Horvat: Il 3.maj può salvarsi

Botta di ottimismo del ministro dell’Economia, Darko Horvat

Una nave in fase di realizzazione al cantiere navale di Fiume // Goran Kovacic/Pixsell

“Il 3.maj può salvarsi”. La botta di ottimismo arriva dal ministro dell’Economia, Darko Horvat. Parlando ai microfoni della Radio croata, Horvat ha sottolineato che “lo squero fiumano rappresenta il tessuto sano della cantieristica croata” e che, come tale, “ha delle prospettive molto interessanti”.
Il responsabile del dicastero ha dichiarato che per il governo il problema maggiore è rappresentato dal rapporto giuridico tra il 3.maj e l’Uljanik, di cui il cantiere fiumano è parte integrante della massa fallimentare”. Comunque, il ministro ha ribadito che non intende fare pressioni sui giudici del Tribunale commerciale per quanto concerne la decisione sul fallimento del cantiere quarnerino, perché “sono l’ultimo che vorrebbe un esito di questo genere”. A detta di Horvat, il 3.maj va aiutato, però “non in un modo scellerato, ossia senza che non ci sia un tornaconto”. “Se vogliamo investire nella conclusione dei lavori sulle navi che si trovano attualmente a Cantrida, voglio che ogni kuna versata sul conto del cantiere abbia un obiettivo preciso e il rientro garantito nell’Erario”.
Secondo il ministro “non è difficile prendere una decisione sulla concessione di aiuti al 3.maj, ossia se lo Stato debba finanziare la costruzione delle quattro navi per le quali i lavori sono già iniziati, però vogliamo la garanzia che una volta che queste imbarcazioni saranno varate, il denaro rientrerà nelle casse dello Stato”. Per Horvat questo modello di sostegno “deve funzionare anche in futuro per quanto concerne la costruzione delle navi”. “Non è un problema concedere le garanzie – ha proseguito il responsabile del dicastero -, ma i nodi giungono al pettine quando bisogna attivarle”. In questo senso, il ministro ha ricordato che al cantiere navale fiumano problemi del genere finora non ce ne sono stati. “In 35-40 anni di attività, le garanzie non sono state mai messe in dubbio, ossia non è mai successo che siano state pagate perché il 3.maj non ha portato a conclusione i lavori di una nave. Perciò, non vedo il motivo perché questa prassi positiva non possa proseguire anche in futuro”.

I cinesi

Il ministro dell’Economia ha parlato anche dell’interesse dei cinesi per la cantieristica croata. “In base alle informazioni in mio possesso, i cinesi vogliono investire in sette dei quindici laboratori dell’Istituto navale”, però sulla volontà di iniettare mezzi finanziari nel 3.maj o nell’Uljanik “non c’è ancora nessuna novità”.
Horvat ha annunciato attraverso i microfoni della Radio croata, che la compagnia belga Jan de Nul acquisterà la draga realizzata dall’Uljanik e per la quale il governo aveva pagato poco tempo fa 130 milioni di euro di garanzie. “In questo modo nell’Erario rientreranno tra i 100 e i 115 milioni di euro”.

La crescita del Pil

Più tardi Darko Horvat ha partecipato alla terza edizione della Conferenza Invest Cro – Come attirare gli investitori, progetto multimediale di Večernji list, 24 sata e Poslovni dnevnik, nel corso del quale ha commentato la crescita del Prodotto interno lordo e del rating, sancito dalle agenzie Standard’s & Poor e Fitch. “Questi numeri e valutazioni ci fanno ben sperare per il futuro, però non serviranno a nulla se non le trasformeremo in continuità”. Il ministro dell’Economia, del Lavoro e dell’Imprenditoria e dell’Artigianato, ha sottolineato che quanto sta succedendo nell’economia croata è un dato di fatto. “Stiamo crescendo, attiriamo sempre più investitori, ma ora bisogna essere ancora più propositivi per ridare fiducia a tutto il Paese”.

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