HRW: «La Croazia maltratta i migranti ai confini»

Schengen: avvertimento di Human Rights Watch alla Commissione europea, che respinge le accuse

La Polizia croata al confine con la Bosnia ed Erzegovina. Foto Kristina Stedul Fabac/PIXSELL

“Le conclusioni della Commissione europea sul livello di preparazione tecnico della Croazia per l’entrata nella zona Schengen vengono meno davanti alle prove sui maltrattamenti e sul respingimento dei migranti ai suoi confini”, ha valutato l’organizzazione Human Right Watch. Lydia Gall, ricercatrice di HRW per l’Europa orientale e i Balcani, ha affermato che “il fatto di rimandare indietro illegalmente e la con violenza i richiedenti asilo e i migranti, senza alcun procedimento legale, come fanno le autorità croate, dovrebbero squalificare la Croazia quale candidato a entrare nella zona Schengen. Ignorando i maltrattamenti ai migranti, la Commissione invia il messaggio che il rispetto dei diritti umani, come condizione per entrare nella zona Schengen, è soltanto una parola vuota”.
L’HRW ha ricordato che l’Articolo 4 del Codice sui confini di Schengen recita che gli Stati che ne fanno parte devono agire in armonia con le Leggi europee sulla tutela internazionale, tra cui il divieto di usare la forza nel respingere i migranti negli Stati in cui potrebbero essere sottoposti a tortura o in cui siano in atto nei loro confronti comportamenti disumani. “Perciò, la violenza nel respingimento dei migranti si configura come una violazione dell’Articolo 4. Pertanto invitiamo il Consiglio europeo a monitorare la Croazia e ad avviare contro Zagabria il procedimento per violazione delle normative dell’UE”.
Da Bruxelles è arrivata subito la reazione della Commissione europea. La portavoce Tove Ernst ha sottolineato che “l’Esecutivo comunitario ha tenuto conto del rapporto dell’organizzazione HRW nel procedimento di valutazione se la Croazia sia pronta per entrare nella zona Schengen. Ha poi deciso che Zagabria continua ad adempiere ai propri obblighi quando si tratta dei diritti umani”. Ernst ha aggiunto che la Commissione è in costante contatto con le autorità croate.

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