Malgrado la XVI sessione ordinaria dell’Assemblea dell’Unione Italiana, tenutasi il 2 luglio alla Comunità degli italiani “Armando Capolicchio” di Gallesano, sia stata segnata da aperti disaccordi, è stato però accolto all’unanimità il punto più importante della riunione, ovvero l’approvazione dell’assestamento bis del bilancio dell’Unione italiana per il 2025, dal “peso” di quasi 12 milioni di euro. “Assestamento bis” perché, viste le date diverse dell’arrivo dei fondi dai diversi finanziatori, le disposizioni di legge per l’invio del bilancio annuale e l’esito ancora non conosciuto di alcuni concorsi, si sono fatte, come è pratica comune, diverse correzioni.
A prescindere dalle divergenze dunque, tutti quei fondi stanziati per il sostegno della Comunità nazionale italiana tramite le diverse leggi sono stati distribuiti in funzione della realizzazione di una costellazione di progetti più o meno grandi: dal mattone alla ricerca accademica, dalle scuole all’imprenditoria, dai corsi ai cori. “Programma di lavoro e Piano finanziario dell’Unione Italiana per il 2025 – Programmazione delle attività, delle iniziative e degli interventi da finanziarsi con i mezzi della Legge 73/01, con i mezzi della Regione FVG, con i mezzi del Piano permanente, con i mezzi del Consiglio delle minoranze nazionali e dell’Ufficio per i diritti dell’uomo e per i diritti delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, con i mezzi della Regione Istriana, con i mezzi dell’Ufficio per le minoranze della Repubblica di Slovenia e con Entrate proprie e altre entrate a favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia per il 2025” – è questo il titolo completo dell’elaborato pubblicamente consultabile (per il momento non ancora su internet) che la Giunta dell’UI ha stillato e presentato a tutti i consiglieri dell’Assemblea dell’UI.
Marin Corva, il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, ha presentato con grande cura e visibile ardore l’intero fascicolo e le sue numerose voci di bilancio: una cartella di documenti piuttosto sostanziosa e impegnativa da leggere per i non addetti ai lavori, indicante, come ha sottolineato, “a brevi linee” tutto quello che l’UI fa e farà questo e i e i prossimi anni. E per ripercorrere e capire tutta la mole di tabelline, voci di bilancio e note varie è stata necessaria più di un’ora. “Sei persone della Giunta e otto dipendenti, che, assieme al sottoscritto, realizzano in pratica tutto il piano finanziario, ovviamente in collaborazione con le istituzioni. Questo è una dimostrazione che l’impegno c’è da parte dei servizi amministrativi”, ha voluto far presente Corva, dicendo ancora: “Se noi buttiamo una cifra così, 12 milioni, magari diamo un segnale sbagliato. Se la cosa non viene spiegata può sembrare che la nostra Comunità ha tanti soldi e non ha bisogno di altre attenzioni. O può sembrare che questi soldi sono scontati”.
Finanze e finanziatori
Più precisamente, i fondi a disposizione per quest’anno sono 11 milioni e 950mila euro e provengono da diverse fonti. A fare da capofila è lo Stato italiano, innanzitutto tramite il contributo ordinario (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Cap. 4545 del MAECI – Piano permanente UI-UPT), e “qui siamo al livello degli anni precedenti, circa un milione e mezzo”. Segue poi il contributo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, che quest’anno è stato molto inferiore rispetto agli anni passati. “È evidente la necessità di intensificare i rapporti. Gli incontri sono calati ed è calato il sostegno”, ha notato Corva, valutando che sarà necessario approfondire i contatti con gli esponenti della Regione FVG e capire qual è la ragione di questa “disaffezione”. Corva ha negato che ci siano stati particolari contrasti o divergenze, ma ha considerato la questione come il “perdersi di vista con un amico”. I finanziamenti pervenuti tramite la legge 73/01 rimangono più o meno in linea con quelli del 2024. Una novità importante, ha riferito il presidente, è che per la prima volta “è stato ipotizzato nella finanziaria questo tipo di finanziamento per i prossimi 10 anni. Si realizzerebbe così il sogno di sempre: avere la certezza per il futuro. Una certezza che esisteva solo per la legge 4545”.
Consistenti sono stati inoltre i finanziamenti da parte della Croazia. Il grosso delle somme proviene da due canali: il Consiglio per le minoranze nazionali e l’Ufficio per le per i diritti umani e i diritti delle minoranze nazionali. Il finanziamento della Regione istriana, poi, “non è altissimo, ma è molto importante perché la Regione è un partner molto importante, con la quale abbiamo rapporti intensi, quasi quotidiani. Mi fa piacere che assieme a loro partecipiamo a un bando INTERREG per la Casa dell’Istroveneto”. Non è mancato, infine, l’appoggio della Slovenia, dove si è pure registrato un lieve aumento dei finanziamenti.
Corva, descrivendo e spiegando i contribuenti e le somme, ha rigorosamente voluto ringraziato tutti coloro, istituzioni e persone singole, che hanno permesso con il loro lavoro di conseguire i risultati attuali.
Il mattone costa
“Il piano è articolato in otto parti: sette rispecchiano le attività della Giunta esecutiva e l’ottava le spese di finanziamento. Per ogni settore, con le linee programmatiche, viene definita la strategia di base su cosa si vuole fare in un mandato”, ha presentato Corva.
Per quanto riguarda il piano per le Comunità degli Italiani, la strategia è di “dare apiù autonomia alle loro attività e favorire la collaborazione fra le stesse”. Una voce importante è rappresentata dalle attrezzature per i sodalizi (300mila euro): “Può sembrare banale, però consente alle CI di aggiornarsi, in particolare per i sistemi audio/video e i sistemi informatici”. L’obiettivo è di rendere più efficace in questo modo anche la parte amministrativa del lavoro. Consistente è l’investimento (1 milione e 315mila euro) per una serie di lavori nelle varie sedi. “Abbiamo sostenuto le comunità di Fasana, Dignano, Kutina, Levade e altre. Con un sostegno di 300mila euro, che si aggiunge ai fondi già stanziati dell’anno scorso, stiamo chiudendo il progetto della costruzione della nuova sede della Comunità degli Italiani di Levade-Gradigne. Abbiamo in pratica già assicurato le risorse necessarie. È una Comunità che sta già operando, in pratica, da diversi anni in una stanza. Ha un organico molto giovane, con un’età media sui quarant’anni”.
Un’altra voce di bilancio importante (400mila euro) sono i lavori di restauro dell’Estivo della CI di Rovigno, un’iniziativa attesa da “più di trent’anni”. I lavori alla sede della CI di Salvore sono “un progetto che sin dall’inizio aveva difficoltà perché il palazzo, acquistato 15 anni fa, aveva tutta una serie di difetti. Il percorso è stato molto impegnativo. Basti pensare che non era legalizzato e non era allacciato alla rete fognaria. Analizzando un po’ tutti noi la situazione, abbiamo deciso di avviare la restaurazione. Le spese però sono state più alte del previsto. Gli importi superano ormai ampiamente il mezzo milione di euro”, ha raccontato il presidente della Giunta. Per quanto riguarda le difficoltà con la CI di Veglia, priva di servizi sanitari, si sta cercando una soluzione con il sindaco Darijo Vasilić per cercare di trovare una nuova sede, preferibilmente con uno spazio dedicato ai bambini secondo il modello della CI di Lussinpiccolo.
“C’è un aspetto non troppo chiaro che la gente potrebbe capire male. Oggidì fare qualsiasi tipo di investimento di questo genere rappresenta un problema molto più grande rispetto al passato. Quello che una volta si poteva fare con, magari, 200mila euro, oggi sicuramente costa un milione”. In pratica, ha proseguito Corva, il problema si presenta quando si usa un tariffario realizzato anni prima rispetto al momento della conclusione dell’appalto. In tal caso “il tariffario è da cestinare. Le aziende di edilizia in passato erano più flessibili. Oggi devi quasi ‘andare a pregare’ le ditte che fanno questi lavori”. In pratica succede poi che le aziende edili presentino delle offerte per i lavori con caratteristiche molto diverse fra loro e dunque la valutazione del rapporto costo/efficacia diventa complessa. “In sostanza – ha concluso il presidente – i quasi 12 milioni di quest’anno non valgono quanto i 12 milioni di, per esempio, cinque anni fa”. Quattrocentomila euro verranno spesi per i lavori di manutenzione. Gli investimenti fatti negli anni precedenti, ha detto Corva, stanno iniziando a dimostrare le prime debolezze e ha menzionato le sedi di Valle Torre e Visinada. “Torre è un esempio. Oltre agli investimenti già fatti, è stato necessario aggiungere altri fondi per completare i piani già previsti anni prima”.
Sul piano degli investimenti per le CI, sono stati messi a disposizione 1 milione e 100mila euro di mezzi da usare in quasi completa autonomia, “per spronarle a camminare con le proprie gambe”. Altri 110mila sono disponibili invece per progetti di collaborazione, “per stimolare gli scambi fra di esse”. L’idea è di “mettere l’UI in seconda, non in prima fila” e di “rendere le CI più visibili a livello locale”. Sono di 200mila euro i contributi per Ie cosiddette “attività della terza età”, concepite come momenti di incontro fra gli anziani e i giovani, in modo che i primi, “gli ambasciatori della nostra cultura e della nostra identità” possano tramandare la propria esperienza e le proprie conoscenze alle generazioni più giovani.
Il settore scuola
“I giovani sono la garanzia del nostro futuro”, ha ribadito Corva, “abbiamo investito nei palazzi, nel mattone, per assicurare che un giorno ci sia per loro uno spazio che li possa ospitare”. E la scuola “negli ultimi anni è stato sicuramente il settore che, sia io che la Giunta, abbiamo dedicato la maggior parte della nostra attenzione”. Non sono stati dimenticati neppure i docenti. Sono stati ideati dei corsi di aggiornamento. “Quando sono diventato presidente, mi sono accorto che il contatto tra le realtà dei vari settori non era sufficiente. Se andavi a scuola, chiedevi a un bambino che cos’è l’Edit, e non sapeva risponderti”.Perciò il progetto “La Voce nelle scuole” è un elemento importante, un veicolo importantissimo per divulgare le notizie.
Anche in questo settore, i lavori edili non mancano. Con una spesa di 1 milione e 164mila euro, saranno soggette a interventi le scuole di Buie, Cittanova, “Gelsi”, “Belvedere” e “San Nicolò” di Fiume, Sissano e Pola. A Fiume, “la sindaca Iva Rinčić, per la prima volta, ha avuto modo di sentire alcuni dati, di rendersi conto quanto l’UI si stia impegnando nella sfera generale delle istituzioni a Fiume”.
Oltre 220mila euro sono stati disposti per le scuole italiane in Croazia per incentivare l’uso dei dialetti e la collaborazione tra le istituzioni. Con questi fondi “i scolari hanno potuto visitare le CI più distanti da loro, il Centro di Ricerche storiche di Rovigno, l’Edit, e quant’altro, creando un sentimento d’insieme nell’ambito delle nostre scuole”. Corva ha voluto riaffermare l’impegno che vuole dare in prima persona in questo ambito. “Dal 2021 in poi incontro i bambini delle prime elementari perché mi sono reso conto che loro a quell’età non capiscono e non possono capire cos’è l’Unione italiana”. I giovani saranno “un giorno i futuri dirigenti delle Comunità, dell’Unione, dell’Edit e così via” e sono di conseguenza “i nostri connazionali più importanti”.
Lavorare con le istituzioni CNI
“Qui le cose sono molto più semplici perché le istituzioni viaggiano su binari propri” e “hanno solo bisogno di supporto”. “Quello che ho tentato in questi anni è di intensificare i rapporti in prima persona. Nel contesto di sostenere le persone. Perché le istituzioni sono importanti, però senza le persone non avrebbero senso”, ha spiegato Corva la sua posizione.
L’impegno in questi casi, “deve essere trasversale, tutti devono fare la propria parte”, riferendosi alle difficoltà in cui si sono trovate alcune di esse. Per quanto riguarda il Dramma Italiano, l’importo ad esso destinato è stato lievemente più alto rispetto all’anno precedente e si sta attualmente cercando una nuova e migliore intesa con il Teatro Nazionale Croato di Fiume. Sul caso di TV Capodistria, Corva ritiene che sia necessario passare completamente alla trasmissione digitale realizzando applicazioni per televisioni smart che permetterebbero la diffusione del segnale in modo più efficace e comodo rispetto al sistema satellitare
Il Centro di ricerche storiche di Rovigno si trova in una situazione difficile. “Sono venute a mancare delle risorse dal FVG, e qui si sono fatti interventi per ‘spegnere l’incendio’, ma bisognerà lavorarci ancora molto per una soluzione duratura”.
In piano, nel futuro, l’ampliamento della collaborazione con la TV Nova di Pola, dove attualmente viene trasmesso il notiziario in italiano. Con la Regione istriana si sta lavorando al progetto per un museo a Portole dedicato alle migrazioni e, di conseguenza, anche all’esodo. “Si sta iniziando a preparare la documentazione progettuale, vedremo dove ci porterà”, ha riferito Corva.
Le peculiarità culturali
La strategia per i finanziamenti che sono dedicati alla cultura è quella di “sviluppare le nostre attività storiche, arricchirle e puntare sulle peculiarità. C’è stato un notevole aumento per i festival dell’Istroveneto, dell’Istrioto e del Leron. Si va oltre i 100mila euro e si coinvolgono migliaia di persone e tutto il territorio”. L’UI promuove, in collaborazione con CI Sissano, già da anni il canto polifonico istriano, una tradizione tutelata anche dall’UNESCO. Circa 250mila euro sono stati dedicati a eventi quali le Giornate di Vlado Benussi e le canzonette fiumane, ha concluso Corva.
Tempistiche e limiti sempre più stringenti
“Le iniziative che, una volta, l’UI organizzava duravano anche 10-15 anni. I finanziatori ora pongono dei limiti molto più stretti, che vanno dai 12 ai 24 mesi”. Se dunque le particolari iniziative non si realizzano nei limiti imposti, i fondi dedicati ad esse devono venire restituiti. Sono paletti talvolta più stretti rispetto a quelli caratteristici dai concorsi finanziati dell’Unione europea, che durano in media 36 mesi, ovvero 3 anni. “Stiamo dimostrando ai finanziatori, di anno in anno, che, nonostante le difficoltà, stiamo realizzando tutto. Non abbiamo mai dovuto restituire un soldo”. Nel lavoro pratico, ha confermato Corva, ci sono sempre minuscole somme che non corrispondono esattamente al piano, ma questo fa parte della pratica di lavoro, nel quale pendono sempre possibili rimodulazioni. “Tra un piano preventivo e un bilancio consuntivo c’è sempre il mondo reale”, ha puntualizzato. “Bisogna prepararsi bene per questa sfida. Le regole sono molto più stringenti, le tempistiche più corte. Anche se arriva più denaro arriva però anche più preoccupazione. Perché c’è più lavoro e il personale è sempre lo stesso”, ha concluso Corva.
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