destra, mentre la seconda, nel tentativo di liberare la corsia, rallenta e rimane parzialmente sulla sinistra.
L’Audi che guida il convoglio riesce a superare l’auto civile, ma è costretta a una brusca decelerazione. Il Mercedes presidenziale, che segue, non riesce invece a fermarsi in tempo e colpisce con la parte anteriore il retro dell’Audi.
Dopo l’urto, i veicoli vengono spinti verso la parete del tunnel. Il Mercedes sul quale viaggiava la presidente termina la sua corsa contro il muro.
La ricostruzione della polizia: distanza di sicurezza insufficiente
La dinamica corrisponde a quella indicata dalla polizia slovena dopo l’incidente. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il conducente del Mercedes, un poliziotto di 52 anni incaricato della scorta presidenziale, non avrebbe mantenuto una distanza di sicurezza sufficiente e avrebbe quindi tamponato l’Audi guidata da un altro agente, di 34 anni.
Entrambi i conducenti facevano parte del dispositivo di protezione della presidente e i test per alcol e sostanze stupefacenti avevano dato esito negativo.
La pubblicazione del video ha però riacceso il dibattito sulle condizioni in cui viaggiava il convoglio e, soprattutto, sulla velocità mantenuta in quel momento.
La stima: il convoglio viaggiava a circa 150 chilometri all’ora
L’esperto di mobilità Andrej Brglez, che in passato ha avuto esperienza anche nella guida di persone sotto protezione, ha spiegato alla televisione slovena che il momento decisivo sarebbe arrivato quando il veicolo civile davanti al convoglio ha iniziato a frenare.
Secondo la sua interpretazione, il conducente del Mercedes presidenziale potrebbe aver pensato che l’automobile davanti avrebbe completato rapidamente la manovra di spostamento e che il veicolo di testa della scorta avrebbe quindi ripreso ad accelerare. Ma la situazione si è evoluta diversamente e il tempo a disposizione per reagire si sarebbe ridotto drasticamente.
Sul filmato si è espresso anche Peter Vidmar, preside della Facoltà slovena di studi marittimi e dei trasporti, che ha analizzato le immagini per 24UR. Vidmar ha sottolineato che non è possibile stabilire con precisione la velocità dei veicoli soltanto osservando il video, ma ha formulato una stima approssimativa di circa 150 chilometri orari nel momento più critico.
La distanza tra il veicolo di testa e il Mercedes sarebbe stata, secondo la sua valutazione, di appena 30-35 metri.
“A quella velocità era troppo poco”, ha osservato Vidmar. L’automobile civile che precedeva il convoglio, secondo la sua ricostruzione, procedeva invece a circa 60 chilometri all’ora. Con una differenza di velocità di questo tipo, anche un conducente particolarmente esperto avrebbe pochissimo tempo per reagire.
Dalle immagini, sempre secondo l’analisi dell’esperto, si noterebbe inoltre l’attivazione della segnaletica di sicurezza nel tunnel, dopo la quale i veicoli davanti al convoglio avrebbero iniziato a rallentare.
La velocità di 150 chilometri all’ora, va precisato, non è un dato ufficialmente accertato, ma esclusivamente una stima formulata sulla base delle immagini. Per la polizia, la causa dell’incidente resta al momento il mancato rispetto di una distanza di sicurezza sufficiente.
La frattura alla clavicola e l’ammissione: «Non indossavo la cintura»
L’incidente è avvenuto il 31 luglio, poco prima delle 17, mentre Nataša Pirc Musar stava tornando dalle vacanze in Istria ed era diretta a Komenda, dove avrebbe dovuto partecipare all’evento benefico Pogi Challenge.
La presidente viaggiava nel Mercedes al centro del convoglio insieme al poliziotto alla guida, a un’agente della sicurezza e a due amiche.
Nell’impatto Pirc Musar ha riportato la frattura della clavicola, una lesione ufficialmente classificata come lieve. Una delle sue amiche è rimasta invece gravemente ferita. Entrambe sono state trasportate all’Ospedale generale di Isola.
Nei giorni successivi all’incidente, la presidente slovena ha ammesso di non aver allacciato la cintura di sicurezza al momento dello schianto. Ha spiegato che anche l’amica rimasta gravemente ferita non aveva allacciato la cintura, mentre la seconda amica si era premunita di farlo.
“È stato il mio più grande errore e me ne pento sinceramente”, aveva dichiarato Pirc Musar, assumendosi la responsabilità della propria decisione.
Dopo aver esaminato il nuovo filmato, l’esperto Andrej Brglez ha osservato che le conseguenze per i passeggeri avrebbero con ogni probabilità potuto essere meno gravi se tutti avessero utilizzato correttamente le cinture di sicurezza.
L’autista della presidente sotto indagine
Il caso del poliziotto di 52 anni che guidava il Mercedes è stato nel frattempo trasmesso al reparto speciale della Procura di Stato specializzata slovena, competente per i reati che coinvolgono funzionari pubblici dotati di particolari poteri.
L’ipotesi al vaglio è quella di un possibile reato di provocazione per negligenza di un incidente stradale. Il procedimento è ancora in corso.
Dopo lo schianto, la galleria era rimasta chiusa per oltre tre ore, fino alle 20.19. In un primo momento, la polizia aveva stimato i danni materiali complessivi in circa 37mila euro.
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