Tutti i marittimi croati che operano nell’area del Golfo persico stanno bene. Lo conferma il Ministero del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture di Zagabria, che, stando a quanto riportato dal quotidiano Novi list, ha monitorato attentamente la situazione dopo l’escalation del conflitto nella regione.
Secondo i dati registrati nel sistema informativo CIMIS (Sistema Informativo Marittimo Integrato), nella zona del Golfo persico si trovano attualmente 225 marittimi croati, membri d’equipaggio di 105 navi. Nonostante le operazioni belliche in corso — scatenate dagli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, proseguiti con lanci di missili e droni verso i Paesi del Golfo e il blocco dello Stretto di Hormuz — nessuna delle persone registrate è rimasta ferita.
Unità di coordinamento
A seguito della situazione critica, il Ministero ha convocato un incontro urgente per definire le strategie di protezione. È stata ufficialmente decisa la costituzione di un Quartier generale di coordinamento, un organismo che riunisce rappresentanti del Ministero del Mare, del Sindacato dei marittimi, del Ministero degli Affari Esteri, dell’Associazione degli armatori e delle agenzie di collocamento.
Il contesto e le misure di sicurezza
Il Ministero ha sottolineato la vulnerabilità del settore: su un totale di circa 16.000 marittimi croati impiegati sul mercato globale, ogni crisi internazionale ha ricadute immediate. Secondo i dati forniti dall’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA), nell’area del Golfo persico transitano attualmente 3.134 navi, di cui 602 considerate di interesse per l’Unione Europea.
Le principali linee guida emerse dall’incontro includono un monitoraggio costante (grazie alle piattaforme tecnologiche dell’EMSA, la Croazia partecipa attivamente allo scambio di informazioni sui movimenti delle navi); assistenza consolare (il Ministero degli Affari Esteri ha invitato tutti i cittadini, inclusi i marittimi, a contattare le rappresentanze diplomatiche per assistenza o eventuale rimpatrio) e supporto logistico. Neven Melvan, segretario generale del Sindacato dei marittimi della Croazia, ha avvertito che il numero reale di marittimi nella regione potrebbe essere superiore del 10% rispetto ai registri ufficiali e ha indicato le Ambasciate in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti come punti di riferimento cruciali.
La gestione dei rientri
Nataša Božić Čapalija, rappresentante dell’associazione CROSMA, ha rassicurato sulle misure in corso: le compagnie di navigazione stanno cercando di allontanare le navi dalle zone di conflitto e, qualora la situazione dovesse persistere, si procederà al rimpatrio degli equipaggi.
È stata inoltre gestita la situazione di alcuni marittimi bloccati negli aeroporti, come un gruppo di otto persone in Bahrein, che sono stati sistemati in hotel in attesa di poter proseguire il viaggio. Per tutelare i lavoratori, lo Stato si è impegnato a riconoscere come “giorni lavorativi” anche quelli trascorsi in viaggio o in attesa, evitando così problemi legati alla tassazione.
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