Forum italo-sloveno, un esempio per l’Europa

Si è svolta a Lubiana l'assemblea dei soci dell'associazione, durante la quale è stato discusso il bilancio e presentate le nuove iniziative. A seguire, una conferenza sulla Quarta crociata a cura del ricercatore Massimo Sbarbaro

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Forum italo-sloveno, un esempio per l’Europa
“Siamo felici e orgogliosi che i rapporti tra Italia e Slovenia siano di successo”, ha dichiarato Jurij Giacomelli, presidente del Forum italo-sloveno

“Siamo felici e orgogliosi che i rapporti tra Italia e Slovenia siano di successo. Questo va ribadito e salvaguardato – ha affermato il presidente del Forum italo-sloveno Jurij Giacomelli durante l’Assemblea dei soci –. La missione primaria del Forum si è in parte esaurita perché abbiamo vissuto un’epoca molto proficua. Ciò significa che da qui dobbiamo pensare avanti, con audacia e responsabilità, saperci immaginare il futuro. In questo, spesso aiuta parlare ai giovani e accettare il confronto con loro. Mi sta a cuore riconoscere che siamo un esempio unico per l’Europa che cambia. Il Forum nasce grazie ai valori che condividiamo, e proprio per questo è importante sapere che siamo un esempio straordinario”. L’assemblea dei soci del Forum italo-sloveno si è tenuta nel pomeriggio di lunedì, 13 aprile, negli spazi dell’Istituto Italiano di Cultura di Lubiana, alla presenza, tra gli altri, dell’ambasciatore d’Italia a Lubiana Giuseppe Cavagna e del direttore dell’IIC della capitale slovena Andrea Tremaroli. All’ordine del giorno la relazione annuale per il 2025, la votazione dei membri degli organi del Forum e la presentazione del programma di lavoro e dei progetti in pianificazione per l’anno 2026. In apertura dei lavori, il presidente Giacomelli ha salutato i nuovi soci e ha mostrato le quote versate per l’anno 2025. “Il risultato è migliorato rispetto all’anno precedente, perché non abbiamo speso niente, e siamo arrivati ad un utile di mille euro”, ha commentato. Nel presentare gli eventi più importanti svoltisi lo scorso anno, Giacomelli ha sottolineato la mancanza dell’appuntamento annuale dell’Italian Business Forum: “Nel 2025 non siamo riusciti a realizzare l’Italian Business Forum, ma ci terrei che tornassimo alla ricorrenza annuale anche con questo evento”. Il presidente ha quindi aggiunto il desiderio di “continuare a lavorare con le istituzioni di ricerca e innovazione, come in passato abbiamo fatto con l’Istituto Jožef Stefan e quest’anno con la Facoltà di Economia dell’Università di Lubiana”.

Spazio ai giovani
“La collaborazione rimane un nostro approccio importante perché é parte essenziale della nostra identità”, ha proseguito Giacomelli, che ha quindi spiegato su quali punti continuare a lavorare in futuro. “Per andare avanti bisogna lavorare sulla visibilità, sotto vari punti di vista. Per esempio, la visibilità delle comunità, che sono tra gli attori più importanti in questo spazio della collaborazione, penso alla comunità linguistica slovena in Italia e alla minoranza italiana in Slovenia”, ha affermato. A proposito del metodo utilizzato dal Forum, contano tre punti chiave: esporre le buone prassi, metterle a confronto e curare il dialogo; collaborare con altre istituzioni e iniziative e innovare, individuando le opportunità per creare un qualcosa di nuovo. L’organizzazione delle attività del Forum, come sottolineato dal presidente, si basa su due principi, “il principio tematico e quello territoriale”. Sotto il principio tematico rientrano i vari settori di cui il Forum si occupa: cultura (spesso in collaborazione con l’IIC locale); scienza, ricerca e sviluppo; economia (collaborando anche con l’Agenzia ICE); e turismo. Sotto l’ala del principio territoriale sono inclusi invece i vari tavoli. Giacomelli ha concluso il suo intervento con un monito: “Vogliamo lavorare sul rinnovo generazionale della nostra missione”. Dare spazio alle idee dei giovani per costruire il Forum del domani. Sulla questione del rinnovo generazionale si è espresso anche Jadran Lenarčič, presidente del Comitato dei garanti, invitando i giovani a presentare le loro proposte e idee, senza aspettare le indicazioni dei più grandi. Infine si è proceduto alle votazioni dei bilanci relativi al 2024 e al 2025 e del rinnovo dei mandati, tutti punti che sono stati approvati.

Una crociata particolare
Conclusasi l’assemblea, il programma è proseguito con la conferenza “Le doppie vite” a cura di Massimo Sbarbaro, incentrata sulla Quarta crociata. Sbarbaro è un ricercatore associato dell’Istituto di studi storici del Centro di ricerche scientifiche (ZRS) di Capodistria. I suoi ambiti di ricerca includono la storia medievale e le discipline umanistiche digitali, con un focus sull’utilizzo delle nuove tecnologie e sullo sviluppo di metodologie innovative. Dopo un primo dottorato in storia conseguito presso l’Università di Trieste, sta attualmente svolgendo il suo secondo dottorato in linguistica digitale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Lubiana, con una ricerca sull’intelligenza artificiale applicata ai documenti notarili medievali. Sbarbaro ha trattato il tema della Quarta crociata anche nel suo ultimo libro dal titolo “La Quarta Crociata: i fatti e le narrazioni. Dal torneo di Écry alla nascita dell’Impero Latino”. “La Quarta crociata, indetta da papa Innocenzo III all’indomani della propria elezione al soglio pontificio nel 1198, è molto particolare perché non è mai arrivata in Terra Santa – ha spiegato Sbarbaro –. È importante per tante ragioni. I crociati hanno fatto una cosa che nessuno è mai riuscito a fare, cioè conquistare Costantinopoli, una città considerata imprendibile. Costantinopoli all’epoca era una città con più di 300mila abitanti, tanti per il periodo, e aveva 490 torri di difesa e 30 porte”. Nella stesura del volume, il ricercatore ha svolto un lavoro minuzioso e accurato, seguendo i resoconti di sette cronisti diversi. La conferenza è stata seguita con interesse e ha stimolato domande dal pubblico.

Massimo Sbarbaro, ricercatore associato dell’Istituto di studi storici del Centro di ricerche scientifiche di Capodistria
Il libro “La Quarta Crociata: i fatti e le narrazioni. Dal torneo di Écry alla nascita dell’Impero Latino” di Massimo Sbarbaro

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