Gli Eurofighter italiani voleranno nei cieli croati?

Zagabria ha chiesto a sette Paesi di presentare le rispettive offerte alla gara per l’acquisto di caccia multiruolo che dovrebbero sostituire i vetusti MiG 21

ITA, Payerne, Flugshow anl?sslich des 55. Geburtstag der Frecce Tricolori06.09.2015, Airbase, Rivolto, ITA, Payerne, Flugshow anl?sslich des 55. Geburtstag der Frecce Tricolori, im Bild Eurofighter (I) // during the Airshow on the occasion of the 55th anniversary of the Frecce Tricolori at the Airbase in Rivolto, Italy on 2015/09/06. EXPA Pictures ? 2015, PhotoCredit: EXPA/ Eibner-Pressefoto/ Neurohr *****ATTENTION - OUT of GER*****EXPA/ Eibner/ Neurohr

Alcuni degli Eurofighter-Typhoon che ora difendono i cieli italiani in futuro potrebbero pattugliare lo spazio aereo croato. Non stiamo parlando di missioni di Air Policing condotte da piloti italiani sotto l’egida della NATO, bensì della possibilità che l’Italia ceda alla Croazia alcuni dei caccia supersonici multiruolo (MRCA) in procinto di essere radiati dalla flotta della sua Aeronautica militare (ITAF). Il nome dell’Italia è comparso in questi giorni nell’elenco dei Paesi che potrebbero fornire a Zagabria lo stormo di MRCA destinati a subentrare ai vetusti Mig 21 bis di produzione sovietica attualmente in dotazione all’Aeronautica militare e alla Difesa contraerea (HRZ-PZO) delle Forze armate croate (OSRH). La decisione potrebbe essere maturata in seguito all’esperienza vissuta dai piloti croati, che nel giugno scorso hanno partecipato all’esercitazione Astral Knight 2019 (coordinata dalla base militare di Aviano), durante la quale hanno potuto osservare da vicino le prestazioni degli Eurofighter-Typhoon italiani.
Sette Paesi
Oltre a Roma, l’invito a presentare le rispettive offerte alla gara per l’acquisto dei velivoli militari è stato notificato pure a Stati Uniti (F-16 nuovi), Svezia (Gripen JAS 39 nuovi), Francia (Rafale usati), Norvegia (F-16 usati), Grecia (F-16 usati) e Israele (F-16 Barak usati). La decisione assunta dal governo, che ha trattato l’argomento durante le sedute dell’Esecutivo svoltesi il 9 e il 16 dicembre scorsi, è stata avvalorata dalla Commissione multisettoriale per l’acquisto dei caccia multiruolo. Stando a quanto reso noto, i Paesi contattati da Zagabria dovranno presentare le rispettive offerte di vendita entro maggio prossimo. L’esito del concorso dovrebbe, invece, essere reso noto nel corso dell’agosto di quest’anno, dopo che la Commissione avrà fornito al governo le sue raccomandazioni.
I requisiti minimi
A spiegare come sono stati scelti i sette Paesi inclusi nell’elenco dei potenziali fornitori dei nuovi caccia multiruolo dell’HRZ-PZO, è stato il direttore dello Stato maggiore dell’OSRH, l’ammiraglio di squadra Robert Hranj. L’alto ufficiale ha svelato che cinque mesi fa le autorità croate hanno contattato 26 Stati e un’agenzia al fine di sondare le opzioni che si prospettano sul mercato. L’elenco dei potenziali fornitori dello stormo di MRCA è stato stilato in seguito all’analisi delle risposte ottenute al bando preliminare. Hrelj ha illustrato anche quali sono i requisiti minimi che dovranno soddisfare i futuri velivoli supersonici dell’HRZ-PZO. Dovrà trattarsi di aerei di quarta generazione, in grado di volare per almeno 25 anni. Inoltre, i dodici aerei in questione, dovranno provenire da stabilimenti dell’Unione europea o dei Paesi membri dell’Alleanza atlantica. Hranj non si è sbilanciato in merito al costo dell’acquisto degli MRCA né ha potuto assicurare che questa volta il medesimo andrà in porto. Si è limitato a dire che rispetto alla volta scorsa – quando l’acquisto degli F-16C/D Block 30 israeliani usati sfumò a causa del veto espresso dagli USA – la Croazia vanta una maggiore esperienza.
Il veto USA
Le trattative connesse all’acquisto degli F-16 Barak israeliani, si ricorda, furono sospese nel gennaio 2019. Washington si rifiutò di concedere allo Stato d’Israele il permesso di cedere alla Croazia i caccia militari di produzione statunitense (gli F-16 sono prodotti dalla Lockheed Martin), a causa delle modifiche apportate ai medesimi rispetto alla configurazione iniziale. I Paesi che acquistano armamenti dagli USA si impegnano a chiedere il permesso di Washington prima di vendere a terzi i medesimi una volta che non ne hanno più bisogno. In seguito le autorità israeliane si assunsero la responsabilità del fallimento dell’operazione che sarebbe dovuta costare ai contribuenti croati circa 2,9 miliardi di kune.
Partnership strategica
Si suppone pertanto che il budget a disposizione dell’OSRH per l’acquisto dei nuovi caccia supersonici sarà mantenuto a livelli analoghi. Tuttavia, bisogna tenere conto che il prezzo dei velivoli è solo uno dei tanti fattori che vengono presi in considerazione al momento dell’acquisto degli aerei militari. Altrettanto importante è l’offerta di partnership industriale e strategica che i Paesi venditori dei velivoli in questione sono in grado di proporre alla Croazia.
Nel consorzio pure la Leonardo
Gli Eurofighter-Typhoon sono caccia supersonici prodotti dal consorzio Eurofighter con sede a Monaco di Baviera. La società è partecipata dall’italiana Leonardo (già Finmeccanica, in precedenza Alenia Aermacchi), dalla BAE Systems (Regno Unito) e del Gruppo Airbus. In origine del consorzio faceva parte pure la Dassault Aviation (Francia), che decise però di separarsi dagli altri partner e sviluppare il Rafale. L’F-16 è costruito negli stabilimenti della Lockheed Martin (USA) e il Gripen dalla svedese Saab. L’Eurofighter-Typhoon, l’F-16 e il Gripen 39 JAS possono sfrecciare alla velocità di mach 2, mentre il Rafale si ferma a 1,8 mach.

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