I francobolli «rovignesi» solo in lingua croata. Interviene Giovanardi

Il senatore ha scritto all’Ambasciatore croato a Roma per caldeggiare anche in ambito filatelico l’uso paritetico della lingua italiana sancito in Istria

Uno dei due francobolli che la Posta Croata ha dedicato a Rovigno. Ora arriva anche la dicitura in lingua italiana

La Posta Croata (HP) si appresta a omaggiare Rovigno pubblicando due francobolli. Le due emissioni saranno messe in commercio domani, 4 giugno 2020, nell’ambito del filone filatelico dedicato al turismo croato. Entrambi i francobolli sono stati stampati dalla tipografia AKD di Zagabria su fogli filatelici da dieci pezzi. L’HP ha predisposto pure una busta del primo giorno (FDC 16/2020) e un annullo postale (rimarrà in uso il 4 e il 5 giugno 2020, all’ufficio postale 10101 di Zagabria) dedicati alla serie. Abitualmente, in occasione delle nuove emissioni filateliche, negli uffici postali sono reperibili (gratuitamente) pure dei depliant informativi trilingui (croato, inglese e tedesco) legati alle medesime.
Sulle vignette dei due francobolli sono raffigurati rispettivamente una panoramica di Rovigno (emissione 1296, valore facciale 8,10 kune) e una veduta dell’Arco dei Balbi (emissione 1297, valore facciale 3,10 kune). Sulle vignette sono riportati pure il logo dell’HP, il cognome del designer che ha curato l’aspetto dei francobolli (Dean Roksandić) e degli autori delle fotografie impiegate nella realizzazione dei medesimi (Mario Romulić e Dražen Stojčić), l’indicazione dell’anno e del Paese di emissione, nonché il nome della località raffigurata. Nel caso del francobollo da 3,10 kune è indicato pure il nome del monumento raffigurato in primo piano (l’Arco dei Balbi).
All’ex senatore Carlo Giovanardi, grande appassionato di filatelia, che da anni segue con attenzione le vicende connesse alla Comunità Nazionale Italiana, non è sfuggito che pur essendo Rovigno una località nella quale è sancito l’uso paritetico della lingua italiana, i francobolli in questione non sono bilingui. I nomi del Paese d’emissione, della località raffigurata e dell’Arco dei Balbi, sono indicati esclusivamente nella versione croata. Una scelta, quest’ultima, che ha spinto Giovanardi a rivolgersi all’Ambasciatore della Repubblica di Croazia a Roma, Jasen Mesić, per sollecitare il rispetto del bilinguismo in Istria anche nella sfera della filatelia (segnaliamo che l’HP, nel comunicato stampa connesso all’emissione è ricorsa alla dicitura Rovinj-Rovigno).
“Egregio Signor Ambasciatore – si legge nella lettera inviata da Giovanardi a Jasen Mesić – mi rivolgo a Lei come amico della Croazia e come ex Presidente della Associazione Parlamentari amici della Filatelia. Come Ella certamente saprà il giorno 4 di giugno verranno emessi francobolli dedicati alla città croata di Rovinj-Rovigno, così come correttamente definita nel bollettino illustrativo firmato dal Rovinj Tourist Board. Purtroppo né nel Bollettino delle Poste Croate né sulle vignette dei francobolli viene riportata la dizione bilingue, presente invece nei timbri di annullo sulla corrispondenza in partenza da Rovinj-Rovigno e da altre località dell’Istria dove la Vostra legge riconosce il bilinguismo.
In Italia per esempio la recente serie dedicata alle Regioni riporta la dizione Trentino-Alto Adige Sud Tirol e Valle d’Aosta Vallee d’Aoste dedicati alle due Regioni dove per legge è riconosciuto il bilinguismo.
Le segnalo anche il caso della Spagna che il 22 maggio 2004, in occasione delle nozze del figlio del Re, aveva fatto stampare francobolli con la scritta Felicitazioni in Castigliano, che mise regolarmente in circolazione, salvo poi affiancarli con francobolli identici, emessi con la stessa tiratura, con le quattro lingue riconosciute in quel paese.
Mi permetto pertanto, sulla scia di quanto scritto dall’Ufficio di Rovigno e delle vostre leggi sul bilinguismo, di suggerire oltre alla distribuzione il 4 di giugno dei 100.000 francobolli già stampati con la dizione Rovinj, una ulteriore emissione di identici francobolli con la stessa tiratura, per evitare speculazioni commerciali, e con la dizione bilingue Rovinj-Rovigno.
Sono convinto che la comune adesione alla Unione Europea possa consentire ovunque il rispetto delle differenze linguistiche e culturali e di storie che affondano le radici nei secoli, cementando ancora di più una amicizia tra Italiani e Croati che a volte può nutrirsi anche di piccoli ma significativi segnali”.

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