Il caso concerti infiamma Zagabria. Thompson alza il tono: «Mosse radicali»

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Il caso concerti infiamma Zagabria. Thompson alza il tono: «Mosse radicali»
Marko Perković Thompson. Foto: Marko Lukunic/PIXSELL

Da giorni si consuma un duro confronto pubblico tra il cantante Marko Perković Thompson e il sindaco di Zagabria, Tomislav Tomašević. Lo scontro, già acceso nelle scorse settimane, è esploso definitivamente nella serata di ieri, martedì 25 novembre, quando il musicista ha diffuso su Facebook un nuovo video rivolto al primo cittadino, invitandolo a “usare il buon senso” e avvertendo che, in caso contrario, lui e i suoi sostenitori sarebbero pronti a “mosse molto più radicali”.

Il nodo dei concerti e il divieto dei simboli ustascia

Il conflitto è iniziato, ricorda index.hr, dopo che il sindaco ha annunciato che non verrà autorizzato un secondo concerto di Thompson all’Arena di Zagabria, previsto per il 28 dicembre, qualora durante il primo spettacolo – in programma il 27 dicembre – venisse utilizzato il saluto ustascia “Za dom spremni” (Per la Patria pronti).

Successivamente, l’Assemblea cittadina ha approvato un provvedimento che vieta l’uso di simboli, slogan e messaggi che inneggiano all’odio nazionale, razziale o religioso nei luoghi gestiti dal Comune o nelle aree pubbliche sotto autorizzazione comunale.

Sabato scorso Thompson ha pubblicato una prima videodichiarazione in cui accusa la giunta zagrebese di aver oltrepassato i propri poteri e di non rispettare la sentenza dell’Alta Corte per i reati minori.

Nel video definisce la decisione della Città “una discriminazione” e “una violazione del suo diritto costituzionale al lavoro”. Ha poi ribadito la volontà di eseguire il brano “Bojna Čavoglave” il 27 dicembre, ricordando la sua appartenenza nel 1991 alle unità ZNG e HOS e sostenendo che la municipalità sarebbe dominata da una “setta” che vuole decidere cosa possa o non possa cantare.

La replica del sindaco Tomašević

Il sindaco di Zagabria, Tomislav Tomašević. Foto: Josip Mikacic/PIXSELL

Interpellato dai giornalisti, Tomašević ha scelto di non entrare nella polemica personale, affermando di non voler scendere “al livello degli insulti”.

Ha confermato che la decisione di vietare il secondo concerto è stata presa settimane fa e che rimane valida. Il concerto del 27 dicembre si terrà regolarmente, poiché il contratto è stato firmato a marzo, mentre per quello del 28 dicembre è arrivato un diniego ufficiale al management dell’artista.

Thompson è tornato alla carica con un nuovo messaggio. Ha accusato il sindaco di comportarsi “come uno sceriffo del Far West” e ha sostenuto che il divieto del concerto del 28 dicembre rappresenti “un attacco all’ordinamento giuridico croato”.

Nella parte finale del video, il cantante ha lanciato un avvertimento diretto: i veterani croati, “compreso lui stesso”, sarebbero pronti a reagire a ogni attacco allo Stato di diritto, annunciando possibili “mosse molto più radicali”, senza però specificarle.

Il team di Thompson ha annunciato una conferenza stampa per oggi in un hotel di Zagabria. Il management afferma che risponderà ai temi sollevati nelle ultime ore e illustrerà i prossimi passi professionali dell’artista.

Intanto, il programma ufficiale dell’Arena di Zagabria non riporta ancora il concerto del 27 dicembre, sebbene Tomašević abbia confermato pubblicamente che l’evento si terrà regolarmente.

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