«I consiglieri UI al MAECI Palminteri resti a Fiume»

Dai lavori dell'Assemblea UI. Lettera di apprezzamento e riconoscimento nei confronti del Console generale inviata a Roma

VALLE | Una dimostrazione di stima, apprezzamento e riconoscimento nei confronti del Console generale d’Italia a Fiume, Paolo Palminteri, con il desiderio di “fermarlo” ancora per un po’ in queste nostre regioni. Questo, in estrema sintesi il senso della lettera approvata alla riunione di Valle dall’Assemblea dell’Unione Italiana, sottoscritta dai consiglieri, da inviare alla Direzione generale per l’Unione europea del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e alla Direzione generale per gli Italiani all’Estero di Roma.

Ha saputo promuovere la lingua

“Nei quattro anni in cui è stato a capo della rappresentanza diplomatica, il dott. Palminteri ha contribuito a implementare e a sviluppare i già ottimi rapporti di amicizia e collaborazione in atto a livello statale tra Italia e Croazia, incrementando al tempo stesso le relazioni tra le Regioni contermini, in primo luogo Friuli Venezia Giulia e Veneto, da parte italiana, e le Contee istriana e litoraneo-montana per quanto riguarda la parte croata – si legge nella lettera promossa dal consigliere di Visinada, Neda Šainčić Pilato e sottoscritta dai consiglieri –. Oltre a testimoniare, con il suo interessamento e gli interventi fatti finora, tutta la vicinanza e il sostegno della Nazione Madre alla Comunità nazionale autoctona italiana dell’Adriatico orientale, il dott. Palminteri ha saputo promuovere la secolare presenza, la cultura e la lingua italiane in queste Regioni, che sono state valorizzate anche dalle autorità locali oltre che dall’ambiente sociale nel suo complesso”. È stato citato l’esempio di Fiume, con i risvolti che si sono verificati proprio durante il suo mandato, in cui si sono viste notevoli aperture su temi finora delicati, come quello del bilinguismo visivo e del ripristino dei toponimi e odonimi storici (quindi anche e principalmente italiani), oppure il recupero delle vittime italiane della Seconda guerra mondiale e dell’immediato dopoguerra sotterrate in fosse comuni, senza dimenticare l’interesse generale che hanno incontrato le iniziative e gli eventi organizzati dal Consolato sotto la sua direzione, da quelli economici a quelli culturali, universitari e altri”.

Ottimi i risultati ottenuti finora

“Sarebbe opportuno, ed è quanto auspichiamo – si conclude nella lettera da inviare a Roma –, che il dott. Palminteri potesse continuare la sua missione nel capoluogo del Quarnero, considerati gli ottimi risultati riscontrati finora, viste anche le sfide che si pongono a un Paese vicino dell’Italia come la Croazia, che l’anno prossimo presiederà per la prima volta nella storia il Consiglio dell’Unione europea, ma anche nell’imminenza della sua adesione all’area Schengen e, non da ultimo, il progetto Fiume Capitale europea della Cultura 2020, cui ha dato un significativo apporto nella definizione dei programmi e dei contenuti che promuovono la cultura italiana”.

«Dallapiccola»: si cambia

L’Unione Italiana rimodella il Centro studi musica classica “Luigi Dallapiccola” (Csmc), che opera al suo interno, svolgendo attività nelle Comunità degli Italiani, introducendo i giovani nel mondo delle note. Una struttura più snella, adeguata ai tempi e alle esigenze dei fruitori, oltre che del Centro stesso, nonché alle finalità dell’Unione Italiana.
L’Assemblea dell’UI riunita a Castel Bembo, sede della Comunità degli Italiani di Valle ha infatti approvato il nuovo regolamento interno del Centro studi musica classica, Proposto da Marko Gregorič, titolare del Settore Istituzioni della CNI e collaborazione transfrontaliera e vicepresidente della Giunta esecutiva.

Quattro le sezioni

La sede del “Dallapiccola” rimane nella località in cui storicamente nasce nel 1985; il Centro opera attraverso quattro sezioni, ossia quella di Verteneglio (intestata al maestro Mauro Masoni), di Pola, Fiume e Capodistria, e ciò nelle sedi delle rispettive Comunità degli Italiani.
Le diverse CI, oltre a fornire gli spazi e le condizioni materiali per lo svolgimento delle lezioni, svolgono pure le iscrizioni dei corsisti e l’evidenza della realizzazione dei corsi (per questo servizio, ai sodalizi viene riconosciuta una voce a Bilancio, prevista dai criteri per l’assegnazione del Fondo di promozione).
Il Centro ha un direttore didattico, il collegio insegnanti e il coordinatore operativo di ogni sezione. La Giunta esecutiva approva ogni anno il Piano finanziario e il Bilancio del Csmc, come pure il Piano di lavoro.
Si riordina il numero di allievi per docente (un massimo di otto) e si definisce il numero delle ore, che all’occorrenza possono essere modificate su delibera della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana. Le iscrizioni avvengono previo esame di ammissione e i corsi che si offrono sono pianoforte, chitarra classica, violino e flauto, integrati da nozioni di teoria, solfeggio, dettato musicale, canto corale (facoltativo).
Le lezioni si volgono in lingua italiana, settimanalmente e il programma di studio tiene in considerazione primariamente i programmi dei conservatori di musica e istituti parificati italiani, nonché i programmi ministeriali in vigore nelle scuole di musica croate e/o slovene. La retta per la frequentazione dei corsi è di 100 kune, ossia 15 euro.
Alla fine di ogni corso, il Centro studi musica classica rilascia a ogni singolo allievo un’idonea certificazione con la quale si attesta la regolare frequenza delle lezioni.

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