I consiglieri della CAN: «No a Istria slovena»

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I consiglieri della CAN: «No a Istria slovena»

Unanime la presa di posizione dei consiglieri della CAN di Pirano contro la proposta di denominare l’area che abbraccia i quattro Comuni costieri “Slovenska Istra – Istria slovena”. Visto il dibattito sollevato da parte del consigliere piranese Gianfranco Giassi all’ultima riunione del Consiglio della CAN costiera, il presidente Andrea Bartole ha deciso di inserire l’argomento all’ordine del giorno della seduta ordinaria che si è svolta giovedì sera alla scuola di Sicciole. Non è ancora noto quando la questione approderà in Consiglio comunale. Quello piranese, infatti, è l’unico che non si è ancora espresso in merito e, secondo alcuni, non c’è da aspettarsi un esito così scontato come a Capodistria, Ancarano e Isola. Bartole ha presentato in modo sintetico le tappe principali dell’iniziativa lanciata nel 2019, ma che soltanto recentemente ha fatto scoppiare la polemica e non esclusivamente tra gli appartenenti alla Comunità italiana. Durante la discussione Nadia Zigante si è detta contraria alla proposta emersa in riferimento alla standardizzazione geografica perché a parer suo non rappresenta la minoranza, preferendo che la regione venga denominata soltanto “Istra – Istria”. A trovarsi d’accordo con lei è stato anche Valter Lovrečič che in modo semplice e strutturato ha voluto spiegare che di Istria ce n’è una sola. “Nel 2022, nel terzo millennio, credo che aggettivi di segno nazionale siano assolutamente fuori luogo. Ritengo che il territorio debba chiamarsi ‘Istria’ anche in un’ottica di unitarietà, ma soprattutto con spirito europeo. Con i confini che vengono meno non credo sia opportuno parcellizzare la penisola fornendo delle indicazioni di segno nazionale”, così il consigliere Kristjan Knez, critico verso lo studio sulla denominazione commissionato al Centro di ricerche scientifiche di Capodistria. “Non credo a chi vuole farci intendere che l’aggettivo sloveno non abbia una connotazione nazionale. Se qualcuno pensa che la denominazione proposta sia opportuna è un ulteriore tassello della dominanza di qualcuno che non considera la pluralità della regione. C’è sempre questa volontà di marcare il territorio, quasi avessero la percezione che sfuggisse loro qualcosa di mano”, ha ancora aggiunto. “Il discorso va sicuramente rivisto in generale. Questo è stato forse trattato in maniera superficiale, non approfondito, non sono stati presi in considerazione magari i pareri degli intellettuali, degli storici della CNI”, ha dichiarato Bartole a margine della seduta, nel corso della quale ha informato i consiglieri dell’intenzione dell’attuale Amministrazione comunale, anche se ormai si sta avviando verso la fine del mandato, di affrontare nuovamente la questione in merito al ripristino del toponimo Santa Lucia, oggi soltanto Lucia. I presenti sono stati concordi sulla necessità di rendere giustizia alla località in entrambe le lingue, perché ad esempio la denominazione “Lucija – Santa Lucia” risulterebbe un ibrido che non avrebbe molto senso.

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