Furio Radin: «Vi ringrazio di cuore»

L'On. Furio Radin ha elogiato al Sabor Osijek e la Slavonia per la solidarietà espressa all'Italia

Il ponte pedonale di Osijek illuminato con i colori del Tricolore italiano

“Grazie alla città di Osijek e ai suoi abitanti per la solidarietà dimostrata con l’Italia e con gli italiani”. Il vicepresidente del Sabor e deputato della Comunità Nazionale Italiana, Furio Radin, si è detto commosso per il bellissimo gesto compiuto nel capoluogo della Slavonia, dove nei giorni scorsi il suggestivo ponte pedonale sospeso sulla Drava (nel 1981, quando venne costruito, fu denominato Ponte della gioventù, nda) è stato illuminato nei colori del Tricolore italiano, in segno di solidarietà con l’Italia, il Paese europeo finora più duramente colpito dalla pandemia di Covid-19. “Osijek, che geograficamente dista parecchio dall’Italia, si è ricordata di rendere omaggio alle vittime italiane del nuovo coronavirus. Di conseguenza, io, nella mia veste di deputato della CNI provo non soltanto il dovere, bensì il desiderio di ringraziare gli abitanti della Slavonia e di Osijek, che a loro volta hanno sentito la necessità di esprimere la loro vicinanza all’Italia”, ha dichiarato l’On. Radin, intervenuto giovedì scorso nella sede provvisoria del Sabor a nome del gruppo parlamentare Dieta democratica istriana – Alleanza litoraneo-montana – Lista per Fiume.

Furio Radin ieri all’arrivo in Parlamento. Foto HINA/ Daniel KASAP/ dk / POOL

Messaggio di speranza
“Non sono abituato a chiedere la parola in Aula per ringraziare qualcuno. Questa volta reputo doveroso farlo. In realtà – ha ammesso – devo confessarvi di non sapere con certezza a chi devo rivolgere i miei ringraziamenti. Di conseguenza ringrazio tutti gli abitanti di Osijek e in particolare le persone che hanno voluto illuminare con i colori della Bandiera italiana il ponte sospeso sulla Drava. Ringrazio le persone a Osijek che hanno avuto la sensibilità e lo spessore morale di far sapere al mondo che la loro terra è a fianco dell’Italia nonostante anch’essa stia affrontando un momento difficile”. “Questo gesto – ha proseguito Radin – c’infonde la speranza che tutti insieme riusciremo a superare l’emergenza. Lo dico perché so che a intendersi meglio sono coloro i quali si trovano ad affrontare entrambi una situazione difficile. I ricchi difficilmente comprendono le difficoltà dei poveri. Chi sta bene difficilmente riesce a comprendere lo stato d’animo di chi è in affanno”.
Un bilancio tragico
Nel corso del suo discorso Radin ha ricordato che la pandemia di Covid-19 costituisce la più grande tragedia avvenuta in Italia dalla fine della Seconda guerra mondiale. “Ormai le persone contagiate sono più di 100mila e i morti sono oltre 12mila (nel frattempo il numero dei contagiati è salito a oltre 115mila, mentre quello dei decessi ormai sfiora quota 14mila, nda). Bisogna tornare a ritroso fino agli anni dell’influenza spagnola, che causò più vittime della Grande guerra, per trovare una situazione paragonabile a questa”, ha notato Radin, rilevando che anche la Croazia sta affrontando una situazione per nulla invidiabile, soprattutto considerato il terremoto che ha colpito Zagabria il mese scorso.
La missione croata in Italia
“Sono molti i Paesi che si fanno avanti per aiutare l’Italia. L’Albania, che né fa parte dell’UE né può essere definita ricca, ha inviato in Italia trenta medici. In Italia il gesto ha riscosso grandi simpatie. Anche da noi si sta pianificando un’azione simile. Ringrazio anticipatamente tutti gli operatori sanitari e i volontari che aderiranno all’iniziativa”, ha concluso Radin. Successivamente ha chiarito che il progetto nel quale è stato coinvolto è coordinato dall’Ambasciata italiana a Zagabria e dalle autorirtà croate.

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