Il caso arriva da Pola e scuote il mondo sanitario croato. Un’infermiera di 39 anni è sospettata di aver rubato gioielli ai pazienti ricoverati all’interno dell’ospedale cittadino. Secondo quanto reso noto dalla polizia, la donna avrebbe commesso sei episodi di furto aggravato. Il valore complessivo dei beni sottratti ammonta a diverse migliaia di euro.
La vicenda ha suscitato una forte reazione da parte della Camera croata degli infermieri, che oggi, mercoledì 11 marzo, ha diffuso una nota ufficiale per condannare con fermezza ogni abuso della fiducia dei pazienti.
L’indagine della polizia
La Questura istriana hanno annunciato di aver concluso l’indagine penale nei confronti della donna, sospettata di aver sottratto gioielli ai pazienti ricoverati in ospedale. Secondo le ricostruzioni emerse finora, gli episodi contestati sarebbero sei e configurerebbero il reato di furto aggravato.
Anche se la polizia non ha ufficialmente confermato la professione della sospettata, fonti non ufficiali indicano che si tratterebbe di un’infermiera in servizio nella struttura sanitaria, riporta l’agenzia Hina. Il caso ha immediatamente sollevato interrogativi e preoccupazioni sull’abuso di fiducia nei confronti di persone particolarmente vulnerabili, come i pazienti ospedalizzati.
La condanna dell’Ordine degli infermieri
La Camera croata degli infermieri ha reagito con toni molto duri. In un comunicato diffuso oggi, l’organizzazione ha dichiarato di condannare nel modo più severo qualsiasi forma di abuso della fiducia dei pazienti.
Un comportamento di questo tipo, si legge nella nota, è completamente inaccettabile e contrasta non solo con le leggi della Repubblica di Croazia, ma anche con gli standard professionali e con i principi etici fondamentali della professione infermieristica.
“Le infermiere e gli infermieri in Croazia svolgono ogni giorno il loro lavoro con coscienza, responsabilità e un profondo senso del dovere professionale e umano verso i pazienti”, ha dichiarato il presidente della Camera, Mario Gazić. “Il loro lavoro si fonda sulla fiducia, sull’empatia, sulla competenza e sul rispetto della dignità di ogni persona assistita”.
Un caso isolato che non deve macchiare la professione
L’organizzazione professionale ha voluto sottolineare con forza che l’episodio non rappresenta la categoria nel suo complesso. Secondo Gazić, si tratta di un caso isolato che non deve gettare un’ombra sulle migliaia di infermiere e infermieri che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con professionalità e integrità.
Il sistema sanitario croato, ricordano dalla Camera, si regge anche sul lavoro quotidiano di questi professionisti, che rappresentano uno dei pilastri fondamentali dell’assistenza ai pazienti e della tutela della salute pubblica.
Nonostante la gravità dell’accaduto, l’Ordine invita quindi a distinguere tra le responsabilità individuali e l’impegno di un’intera categoria che continua a operare secondo i più alti standard etici e professionali.
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