I bar: «Il caffè da asporto non ci salverà. Apriamo o protesta»

Tavolini e ombrelloni di un bar in Corso, a Fiume, in attesa della riapertura. Foto Roni Brmalj

“Il caffè da asporto non ci salverà, poiché rappresenta soltanto il 3 per cento dei nostri introiti. Per questo motivo stiamo valutando la possibilità di aprire tutti insieme in una precisa data o di manifestare per i nostri diritti”. Lo ha detto Dražen Biljan, proprietario di un bar di Zagabria durante una trasmissione sul primo canale della Radio croata (HR1). “Sono del parere che la maggior parte dei locali abbia rispettato le misure restrittive prima della chiusura e che questi ambienti sono un posto sicuro per i clienti – ha precisato Biljan -. Noi siamo pronti a ripartire, anche perché non ce la facciamo più: la cassa piange, i camerieri sono a casa in trepida attesa… Perciò, stiamo valutando la possibilità di un’apertura collettiva o di organizzare una manifestazione di protesta”.
Ricorderemo che il governo sta valutando la possibilità di allentare alcune misure dal 1.mo febbraio prossimo. Tra queste è previsto che anche i bar possano offrire il caffè da asporto, come lo fanno ora i ristoranti o le stazioni di servizi.

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