Grisignana e Crasizza, Trichilo: «Lingua italiana, veicolo di trasmissione culturale e identitaria»

La visita dell’ambasciatore d’Italia a Zagabria, assieme alla console generale Iva Palmieri. Incontro con i sindaci e i rappresentanti dei locali sodalizi della CNI

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Grisignana e Crasizza, Trichilo: «Lingua italiana, veicolo di trasmissione culturale e identitaria»
Per le vie di Grisignana. Foto Nicole Mišon

Presenza. Questa parola è stata ripetuta spesso durante la visita di oggi, mercoledì 4 giugno, a Grisignana e Crassiza dell’ambasciatore d’Italia a Zagabria, Paolo Trichilo. Presenza degli italiani sul territorio, presenza dell’italofonia, presenza delle Comunità degli Italiani nelle attività culturali e sociali.

Il Buiese rappresenta forse l’ultimo baluardo in Istria in cui è possibile sentire parlare l’istroveneto per le strade, dove i bambini si esprimono nell’idioma di Dante e nel quale la maggioranza della popolazione spesso e volentieri usa questa lingua per comunicare quotidianamente. A evidenziarlo è stato per primo il sindaco di Grisignana, Claudio Stocovaz, che ha accolto il diplomatico italiano assieme alla console generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri e alla viceconsole onoraria, Giuseppina Rajko.

Francesco Gabrielli, Tonči Bilić, Dubravka Dujmović Kušan, Claudio Stocovaz, Paolo Trichilo, Iva Palmieri, Giuseppina Rajko e Giuliana Dešković Krevatin. Foto Nicole Mišon

Essendo nella città degli artisti, parlare d’arte e di cultura era d’obbligo, anche per la presenza di manifestazioni diventate internazionali quali l’Ex-tempore e il Jazz Fastival. Non solo scintillio però; durante l’incontro si è parlato pure dello spopolamento delle zone rurali, prima con l’esodo degli anni ‘50 del secolo scorso e poi con un ulteriore abbandono della zona per motivi economici.

Il Censimento del 2021

“Fino al censimento del 2011 Grisignana era l’unico Comune rimasto dove la maggior parte della popolazione era di nazionalità italiana – ha ricordato il primo cittadino –. Nel 2021 le cose sono cambiate un po’, gli abitanti che si sono dichiarati italiani sono il 46%, ci tengo però a sottolineare che quasi la totalità della popolazione parla l’italiano”. All’interno del territorio del Comune operano due sodalizi, quello di Grisignana appunto e quello di Sterna, centri di aggregazione e di riferimento per l’intera cittadinanza. “Tra l’amministrazione comunale e le CI si è creata una sinergia funzionante – ha ricordato Stocovaz –. Partecipiamo finanziariamente alle attività delle Comunità, così come loro sono presenti alle manifestazioni comunali e agli eventi sociali”. Tale collaborazione è stata confermata anche da Giuliana Dešković Krevatin, presidente del sodalizio grisignanese, la quale ha presentato le varie sezioni che operano all’interno della Comunità, coinvolgendo oltre un centinaio di minorenni. I giovani hanno così un luogo di ritrovo e di raggruppamento per tutto l’anno.

L’incontro in Comune a Grisignana. Foto Nicole Mišon

“Nonostante lo spopolamento, Grisignana ha saputo aprire nuove strade nel nome della cultura – ha ricordato l’ambasciatore Trichilo –. L’Ex-tempore, la presenza degli artisti, la musica hanno trasformato questo paese in un luogo vivace capace di attirare appassionati d’arte e turisti”. L’esistenza di un ambiente al di là dei confini italiani in cui la lingua italiana è veicolo di trasmissione culturale e identitaria fa sì che questa sia una risorsa per l’intero territorio. “Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani ha in programma una manifestazione sull’italofonia nel mondo; in questo contesto ho già sottolineato il grande lavoro che svolge la CNI in Slovenia e Croazia”.

Il nodo dei transfrontalieri

La cospicua presenza di italiani sul territorio fa sorgere però un problema non indifferente a livello transfrontaliero, come fatto presente dal sindaco Stocovaz: molti pendolari affrontano code chilometriche ai valichi di frontiera per raggiungere il proprio posto di lavoro. La sospensione temporanea del Trattato di Schengen sta peggiorando ulteriormente questa situazione già drammatica, soprattutto nei mesi estivi con l’arrivo dei turisti.

“Conquistare la libertà di movimento all’interno dell’Unione europea è stata una grande vittoria per tutti – ha dichiarato Trichilo –. Decidere di applicare delle limitazioni alla libera circolazione è stata una scelta non facile, ma necessaria che ha portato a delle vittime collaterali. Negli ultimi anni è sorta una buona collaborazione tra i Ministeri degli Interni italiano e croato e, attraverso il dialogo e il confronto, è possibile cercare una soluzione per chi quotidianamente dalla Crozia deve raggiungere il proprio posto di lavoro in Italia o Slovenia”.

Il benvenuto presso la CI di Crassiza. Foto Nicole Mišon

Grisignana è pure famosa per il Centro culturale internazionale della Gioventù musicale croata, che opera da maggio a settembre e porta nel borgo musicisti da tutto il mondo. All’incontro con l’ambasciatore erano presenti anche il presidente del Centro Tonči Bilić e Dubravka Dujmović Kušan. Questa realtà coinvolge artisti di fama internazionale che incontrano studenti dei vari conservatori europei, offrendo loro l’opportunità di studiare, ma anche di vivere a contatto con questi talenti. A loro si è aggiunto il direttore del Conservatorio di musica Giuseppe Tartini di Trieste, Francesco Gabrielli, pronto ad avviare un progetto assieme alla Gioventù musicale di Grisignana per portare ulteriori giovani nel borgo istriano e metterli in contatto diretto con la musica.

Aggregazione sociale

La seconda tappa è stata la Comunità degli Italiani di Crassiza, dove la delegazione è stata accolta dal presidente Mate Mekiš, affiancato dal sindaco della Città di Buie, Fabrizio Vižintin, dalla vicesindaca in quota CNI, Michela Altin e dalla vicepresidente della Regione Istriana per la minoranza nazionale, Jessica Acquavita. Assieme a loro pure i membri della presidenza del sodalizio e diversi soci e attivisti. “La CI è l’unica associazione del territorio; Crassiza fa parte del circondario di Buie, ma nell’abitato non ci sono altre realtà di aggregazione per i compaesani – ha ricordato il presidente Mekiš –. Abbiamo realizzato corsi e manifestazioni per la popolazione; la nostra sede è aperta anche alla maggioranza, tutti sono i benvenuti. Molte delle iniziative che abbiamo svolto sono state organizzate in collaborazione con la Città di Buie, attenta alle nostre esigenze”. L’importanza della presenza dell’italianità nel Buiese è stata ribadita anche dal primo cittadino Vižintin, il quale ha ringraziato l’ambasciatore e la console generale per la loro visita. Un pensiero è stato rivolto anche alla figura del Beato Francesco Bonifacio, presenza di rilievo nel territorio. “Le ricerche della verità su quanto accaduto al parroco ucciso continuano, abbiamo perciò voluto invitare anche Mario Ravalico della diocesi di Trieste, responsabile per la ricerca del corpo”, ha ricordato Mekiš. Al termine dell’incontro c’è stato il tempo per una sosta al monumento dedicato al Beato.

L’incontro con le autorità a Crassiza. Foto Nicole Mišon

“Durante le mie visite precedenti il Buiese mi ha lasciato un’ottima impressione. Buie è un Comune molto rilevante per quanto riguarda la presenza degli italiani in Istria – ha commentato l’ambasciatore Trichilo –. Le Comunità sono tutte importanti, con la loro presenza forniscono un contributo fondamentale, soprattutto in luoghi più piccoli dove svolgono un ruolo sociale”.

Incontri importanti, non solo per mostrare le molte attività svolte dai sodalizi, ma soprattutto per evidenziare che la lingua e cultura italiane sono parte integrante del tessuto sociale del Buiese e dell’Istria.

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