Il barometro dei croati: a dicembre più dubbi che speranze

Il 69 per cento vede il Paese nella direzione sbagliata, fiducia bassa nel governo

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Il barometro dei croati: a dicembre più dubbi che speranze
Foto Roni Brmalj

Dicembre è tradizionalmente il mese delle feste, ma quest’anno in Croazia è stato attraversato anche da tensioni e dibattiti che vanno ben oltre l’atmosfera natalizia. Le proteste antifasciste, le discussioni sul femminicidio e l’approvazione del bilancio statale per il prossimo anno hanno fatto da sfondo all’ultimo sondaggio mensile Crobarometar di Nova TV, che offre uno spaccato dettagliato dell’umore del Paese: ciò che rassicura i cittadini, ciò che li preoccupa e come valutano politica e istituzioni.

Tra sicurezza e preoccupazioni quotidiane

Dal sondaggio emerge un quadro fatto di contrasti. I cittadini dichiarano di sentirsi più sicuri sul piano della sicurezza fisica generale, che risulta l’aspetto meglio valutato. Seguono, con giudizi positivi, la qualità del sistema educativo e un dato che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato impensabile: la relativa facilità nel trovare lavoro. Anche sanità, rispetto dei diritti umani e libertà dei media raccolgono valutazioni complessivamente soddisfacenti.

Ma accanto a questi elementi positivi, la lista dei problemi resta lunga. In cima, nettamente, si colloca la corruzione, un tema che continua a dominare il dibattito pubblico e che è stato ulteriormente alimentato dalla recente rimozione del capo dell’Ispettorato statale a seguito di uno scandalo. Subito dopo arrivano le difficoltà economiche, che durante il periodo delle feste diventano ancora più tangibili: inflazione, salari bassi, povertà e pensioni insufficienti.

Alla luce di queste preoccupazioni, non sorprende che la maggioranza dei cittadini abbia una visione critica dell’andamento del Paese. Il 69 per cento degli intervistati ritiene che la Croazia stia andando nella direzione sbagliata. Gli ottimisti sono solo il 22 per cento, mentre il 9 per cento non si esprime. Un dato che fotografa un diffuso senso di insoddisfazione e di sfiducia, nonostante alcuni indicatori oggettivi mostrino segnali di stabilità.

Partiti: equilibri stabili, poche sorprese

Se si votasse oggi, l’HDZ resterebbe il primo partito con il 27,8 per cento dei consensi, in leggero aumento rispetto a novembre. Al secondo posto si conferma l’SDP con il 20,6 per cento, un risultato che indica sostanziale immobilismo.

Segue la piattaforma Možemo, che registra un calo e scende all’11,1 per cento. Most, con la nuova leadership, mostra una lieve crescita e chiude dicembre al 6,7 per cento. Il partner di governo Domovinski pokret (Movimento patriottico) si ferma al 4 per cento, mentre la piattaforma indipendente guidata da Marija Selak Raspudić raccoglie il 2,5 per cento. Tutte le altre forze politiche restano sotto la soglia del 2 per cento. Un elemento degno di nota è la diminuzione del numero di elettori indecisi negli ultimi tre mesi, segnale di un’opinione pubblica che tende a consolidare le proprie scelte.

Leader politici, tra consenso e rifiuto

Sul fronte dei leader, il presidente della Repubblica Zoran Milanović, continua a dominare la classifica dei giudizi positivi: il 60 per cento degli intervistati ha di lui un’opinione favorevole. Al secondo posto si colloca il ministro della Difesa Ivan Anušić, con il 41 per cento. Il gradino più basso del podio è condiviso dal premier Andrej Plenković e dal sindaco di Zagabria Tomislav Tomašević, entrambi al 35 per cento. Subito dietro si crea un vero e proprio gruppo compatto: con il 33 per cento di giudizi positivi figurano il presidente del Parlamento Gordan Jandroković, gli esponenti di Most Nikola Grmoja e Božo Petrov e la deputata di Možemo Ivana Kekin.

Speculare, ma non meno significativa, la classifica dei giudizi negativi. In testa c’è il leader del Domovinski pokret Ivan Penava, valutato negativamente dal 61 per cento dei cittadini. Segue il premier Plenković con il 56 per cento, mentre al terzo posto, con il 54 per cento, si trovano Jandroković, il presidente dell’SDP Siniša Hajdaš Dončić e Tomašević.
Governo e presidenza, fiducia divisa

Il lavoro delle istituzioni divide nettamente l’opinione pubblica. Il presidente Milanović è l’unico a ottenere una valutazione prevalentemente positiva: quasi un cittadino su due approva il suo operato, mentre il 43 per cento lo boccia e l’8 per cento non si esprime.

Ben diversa la situazione per il governo guidato da Andrej Plenković. Meno del 30 per cento dei cittadini ne approva l’azione, mentre il 65 per cento esprime un giudizio negativo. Non stupisce, quindi, che tre intervistati su quattro non credano che l’esecutivo riuscirà a risolvere i problemi chiave della società. Un dato identico a quello registrato un anno fa, che suggerisce una sfiducia ormai strutturale.

Il sondaggio Crobarometar è stato realizzato dall’agenzia Ipsos per il tg di Nova TV tra il 1° e il 19 dicembre, su un campione rappresentativo di 994 cittadini maggiorenni, con un margine di errore del +/- 3,3 per cento, che sale al +/- 3,6 per cento per le rilevazioni sui partiti.

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