Grande Ungheria. Croazia indignata per la cartina storica

Il mappamondo di Orban con la cartina storica della Grande Ungheria

Il presidente del governo di Budapest, Viktor Orban, è stato nuovamente immortalato al fianco di una cartina storica della Grande Ungheria, della quale facevano parte vari territori che ora sono parte integrante di altre nazioni, tra cui Romania, Serbia e Croazia. Questa volta la cartina campeggiava su un mappamondo. I politici di Zagabria non hanno gradito quell’immagine. Il Presidente della Repubblica, Zoran Milanović, ha voluto mandare un messaggio a tutti i maturandi, invitandoli a studiare la storia, ma a guardare al futuro. Milanović si è rivolto al pubblico su Facebook, dove ha scritto che “anche negli armadi della Croazia ci sono diverse cartine storiche in cui la nostra patria appare più grande di quanto non sia oggi”. In questo contesto ha spiegato come tirare fuori queste bandiere provochi sempre irritazioni e giudizi negativi da parte di tutti gli altri.
Siniša Hajdaš Dončić, dell’SDP, ha reagito chiedendo una presa di posizione dura da parte del governo, in quanto ritiene che la bandiera della Grande Ungheria sia come quella della Grande Serbia, ossia “inaccettabile”, in quanto sarebbe direttamente connessa a pretese territoriali.
Nikola Grmoja, del Most, ha ribadito che una risposta ufficiale a Budapest va data indipendentemente da quelle che sono le intenzioni di Orban. “È imperdonabile. La diplomazia croata deve reagire”, ha affermato Grmoja.
Goran Beus Richembergh, del GLAS, è arrivato a dire che l’HDZ, ossia il principale partito della maggioranza che ha formato il governo, è un partito filo magiaro che si è venduto agli interessi europei da quando Plenković è a capo dello stesso.
Il ministro degli Affari esteri ed Europei, Gordan Grlić Radman, però, si è limitato a parlare di un ottimo rapporto fra la Croazia e l’Ungheria, aggiungendo un commento che definisce impossibili e impensabili delle pretese territoriali all’interno della moderna Unione europea. “Perdere tempo a parlare di cartine geografiche che si possono comprare in un qualsiasi negozio d’antiquariato e che non c’è nessun bisogno di nascondere negli armadi è uno spreco di energie. Dovremmo piuttosto pensare al futuro”, ha affermato il ministro.

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