Fragranze italiane alle Giornate dell’olio novello

Agli atti l’edizione 2019 della manifestazione: un successo di offerta e di pubblico, nonostante il maltempo

Un momento della manifestazione dello scorso weekend a Dignano

Mangiare lentamente ha un suo perché: non si tratta solamente di favorire la digestione e di evitare fastidi. È, ed è proprio il caso di dirlo, questione di gusto. Si avrà modo di sentire il cibo in tutto il suo sapore o i suoi sapori, di assaporarlo fino in fondo. Dire che il ritmo della vita moderna non concede sconti non regge. Stesso discorso per l’olio d’oliva. Un tempo semplice condimento senza troppi perché, oggi, a concedersi un po’, ma proprio un po’ di tempo, un sorso, insomma, diventa una scoperta. Versate un po’ d’olio in un bicchierino e scaldatelo brevemente tra le mani. Poi annusatelo. Sentirete già così il suo cuore. Poi fate un sorso e fate roteare l’olio per una decina di secondi in bocca, tra la lingua e il palato, affinché venga a contatto con le papille gustative. Infine, vaporizzate l’olio, aspirando aria dalle labbra semi aperte con la lingua appoggiata al palato: sarà possibile percepire per via retronasale gli aromi e le note di amaro e di piccante di un olio di qualità.
Alle Giornate dell’olio d’oliva novello, che nel fine settimana hanno calamitato a Dignano un’infinità di pubblico e dato agli olivicoltori la possibilità di offrire il loro prodotto, abbiamo fatto un virtuale viaggio attraverso l’Italia, guidati da Natascia Riggi, docente ONAOO ed iscritta nell’elenco Nazionale Tecnici ed Esperti di Oli d’oliva vergini ed extravergini.Non un viaggio di città in città, di opera d’arte in opera d’arte, bensì di olio in olio. La lezione di Natascia Riggi ha portato allo stand del Consolato generale d’Italia a Fiume un capannello di interessati, incluso lo stesso Console, Paolo Palminteri, che ha aderito al laboratorio. Alla prova, tre oli senza indicazioni, come del resto si fa nelle degustazioni e valutazioni.
Primo olio. Morbido, delicato, con retrogusto di mandorle. Provenienza: Liguria. Ottimo per la cucina a base di pesce; ottimo per il pesto. Guai pensare al pesto mentre si ha tra le mani un olio robusto: il risultato ne soffrirebbe. Secondo olio. Più poderoso, con un gradevole e rinfrescante retrogusto di pomodoro. Provenienza: Sicilia. Ottimo l’abbinamento con piatti insipidi, dolci o di sapore simile.
Terzo olio. Decisamente robusto, quasi aggressivo, con retrogusto di rosmarino e il sapore delle foglie d’olivo. Provenienza: Marche. Ottimo per carni alla griglia, con un sapore che riesca a smorzarlo.
Attenti, quindi al piatto e all’olio. Dice Natascia Riggi che in casa bisognerebbe tenere almeno tre bottiglie di olio dal sapore e di varietà diverse. Per abbinarli ai piatti giusti, esaltando in questo modo sia il cibo che lo stesso extravergine. Che sia fattibile o meno, vi invitiamo a leggere quello che avete in dispensa. Un po’ per curiosità, un po’ per capire, un po’ per apprezzare. L’olio d’oliva è il risultato di quello che è l’ambiente, l’olivo fa sue le caratteristiche del suolo; ma è anche il risultato di un intenso lavoro, è cultura del territorio. Un pizzico di attenzione se la merita.
Ieri sera il capannone di via dell’Istria, sotto il quale si sono snodate le tre Giornate dell’olio d’oliva novello, ha esaurito la sua funzione. Finita anche l’edizione 2019, la 15.esima in ordine di tempo della manifestazione, che, proprio come era nelle previsioni e aspettative degli organizzatori, ha attirato molti visitatori. Nei giorni a venire gli organizzatori tireranno le somme delle Giornate. Non possiamo confermare l’ottima adesione, sia ai contenuti espositivi che all’oil bar e ai laboratori e lezioni. E, naturalmente pure al gastro point, che ha saputo soddisfare tutti i palati.

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