Gospić, la microplastica finisce nelle acque sotterranee

Nella falda rilevati quasi nove polimeri prioritari su dieci. Gli esperti chiedono un monitoraggio più lungo per capire l’evoluzione del fenomeno

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Gospić, la microplastica finisce nelle acque sotterranee
Foto: Marko Seper/PIXSELL

Microplastiche nelle acque sotterranee di Gospić, individuata quella che gli esperti considerano la più probabile fonte della contaminazione. È uno degli elementi più preoccupanti emersi dalle perizie disposte nell’ambito della vasta indagine dell’Ufficio nazionale per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata (USKOK) nei confronti di un’associazione criminale sospettata di diversi reati contro l’ambiente e l’economia.

Di fronte al forte interesse dell’opinione pubblica, l’USKOK ha reso pubblici i risultati delle analisi effettuate dagli esperti dell’Istituto per le acque “Josip Juraj Strossmayer” e della Facoltà di Geotecnica dell’Università di Zagabria. Le verifiche hanno riguardato, in particolare, le acque sotterranee nell’area di Gospić e una zona dell’ex complesso industriale Florijan Bobić a Varaždin.

La microplastica arriva dalla superficie

A Gospić gli esperti hanno confrontato tre aree di ricerca, denominate Trag (Traccia) N, Trag O e Trag K. Mentre nella prima è stato rilevato soltanto un carico di fondo minimo, nella perforazione Trag K è stata riscontrata la situazione più significativa: qui è stato identificato l’89,2 per cento di tutti i polimeri considerati prioritari, insieme alla concentrazione complessiva più elevata di particelle.

Secondo gli esperti, i risultati indicano con chiarezza che l’area superficiale presa in esame rappresenta la fonte più probabile della contaminazione da microplastiche del sistema delle acque sotterranee. Le particelle possono raggiungere i canali sotterranei del sistema carsico attraverso il dilavamento periodico della superficie.

Un dato che riaccende l’attenzione sulla gestione dei rifiuti e sulle conseguenze che un deposito incontrollato può avere in un territorio particolarmente delicato dal punto di vista idrogeologico.

L’Istituto per le acque invita tuttavia alla cautela nell’interpretazione dei risultati. Le conclusioni si basano infatti su un solo ciclo di campionamento e fotografano quindi la situazione al momento dell’analisi. Per capire l’evoluzione nel tempo e verificare eventuali differenze stagionali sarà necessario proseguire con un monitoraggio sistematico.

A Varaždin oltre 1.300 tonnellate di rifiuti

Un secondo fronte dell’inchiesta riguarda Varaždin, dove la perizia della Facoltà di Geotecnica ha individuato due zone nelle quali sarebbero stati depositati rifiuti in modo irregolare all’interno dell’ex complesso della fabbrica Florijan Bobić.

Nella zona settentrionale sono state stimate circa 1.352 tonnellate di rifiuti misti. Le analisi hanno evidenziato la presenza di microplastiche, contaminazione microbiologica e livelli elevati di DOC, il carbonio organico disciolto. In alcuni campioni, i valori superano i limiti previsti per i rifiuti pericolosi.

Nella parte meridionale dell’area sono state invece individuate almeno 30 tonnellate di materiale fangoso, nel quale è stata rilevata la presenza di antimonio.

Per il momento, spiegano gli esperti, l’inquinamento risulta prevalentemente di carattere locale. Non è stata rilevata una propagazione verso il campo pozzi di Bartolovec né verso le vicine aree sottoposte a tutela.

Ma il rischio non può essere considerato superato.

Il pericolo delle alluvioni

Il problema principale è rappresentato dalla posizione dei rifiuti. Il materiale si trova infatti all’aperto, sopra una falda acquifera priva di uno strato impermeabile di protezione.

In caso di alluvione, l’acqua potrebbe trascinare le sostanze potenzialmente pericolose e le microplastiche, favorendone la dispersione verso il fiume Drava e provocando un danno ambientale di lunga durata.

Per gli esperti, l’unico modo per evitare questo scenario è intervenire rapidamente con la rimozione dei rifiuti e la bonifica del terreno.

Le perizie aggiungono così nuovi elementi a un’inchiesta che sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti sul fronte ambientale. Da Gospić a Varaždin, le analisi descrivono due situazioni differenti ma accomunate dalla necessità di comprendere l’origine della contaminazione e, soprattutto, di impedire che le sostanze inquinanti possano raggiungere le acque e gli ecosistemi circostanti.

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