Si è svolto questa mattina, martedì 6 maggio, a Zagabria il Forum imprenditoriale Italia – Croazia, promosso dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale della Repubblica italiana, in collaborazione con ICE Agenzia. Presenti il vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani e il capo della diplomazia croata Gordan Grlić Radman.
In apertura dei lavori il vicepremier italiano ha sottolineato che “gli imprenditori croati sono benvenuti nel nostro Paese e penso che insieme si possa lavorare anche al di fuori dell’Unione europea, penso al continente africano, penso al Sud America, penso all’Asia, all’India… Si possono anche creare queste cooperazioni per avere una crescita delle nostre economie, che stanno attraversando un momento complicato. La guerra dei dazi non conviene a nessuno. Dobbiamo continuare a lavorare intensamente nel nostro mercato interno che al giorno d’oggi si inserisce proprio in questa azione di rafforzamento della nostra collaborazione all’interno del mercato unico”.
“Le relazioni dell’Italia con la Croazia – ha proseguito il capo della diplomazia italiana – sono di fondamentale importanza: non soltanto perché è un Paese vicino geograficamente, non soltanto perché ha una Comunità nazionale italiana che rappresenta un ponte di rafforzamento dell’amicizia tra i nostri due Paesi. Dobbiamo lavorare insieme perché siamo Paesi che possono contare sull’industria, sulle piccole e medie imprese, sul turismo, per avere un’azione comune per favorire la crescita. Ci sono tante opportunità di collaborazione anche nel settore dell’energia, dove credo si possa fare dei passi in avanti per cercare di ridurre i costi e rendere più competitivo il sistema imprenditoriale. Per il governo italiano la politica estera e la crescita è fondamentale. Abbiamo un piano d’azione italiano per l’export per far fronte alle varie crisi ed esplorare insieme non solo il mercato interno, ma vedere anche se ci possono essere delle realtà diverse dove poter esportare e investire”.
Durante il suo discorso d’apertura Tajani ha aggiunto che “una delle opportunità che abbiamo per lavorare insieme è il corridoio che parte dall’India, attraversa Israele, i Paesi del Golfo e poi sale sul Mediterraneo verso il Nord. Noi riteniamo che il porto di Trieste possa essere un determinante punto di partenza di questo fornitore commerciale e infrastrutturale e la Croazia, Paese che si affaccia sul Mar Adriatico, non può non essere protagonista anche in questa nuova stagione infrastrutturale commerciale. Sto pensando di riunire alla fine dell’anno i ministri dei Paesi coinvolti e credo che la Croazia non possa non essere protagonista in un’iniziativa del genere, perché se anche pensiamo di organizzare una ferrovia da Belgrado a Trieste, Zagabria non può non essere uno dei punti fermi di questo nuovo percorso per favorire il commercio e lo sviluppo economico. Quindi, dovremo lavorare insieme anche in questa direzione”.
In conclusione, il vicepremier ha voluto ribadire che “siamo pronti a sostenere una presenza italiana in Croazia, Paese amico e con il quale condividiamo una strategia importante per far sì che tutti i Balcani occidentali possano in futuro essere parte dell’Unione europea. Stiamo lavorando per far sì che l’Europa possa farsi sentire e che nessuno possa pensare che questa parte dell’Europa possa diventare zona di interesse di altre realtà come la Russia, la Cina, la Turchia. Contiamo molto sulle relazioni con la Croazia perché è un paese tradizionalmente amico. C’è anche una sintonia politica che aiuta a favorire le relazioni delle nostre imprese”.
Le parole di Grlić Radman: «Parlato anche di minoranze nazionali»
“Oltre al rafforzamento della cooperazione economica, il nostro obiettivo è quello di sviluppare il potenziale per iniziative congiunte in Paesi terzi”, ha esordito invece il ministro degli Esteri croato, Gordan Grlić Radman. “Un ruolo importante del rafforzamento della nostra collaborazione sarà anche svolto dall’adesione della Croazia nell’OCSE, che l’Italia sostiene a lungo e con coerenza. Oltre a queste questioni economiche, e alla collaborazione che è presente nei nostri ottimi rapporti, abbiamo discusso anche altri aspetti della nostra collaborazione bilaterale, sviluppata nella difesa, nella sicurezza, nella scienza e nella cultura”.
“Abbiamo discusso anche delle minoranze nazionali, che rappresentano un forte legame e rappresentano un ponte tra i due Paesi”, ha sottolineato il capo della diplomazia croata. “Vogliamo esprimere la nostra preoccupazione comune sul Mar Adriatico; insieme alla Slovenia siamo responsabili del Mar Adriatico, per cui stiamo tutelando la biodiversità del Mar Adriatico e i vari temi che riguardano i collegamenti e le infrastrutture”.
Si è discusso anche di politica estera: “In particolare, i Balcani occidentali e l’Ucraina. La Bosnia ed Erzegovina è stato un tema molto trattato, e abbiamo espresso le nostre posizioni sul futuro del Paese e sulla sua strada verso l’Unione europea”.
“Ringrazio il ministro Tajani anche per il sostegno che ci è stato fornito dopo il terremoto nella zona di Zagabria e di Banovina”, ha concluso Grlić Radman.
Il ministro croato dell’Economia, Ante Šušnjar, ha dichiarato che i rapporti economici tra Croazia e Italia si sono consolidati nel corso di decenni, sottolineando la forte presenza degli investimenti italiani nel Paese.
Durante un recente intervento, Šušnjar ha evidenziato un importante progetto strategico in fase di valutazione con il governo italiano: la realizzazione di un cavo elettrico sottomarino che collegherebbe direttamente le coste croata e italiana. “Le soluzioni tecniche sono pronte e c’è volontà politica da entrambe le parti,” ha affermato il ministro, aggiungendo di essere pronto a promuovere l’iniziativa anche a livello europeo.
Šušnjar ha identificato nell’industria italiana un partner con esperienza, competenze e una forte capacità di esportazione. Ha indicato come settori chiave per una futura collaborazione la produzione ad alto valore aggiunto nei comparti dell’automotive, dell’elettronica, dell’industria alimentare e dei semiconduttori.
Il presidente della Camera di Commercio croata, Luka Burilović, ha ricordato che nel 2024 l’interscambio commerciale tra Croazia e Italia ha raggiunto gli 8,36 miliardi di euro. Inoltre, l’Italia è tra i principali investitori in Croazia, con 3,7 miliardi di euro di investimenti diretti dal 1993.
Burilović ha evidenziato che molte aziende italiane sono già attive in Croazia nei settori della produzione, logistica ed energia. Guardando al futuro, ha sottolineato come vi siano nuove opportunità di cooperazione in ambiti strategici come l’agricoltura, l’energia e l’industria alimentare.
L’incontro con Plenković
Antonio Tajani ha incontrato anche il premeier croato, Andrej Plenković, il quale esprimendo soddisfazione per il fatto che i due Paesi intrattengono “relazioni di partenariato e buon vicinato”. Sulla piattaforma X, il premier ha anche sottolineato che i due Paesi hanno organizzato un Forum economico che ha riunito numerose aziende, “con l’obiettivo di dinamizzare la cooperazione economica e gli investimenti”.
Tajani è arrivato a Zagabria principalmente per l’evento, che ha riunito circa 150 aziende. Nel suo post, Plenković ha scritto che l’Italia è stata il secondo partner commerciale estero della Croazia nel 2024, con uno scambio complessivo di 8,3 miliardi di euro. “Abbiamo discusso di questioni bilaterali, delle relazioni transatlantiche, della situazione nell’Europa sudorientale, in particolare in Bosnia ed Erzegovina, nonché dell’importanza di continuare a sostenere l’Ucraina”, ha scritto il primo ministro croato.
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