Giornalisti in piazza contro il governo

0
Giornalisti in piazza contro il governo
Zagabria, protesta dell'Associazione dei giornalisti Foto: Josip Regovic/PIXSELL

A Zagabria e a Spalato è andata in scena la protesta dei giornalisti contro le modifiche al Codice penale nel quale è stato introdotto un nuovo crimine definito come “Divulgazione non autorizzata del contenuto dell’azione investigativa o probatoria”. In parole povere: chiunque avviserà l’opinione pubblica (leggi i giornalisti) di un’irregolarità in un’indagine in corso, come può essere l’insabbiamento delle prove, verrà punito. Mentre i giornalisti che pubblicheranno tali informazioni non ne dovranno rispondere penalmente ma la polizia e l’avvocatura di Stato potranno accedere ai loro smartphone, computer, account per giungere alla fonte dell’informazione.
Se questa legge dovesse entrare in vigore, i cittadini potrebbero non riceve per anni notizie sui casi e sui processi di interesse pubblico in cui sono coinvolte le alte cariche dello Stato e i personaggi politici, hanno spiegato i giornalisti in piazza. Attraverso questa normativa verranno escluse dai dibattiti elettorali tutte le questioni spinose importanti per il Paese.
La legge incentiva a nascondere gli abusi dell’apparato repressivo e abolisce il pubblico come meccanismo di controllo sul lavoro della polizia, della procura di Stato e dei tribunali. Tutte le persone del sistema investigativo che si imbatteranno in informazioni su irregolarità di interesse cittadino, rifletteranno attentamente prima di condividerle con i media. Infatti, costoro rischiano ben tre anni di carcere.
“Se le fonti vengono arrestate si rischia di far rimanere all’oscuro l’opinione pubblica su alcune delle questioni più importanti per la Croazia, mettendo in dubbio il termine stesso di democrazia”, è stato riferito.
L’idea di questa legge è nata all’inizio del 2023, quando nell’indagine contro l’ex ministro Gabrijela Žalac in una conferenza stampa sono state fatte le iniziali AP, in seguito pubblicate dai media. Il pubblico le ha collegate al presidente del governo, Andrej Plenković, che allora aveva dichiarato: “Cambieremo la legge in modo che queste situazioni non si diffondano senza controllo, in maniera calcolata, politica e selettiva e creino incidenti politici. Una tale situazione non si verificherà più perché diventerà un crimine”. Le modifiche al Codice penale sono state definite dall’opinione pubblica “Lex AP”.
L’Ordine dei giornalisti croati l’ha definita invece “legge dalle misure pericolose” perché ritiene che sia indirizzata alla protezione della corruzione politica, contro l’interesse pubblico e la libertà di stampa.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display