Secondo Weber, l’uscita graduale dalle misure di regolazione dei prezzi dell’energia dovrebbe essere accompagnata dal mantenimento delle agevolazioni solo per le fasce socialmente vulnerabili. “A queste persone bisogna garantire una vita dignitosa, anche andando oltre le semplici sovvenzioni,” ha affermato, sottolineando che oggi anche cittadini benestanti e affittuari con alti consumi energetici beneficiano di tariffe scontate grazie alle sovvenzioni statali, cosa che ritiene ingiustificata.
Sul tema dei carburanti, Weber ha evidenziato che la Croazia, durante il periodo di regolazione, offriva benzina e diesel a prezzi inferiori rispetto ai Paesi vicini, con un impatto negativo sul bilancio statale. A rimetterci, secondo lei, sono stati i produttori e distributori croati, costretti a operare con margini molto bassi, il che ha limitato la possibilità di investire, innovare e aumentare i salari.
Ha anche criticato la scarsità di investimenti nel settore energetico, sostenendo che il modello attuale frena la modernizzazione della rete elettrica e ostacola l’avvio di nuovi impianti e stabilimenti industriali.
Danni causati dalle limitazioni
Weber ha invitato il governo a rivedere anche la decisione sul congelamento dei prezzi di 70 prodotti alimentari nei negozi, misure che – a suo dire – penalizzano in particolare i piccoli esercizi di quartiere e i business a conduzione familiare, più esposti alle variazioni dei costi delle materie prime.
La liberalizzazione dei prezzi dei carburanti segna un passaggio importante per il mercato croato. La vera sfida sarà mantenere l’equilibrio tra libertà di mercato e protezione dei cittadini più vulnerabili, garantendo allo stesso tempo competitività e sviluppo sostenibile del settore energetico.
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