Il boscarino istriano alla ricerca del marchio Dop

Per il certificato europeo Croazia e Slovenia invieranno una richiesta comune alla Commissione Ue

Alcuni boscarini istriani. Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

La carne ricavata dal bue istriano, ossia dal boscarino, ha da qualche settimana la denominazione d’origine protetta nazionale, con decreto del Ministero dell’Agricoltura della Repubblica di Croazia. Ciò a seguito di un biennale procedimento avviato di comune accordo con i partner sloveni – visto che la razza si alleva pure nell’area slovena della penisola – nel corso del quale è stata concordata la specificazione di tutela, relativamente alle rispettive aree di competenza. Per parte croata, sottostanno a ciò, oltre alla penisola istriana, la Liburnia e le isole quarnerine.
Di conseguenza, la carne e i prodotti derivati che s’intendono sottoporre alla denominazione d’origine protetta, devono essere lavorati nella zona di produzione menzionata nell’etichetta, dall’allevamento degli animali al confezionamento del prodotto. La carne può derivare da sei categorie di bovini di diversa età, a seguito d’un processo d’invecchiamento di almeno 15 giorni e può essere venduta fresca o surgelata.
Siamo al primo passo
La denominazione d’origine nazionale transitoria per le carni bovine istriane rappresenta soltanto il primo passo verso l’ottenimento della denominazione d’origine protetta europea. Seguirà la scelta dell’organismo addetto alla certificazione e, dopo che anche il Ministero sloveno dell’Agricoltura emanerà un’analoga decisione per il versante peninsulare sloveno, s’invierà la comune richiesta alla Commissione europea.
L’AZRRI – Agenzia regionale per lo sviluppo rurale – è l’unico soggetto che sta piazzando sul mercato la carne di boscarino e i suoi derivati. Ciò non significa che le porte siano chiuse ad altri soggetti operanti nelle sopracitate aree. Questi potranno includersi nell’operazione, nel rispetto delle normative previste dal sistema di certificazione e di verifica, trasmettendo la richiesta all’AZRRI. Attualmente la specie conta circa 2.000 capi di bestiame, di cui 250 allevati al di fuori dell’Istria, della Liburnia e del Quarnero. Di conseguenza, la carne prodotta al di là di queste zone, e precisamente nella Lika e a Zagabria, non potrà portare questo marchio al momento del piazzamento sul mercato.
A livello nazionale, la penisola eccelle in quanto a prodotti autoctoni tutelati sia a livello statale sia in ambito europeo. Negli ambiti continentali, ricorderemo, sono tutelati il prosciutto e l’olio d’oliva, mentre il miele gode della protezione nazionale.
C’è da attendersi ora un incremento della produzione di carne di boscarino e la cosa certamente imprimerà una marcia in più allo sviluppo rurale dell’Istria. L’AZRRI piazza questa carne e i prodotti derivati in vari ristoranti della penisola e, ultimamente, complice la diffusione del coronavirus, l’ha messa a disposizione anche della cittadinanza, portandola sulle porte di casa. Nell’area istroquarnerina sono stati consegnati 300 pacchetti di prodotti freschi.

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