Segnali di distensione nei rapporti tra Croazia e Ungheria dopo le elezioni che hanno portato alla vittoria di Péter Magyar. A commentare è stato il ministro della Difesa croato Ivan Anušić, che ha espresso apprezzamento per il cambio di tono del nuovo leader ungherese.
“L’ho conosciuto alla Conferenza di Monaco e gli faccio i miei complimenti”, ha dichiarato Anušić. “Sono contento per questa nuova impostazione: sono convinto che in futuro i rapporti tra i nostri Paesi andranno in una direzione migliore”.
Il nodo storico
Uno dei temi più delicati affrontati riguarda le dichiarazioni di Magyar sulla cosiddetta “Grande Ungheria”, spesso al centro di polemiche politiche e simboliche nella regione.
Secondo Anušić, le parole del leader ungherese rappresentano un segnale rassicurante: “Ha detto chiaramente che si tratta di una realtà storica e non di una posizione revisionista. È un messaggio importante, soprattutto da parte di chi guiderà il Paese”.
Una precisazione che, nelle intenzioni, dovrebbe contribuire a ridurre le tensioni legate al passato e a riportare il confronto su un piano più pragmatico.
Magyar: «Guardiamo al futuro, non al passato»
Lo stesso Péter Magyar, rispondendo a domande sui rapporti con la Croazia, ha criticato il raffreddamento delle relazioni negli ultimi anni, attribuendolo alle politiche del precedente governo guidato da Viktor Orbán.
“È stato un errore storico”, ha affermato, sottolineando invece i forti legami tra i due Paesi, dalla cooperazione energetica al turismo, fino alla presenza di minoranze reciproche.
Sulla questione storica, Magyar ha ribadito che il richiamo alla “Grande Ungheria” non implica rivendicazioni territoriali: “Non rinunciamo alla nostra storia, ma questo non significa revisionismo”.
Il ministro croato apprezza il nuovo leader ungherese
Tema storico al centro del dibattito, ma con toni più moderati
Obiettivo comune: rilanciare la cooperazione tra i due Paesi
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