Nel pomeriggio di ieri, 9 aprile, si è tenuto a Spalato l’incontro informale del gruppo MED9, che ha riunito nella città rappresentanti dei Paesi membri dell’iniziativa. La presidenza del gruppo, che fu creato nel 2016 per coordinare l’azione dei Paesi meridionali dell’Unione Europea – Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta, Grecia, Croazia, Slovenia e Cipro – spetta quest’anno proprio alla Croazia, che ha fatto gli onori di casa nel capoluogo della Dalmazia. L’agenda dell’incontro ha previsto una sessione di lavoro dedicata all’analisi dell’impatto della crisi in Medio Oriente sulla sicurezza energetica europea e sulla resilienza delle catene di approvvigionamento, con un’attenzione particolare alla salvaguardia delle rotte marittime verso il Mediterraneo. A questa è seguita una sessione dedicata al rafforzamento del coordinamento del gruppo MED9. Ai lavori ha preso parte anche la commissaria UE per il Mediterraneo Dubravka Šuica. Durante la conferenza stampa, che si è tenuta al termine delle sessioni, hanno preso la parola alcuni dei rappresentanti dei Paesi membri dell’iniziativa. “Abbiamo discusso di come la crisi nel Medio Oriente influenzi la sicurezza nel Mediterraneo, nell’Unione Europea e a livello globale – ha spiegato il ministro degli Affari Esteri croato Gordan Grlić-Radman –. Accogliamo congiuntamente il cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran e lodiamo il Pakistan e altri attori della regione per i loro sforzi di mediazione. Ci siamo concentrati sugli impatti sulla sicurezza marittima, sui trasporti, sulle catene di approvvigionamento e sull’energia”. A proposito di sicurezza energetica, Grlić-Radman ha voluto sottolineare i contributi della Croazia in tale settore, “attraverso il terminal energetico GNL sull’isola di Veglia e attraverso l’oleodotto adriatico Janaf”. Tra gli altri punti toccati, anche “un possibile aumento della pressione migratoria, che sarebbe di particolare importanza per i Paesi UE del Mediterraneo”. Il ministro ha quindi condiviso come i lavori del gruppo sotto la presidenza croata saranno organizzati: “Organizzeremo incontri ministeriali tematici, che saranno dedicati all’energia, alla migrazione irregolare, alla protezione dei confini esterni e alle questioni ambientali. Inoltre, noi ministri degli Affari Esteri ci riuniremo nuovamente per un follow-up ai margini del Forum di Ragusa (Dubrovnik) che si terrà a giugno. Questi sforzi fatti sotto la presidenza croata saranno riassunti durante il summit dei MED9 che si terrà il prossimo ottobre sempre qui nella nostra bellissima città di Spalato”.

Il patto per il Mediterraneo
Dubravka Šuica ha iniziato il suo intervento condannando i recenti avvenimenti in Libano e auspicando “un imminente cessate il fuoco tramite un accordo separato del Paese con Israele”. La commissaria ha quindi parlato del patto per il Mediterraneo, una nuova iniziativa strategica della Commissione Europea e dell’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, presentato lo scorso ottobre: “La situazione nel Mediterraneo è estremamente complessa e instabile. Il patto per il Mediterraneo, adottato qualche mese fa, affronta prima di tutto il tema della sicurezza energetica, per accelerare la diversificazione delle risorse energetiche. Poi tratta anche la cooperazione in materia di sicurezza: lavoriamo a stretto contatto con la NATO ma, allo stesso tempo, stiamo rafforzando la nostra propria capacità d’azione, rafforzando il nostro sistema di difesa. Questo non significa che non sosteniamo la NATO, ma vogliamo lavorare parallelamente per rendere l’Europa sufficientemente forte. Il terzo punto riguarda l’immigrazione: dobbiamo restare vigili anche se, al momento, non ci sono flussi migratori provenienti dai territori del Medio Oriente interessati dal conflitto in corso e dall’Iran, ma dobbiamo appunto rimanere vigili e vedere come saremo in grado di gestire un’eventuale ondata di migranti in Europa. Stiamo inoltre approfondendo la nostra cooperazione con i Paesi del Golfo: si tratta di un territorio molto importante, parte del mio portfolio. I ministri degli Affari Esteri e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sono quotidianamente in contatto con i leader della regione del Golfo”. Šuica ha quindi annunciato che nel corso della prossima settimana presenterà il piano d’azione del patto, che “comprende molti progetti di punta e che sarà adottato entro la fine del mese”. Tra i vari progetti, ha menzionato l’iniziativa T-MED, “per la cooperazione nelle energie rinnovabili e tecnologie pulite. Il nostro obiettivo è quello di decarbonizzare tutta la regione del Mediterraneo, producendo energie a basso costo e, infine, sbarazzarci dei combustibili fossili russi”.

Focus sulla stabilità
Il vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano Antonio Tajani ha aperto il suo discorso volendo mandare “un chiaro e forte messaggio a favore della pace e della stabilità del Medio Oriente”, accogliendo positivamente la notizia del “cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l’Iran”. Ha quindi proseguito sottolineando la necessità di lavorare per “la libertà di navigazione: lo stretto di Hormuz è cruciale per l’energia ma anche per i fertilizzanti, non solo per la nostra agricoltura ma anche per molti Paesi africani, la cui stabilità è molto importante per tutti noi”. Il Libano, come da lui ricordato, è stato uno dei punti principali trattati durante l’incontro. Il vicepremier ha spiegato come il giorno prima, “durante una lunga telefonata con il presidente libanese Joseph Aoun”, abbia sottolineato “l’importanza della stabilità di questo Paese”, opponendosi fermamente agli attacchi per mano di Israele. Tajani ha quindi annunciato di aver ricevuto nel corso del pomeriggio una telefonata da parte del ministro degli Affari Esteri israeliano, che lo ha informato “della decisione di intraprendere nuove negoziazioni tra Israele e il Libano, che avranno luogo probabilmente nei prossimi giorni sul territorio statunitense. Si tratta di un passo importante, il dialogo tra questi due Stati è essenziale per raggiungere buoni risultati e, spero, per un cessate il fuoco anche in Libano”. La posizione del capo della Farnesina a riguardo è chiara: “L’Italia è pronta per fare la sua parte per la stabilità di questo Paese, dove sono presenti nostri soldati. Sto organizzando la visita che farò nei prossimi giorni a Beirut per parlare con il presidente Aoun, per lanciare il messaggio che l’Italia sostiene la stabilità di questo Paese che ha un ruolo importante anche nel dialogo tra cristiani e musulmani in questa regione complessa”. Infine, Tajani ha ringraziato i colleghi del gruppo MED9 per aver approvato la sua proposta di “organizzare un meccanismo di coordinazione permanente con i Paesi del nord Africa e del Medio Oriente, per evidenziare la necessità di un quadro strategico comune su questioni chiave come l’energia e l’ambiente, per la crescita e la prosperità. La stabilità del Mediterraneo, della regione del Golfo e del Medio Oriente è fondamentale non solo per il presente ma anche per il futuro”.

«Fermare la violenza»
La vicepremier e ministra per gli Affari Esteri ed Europei slovena Tanja Fajon ha lanciato un messaggio forte e sentito: “Ci appelliamo a tutte le parti per fermare la violenza nel Medio Oriente ora. Dobbiamo mettere fine all’uccisione di civili innocenti, alla distruzione delle infrastrutture civili… si tratta di atti che vanno contro il diritto internazionale. La Slovenia chiede a tutte le parti di rispettare il diritto internazionale e di tornare al piano della diplomazia. Abbiamo bisogno della pace, non possiamo permetterci un’altra guerra. Questa spirale di violenza che sta facendo del male a tutti noi deve smettere”. Fajon ha poi ricordato che “il Governo israeliano ha annunciato decine di nuovi insediamenti illegali in Cisgiordania, un qualcosa che va contro il diritto internazionale”. Ha esortato quindi ad “aprire un corridoio umanitario per la popolazione di Gaza e a fornire assistenza umanitaria ai civili del Libano, davanti ad una situazione in Medio Oriente che sta deteriorando giorno dopo giorno”. Anche Inês Domingos, segretaria di Stato per gli Affari Europei del Portogallo, ha esortato i Paesi a “rispettare in pieno il diritto internazionale”, ricordando che “qualsiasi mancato rispetto del cessate il fuoco rischia una grave escalation, con conseguenze dirette per la pace e la sicurezza regionali e globali”. Ha quindi dichiarato che “il Portogallo accoglie il percorso del Mediterraneo come cornice strategica per rafforzare le relazioni tra gli Stati del sud dell’UE e sottolinea che la sua implementazione dovrebbe fornire un supporto concreto per la stabilità della regione, inclusi gli sforzi di carattere umanitario. Questo gruppo di Paesi meridionali dell’UE rimane nella nostra visione una piattaforma chiave per l’azione collettiva e influenza politica a livello comunitario”. Il Portogallo assumerà la presidenza del gruppo MED9 nel 2027.
Un segnale di attenzione
Presenti anche l’ambasciatore d’Italia a Zagabria Paolo Trichilo e la console onoraria d’Italia a Spalato Maja Medić. Trichilo ha commentato l’incontro una volta finiti i lavori: “Date le delicate e complesse circostanze che la comunità internazionale si sta trovando ad affrontare, i Paesi del gruppo MED9 hanno voluto dare un segnale di attenzione nei confronti dell’agenda politica internazionale e di impegno comune per cercare di trovare delle soluzioni”. Al termine dell’incontro, il vicepremier Tajani è stato accompagnato da Andro Krstulović Opara, deputato e presidente della Commissione per la Politica Estera al Sabor, nonché ex sindaco di Spalato, in un giro del Palazzo di Diocleziano.

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