Grattacielo Vjesnik: il governo conferma la demolizione dopo il devastante incendio

Le indagini mostrano danni irreversibili ai pilastri portanti

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Grattacielo Vjesnik: il governo conferma la demolizione dopo il devastante incendio
Foto: Patrik Macek/PIXSELL

Il destino del celebre grattacielo Vjesnik è ormai segnato. A seguito del devastante incendio che ha colpito l’edificio simbolo di Zagabria alcune settimane fa, il ministro dell’Assetto territoriale, dell’Edilizia e del Patrimonio statale, Branko Bačić, ha annunciato ufficialmente che la torre verrà demolita. Una decisione difficile, maturata dopo un’approfondita analisi della struttura condotta dagli esperti del Centro croato per l’ingegneria sismica.

La decisione: «Pericolo di crollo troppo elevato»

Durante un incontro con i rappresentanti della Città di Zagabria, tecnici specializzati e servizi di emergenza, Bačić ha illustrato il quadro emerso dalle ispezioni.
Secondo il ministro, la priorità è garantire la sicurezza dei cittadini e l’agibilità dell’area circostante: “La demolizione è necessaria a causa del rischio di cedimenti, della situazione del traffico e della sicurezza di chi transita vicino all’edificio. Per procedere servirà una completa documentazione progettuale e un costante monitoraggio tecnico durante tutte le fasi”.

Il ministero avvierà a breve colloqui con progettisti e imprese potenzialmente coinvolte, con l’obiettivo di aprire una gara d’appalto il prima possibile.

Gli esperti: «Danni irreversibili»

Mario Uroš, del Centro croato per l’ingegneria sismica, ha confermato che la situazione della torre è peggiore del previsto: “Fin dall’inizio temevamo questa conclusione. Abbiamo voluto dare una possibilità alla struttura, verificare se fosse possibile un restauro, ma gli esami condotti dimostrano che il grattacielo va rimosso con urgenza”.

Il parere degli specialisti è unanime. Anche lo statico Juraj Pojatina, intervenuto alla radio nazionale, ha sottolineato la gravità delle condizioni: “La stabilità è fortemente compromessa. I pilastri più esposti agli agenti atmosferici sono ormai deteriorati e l’ingresso di umidità nei punti colpiti dal fuoco provoca reazioni chimiche che degradano ulteriormente il calcestruzzo, riducendo resistenza e sicurezza complessiva”.

Un edificio monitorato metro per metro

Negli ultimi giorni squadre tecniche hanno utilizzato droni per mappare le fratture, valutare il comportamento della struttura e stabilire se fosse possibile preservare almeno parte dell’ossatura portante. Ma le immagini e le analisi hanno confermato che le lesioni causate dal calore e dall’acqua utilizzata nei soccorsi hanno compromesso irrimediabilmente l’integrità del grattacielo.

Il deterioramento, spiegano gli esperti, è destinato ad accelerare: più tempo passa, maggiore diventa il rischio di un cedimento improvviso.

Con la conferma della demolizione, il governo croato si prepara a una fase complessa: definizione del progetto, messa in sicurezza dell’area, deviazioni del traffico e selezione dell’impresa incaricata dell’abbattimento. L’obiettivo è agire rapidamente, ma in totale sicurezza.

Per Zagabria, la scomparsa del Vjesnik non rappresenterà solo una questione urbanistica, ma anche la fine di un pezzo della sua storia architettonica. Un simbolo che, dopo il tragico incendio, lascerà spazio a una nuova fase di ricostruzione.

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