Giornata della Terra. Il Pianeta va salvato

Il 22 aprile tutto il mondo celebra la Giornata della Terra, l’Earth Day che da oltre 50 anni mobilita milioni di persone di ogni continente per la tutela del Pianeta. “Restore Our Earth” (Rispristina la nostra Terra) è il tema del 2021, che intende sollecitare soluzioni contro il degrado ambientale e il cambiamento climatico perché solo un Pianeta sano è garanzia di sussistenza, lavoro e salute per l’umanità. E’ ormai una corsa contro il tempo in tutto il mondo per tagliare la CO2 e tentare di arrestare la febbre del Pianeta. E’ questa la battaglia sollecitata dagli scienziati e che sembra aver ormai convinto politica e finanza sulla necessità di cambiare registro nello sfruttamento delle risorse naturali e nell’inquinamento, altrimenti le minacce della stessa Natura potrebbero portare disastri, in primis ai Paesi particolarmente esposti alle conseguenze del riscaldamento globale.
Ai consueti eventi in tutto il mondo organizzati da associazioni nazionali e coordinati dalla ong statunitense earthday.org, si affianca un summit virtuale sul clima di 40 capi di Stato e di governo, indetto dal Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Fra gli invitati, i “grandi della Terra” fra cui ci sono i 17 Paesi responsabili dell’80% delle emissioni di gas serra. Il cambiamento climatico è ormai “leit motiv” di big di ogni settore che guardano al 2030 per abbassare il tasso di inquinamento e al 2050 per azzerarlo.

Il 2020 l’anno più caldo in Europa

E per capire quanto il tema sia urgente, lo dimostra anche il fatto che il 2020 è stato l’anno più caldo per l’Europa, con la temperatura più alta mai registrata: almeno 0,4 °C in più rispetto ai cinque anni più caldi mai registrati, tutti dell’ultimo decennio. E’ quanto emerge da “European State of the Climate 2020”, il rapporto annuale sullo stato del clima europeo del servizio Copernicus sui cambiamenti climatici, che diffonde i nuovi dati nella Giornata mondiale della Terra.
Inverno e autunno da record, i più caldi mai registrati nel Vecchio continente: in particolare, l’inverno europeo ha stabilito un nuovo record superando di oltre 3,4 °C la media del periodo 1981-2010, superando di circa 1,4 °C il record precedente. Eccezionalmente calda l’Europa nord-orientale con le temperature che hanno superato di quasi 1,9 °C il record precedente. Durante l’inverno, le temperature massime e minime in questa regione hanno superato, rispettivamente, di 6 e 9 °C la media 1981-2010. Insomma, il rapporto sullo stato del clima in Europa traccia una chiara e continua tendenza al riscaldamento.

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