I ragazzi si ubriacano già all’età di 12 anni

Pola. Conferenza alla Civica dedicata al problema dell’alcolismo nelle fasce giovanili e ai possibili rimedi

“I ragazzi devono capire che i limiti esistono per non danneggiare la loro salute”. Zoran Zoričić, psichiatra e specialista in psicoterapia per dipendenze presso il Centro Clinico Ospedaliero “Sestre Milosrdnice” di Zagabaria, non è sfiduciato. Anzi, ritiene sia più che possibile ristabilire la giusta distanza tra i giovani e le bevande alcoliche, nonostante gli ultimi dati dell’Istituto nazionale di statistica abbiano segnalato un incremento dei consumi di alcolici, ma anche di sostanze stupefacenti, tra i giovani e giovanissimi. “È possibile, a patto di coinvolgerli nella definizione dei programmi di prevenzione loro rivolti “ ha spiegato lo specialista nel corso di un’interessante conferenza dedicata all’alcolismo giovanile tenutasi alla Biblioteca civica di Pola.
Una conferenza, o meglio un incontro organizzato dall’anonima alcolisti “Stvaranje” (Creazione) di Pola in collaborazione con il Reparto di psichiatria dell’Ospedale generale del principale centro urbano dell’Istria, i cui responsabili hanno ricordato che la conferenza è soltanto una delle diverse iniziative che l’anonima alcolisti ha organizzato in occasione del mese della lotta contro le dipendenze. Introdotto l’argomento, lo psichiatra ha rilevato che l’obiettivo dell’incontro è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi derivanti dall’abuso di alcolici e non soltanto tra i ragazzi, che bevono sempre di più. Inoltre, un secondo problema da affrontare riguarda l’età della prima sbronza, che è calata rispetto al passato. “Oggi i giovani bevono e si ubriacano già a 12-13 anni” ha evidenziato Zoričić, aggiungendo che, naturalmente, a quest’età i ragazzi non possono essere considerati come alcolizzati. “Tuttavia è necessario intervenire e arginare il problema”, continua lo psichiatra, il quale ritiene fondamentale l’intervento delle famiglie e delle scuola. Le prime devono saper riconoscere gli eventuali comportamenti dei figli mentre le scuole devono offrire alternative alla strada. Nel prosieguo del discorso, Zoričić ha spiegato che la scuola, i docenti e gli psicologi scolastici devono parlare ai ragazzi così come i genitori di giovani problematici devono richiedere l’aiuto di un esperto.
Il problema del gioco d’azzardo
Lo specialista in psicoterapia ha successivamente rilevato che, accanto all’alcol e le droghe, esiste un terzo problema: il gioco d’azzardo, che purtroppo attira sempre più ragazzi da quanto il mercato è stato liberalizzato e le sale giochi hanno invaso le nostre città. Zoričić ha poi parlato anche di Pola, assieme a Zara una delle città con la più alta percentuale di tossicodipendenti della Croazia. A tale proposito ha sottolineato che Pola, come del resto la quasi totalità delle città portuali, è purtroppo inondata di ogni genere di tentazioni come droga e alcol, che quindi sono purtroppo sempre più accessibili ai ragazzi. Oltre ad ascoltare l’interessante esposizione dello psichiatra, i tanti presenti all’incontro di ieri hanno potuto ascoltare le testimonianze di alcuni ex alcolisti, che attraverso un breve filmato hanno raccontato le rispettive storie e i percorsi intrapresi per uscire dal tunnel dell’alcol. Tunnel nel quale tantissime persone si trovano ancora. Proprio loro è stato rivolto l’invito a chiedere aiuto alle associazioni degli alcolisti.

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