[FOTO] Croazia e Italia. Due Paesi veramente amici

A Fiume il ricevimento offerto dal Console generale in occasione della Festa nazionale

FIUME | Dopo Capodistria, Lubiana e Zagabria, la Festa della Repubblica Italiana che ricorre il 2 giugno è stata celebrata anche a Fiume. Il tradizionale ricevimento offerto dal Console generale d’Italia, Paolo Palminteri, si è svolto come di consuetudine nel Palazzo del Governo. Una festa, quest’anno, dal sapore particolare, poiché è stata l’ultima organizzata da Palminteri, che si appresta a concludere il mandato nel capoluogo quarnerino.

Ospiti di rilievo

Al Museo di marineria e storia del Litorale croato ieri gli ospiti erano numerosissimi. Non meno di duecento persone hanno testimoniato il prestigio del quale gode il Consolato generale d’Italia a Fiume, nel Quarnero, in Istria e in Dalmazia. Al ricevimento hanno preso parte autorità istituzionali, sia croate che italiane – erano presenti il Console generale d’Italia a Capodistria, Giuseppe D’Agosto, e i rappresentanti della Guardia di Finanza –, esponenti del mondo ecclesiastico e accademico – particolarmente folte la delegazione della Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo di Fiume, con a capo la preside Vesna Crnić-Grotić e la rappresentanza della Facoltà di Filosofia di Fiume, in seno alla quale opera il Dipartimento d’Italianistica guidato da Corinna Gerbaz Giuliano –, diversi nomi di spicco della sfera culturale, artistica, imprenditoriale, economica e finanziaria.
Le Regioni litoraneo-montana e istriana erano rappresentata rispettivamente dal connazionale Erik Fabijanić, presidente dell’Assemblea litoraneo-montana, nonché da Valter Drandić, presidente dell’Assemblea regionale istriana e da Giuseppina Rajko, vicepresidente della Regione istriana eletta nelle file della minoranza nazionale italiana. La Città di Fiume era rappresentata dal vicesindaco Nikola Ivaniš e dal presidente del Consiglio municipale Andrej Poropat. C’erano anche il sindaco di Abbazia, Ivo Dujmić, il presidente dell’Assemblea municipale di Pola e Console italiano, Tiziano Sošić, il sindaco di Visinada, Marko Ferenac, il primo cittadino di Dignano, Klaudio Vitasović, e numerosi altri esponenti delle unità di autogoverno a livello locale e regionale.

Banda d’ottoni

A rappresentare i connazionali di Fiume, del Litorale liburnico, delle isole quarnerine, della Regione istriana e della Dalmazia c’erano il vicepresidente del Sabor, Furio Radin, i dirigenti dell’Unione Italiana – ovvero Marin Corva e Paolo Demarin, rispettivamente presidenti della Giunta esecutiva e dell’Assemblea dell’associazione apicale della CNI –, nonché gli esponenti di numerose Comunità. La banda d’ottoni del sodalizio di Visinada ha eseguito gli inni nazionali croato e italiano, e allietato con la sua musica gli ospiti del Console generale durante il resto della serata. Non sono mancati al ricevimento neppure i rappresentanti degli esuli giuliano-dalmati, a iniziare da Renzo Codarin, presidente dell’ANVGD, e dal fiumano patoco, Fulvio Mohoratz e delle istituzione della CNI, con l’Edit, il Dramma Italiano, le scuole…

Valori comuni

Nel corso del suo intervento il Console generale ha parlato dei valori sanciti dalla Costituzione italiana promulgata 73 anni or sono, degli ideali connessi alla libertà, alla democrazia e ai diritti umani che accomunano l’Italia e la Croazia. “Due Paesi veramente amici”, ha evidenziato Paolo Palminteri, sottolineandone la comune appartenenza all’Unione europea.
Il Console generale ha rivolto un saluto particolare alla Comunità italiana presente sul territorio. “Una Comunità laboriosa e onesta che testimonia quotidianamente il suo attaccamento spirituale all’Italia”, ha sottolineato Palminteri. “Per me questi sono stati quattro anni indimenticabili. Ho vissuto un’esperienza straordinaria sia dal punto di vista professionale sia umano. Vi porterò sempre nel mio cuore”, ha concluso Paolo Palminteri rivolgendosi ai connazionali, allo staff del Consolato generale italiano di Fiume e a tutte le persone che hanno collaborato con il medesimo.

Tutelare l’italianità

“Anche tu Paolo rimarrai sempre nei nostri cuori”, gli ha replicato Furio Radin, il quale ha ringraziato a nome dei connazionali il Console generale per il sostegno fornito alla CNI e ai rapporti d’amicizia italocroati. Nel corso del suo intervento il vicepresidente del Sabor ha ricordato che gli italiani di Fiume, dell’Istria e della Dalmazia non hanno potuto esprimersi al Referendum del 2 giugno 1946. “Per noi si tratta di una Festa senza memoria”, ha detto Furio Radin, sollecitando i connazionali a esercitare il diritto di voto in Italia come in Croazia “anche al fine di tutelare la nostra italianità”.

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