Fondi FVG. L’UI invita a non aderire al bando

Il presidente dell’UI, Maurizio Tremul

A pochi giorni dalla pubblicazione sul nostro quotidiano del bando emesso dall’Università Popolare di Trieste per l’individuazione dei progetti e delle iniziative per il 2020 finanziate con i mezzi della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in favore della Comunità Nazionale Italiana ai sensi dell’articolo 27 bis della legge regionale FVG dell’11 agosto 2014, N° 16, si ripete la situazione già registrata lo scorso anno. L’Unione Italiana con un comunicato manifesta la sua insoddisfazione e invita pertanto tutte le Comunità degli Italiani, gli istituti prescolari, le Scuole elementari e medie superiori, le istituzioni e le organizzazioni della Comunità Nazionale Italiana a non aderire al bando. A firmare il comunicato che gode del sostegno del deputato della CNI e vicepresidente del Sabor, On. Furio Radin, sono il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, il presidente della Giunta esecutiva, Marin Corva, il presidente dell’Assemblea UI, Paolo Demarin, la vicepresidente dell’Assemblea Arijana Brajko, e i componenti della Giunta Marko Gregorič (vicepresidente), Marianna Jelicich Buić, Roberta Grassi Bartolić, Debora Moscarda, Iva Bradaschia Kožul e Ana Čuić Tanković.
Riportiamo integralmente la nota diffusa dall’Unione Italiana: “Il bando che l’Università Popolare di Trieste emise nel 2018 creò gigantesche difficoltà alla Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia. Difficoltà che sono continuate nel tempo e che sono state solo parzialmente superate con dolorose operazioni finanziarie che hanno comportato enormi sacrifici e rinunce, principalmente per le Scuole, le Comunità degli Italiani, gli attivisti e i connazionali quotidianamente impegnati a conservare, promuovere e sviluppare la lingua, la cultura e l’identità italiana in Istria, Fiume, Quarnero, Dalmazia e Slavonia.
Anche il Bando per il 2020, come quello per il 2019 mantiene, nella sostanza, le medesime interpretazioni restrittive della norma regionale del Friuli Venezia Giulia esistente e non esprime affatto criteri di premialità, bensì preoccupanti elementi di destabilizzazione.
L’Unione Italiana continua a ritenere che le procedure di assegnazione dei mezzi in favore della Comunità Nazionale Italiana a valere sull’art. 27Bis di cui alla Legge 11 agosto 2014, N° 16 della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia recante “Norme regionali in materia di attività culturali” per il tramite del bando emesso dall’Ente Morale Università Popolare di Trieste in data 19 maggio 2020 e con scadenza il 3 giugno 2020, non sia la scelta né adeguata, né appropriata, in quanto non corrisponde alle reali necessità dei connazionali e non appare coerente con i contenuti e le premesse del dialogo aperto con le autorità regionali.
Durante la riunione, tenutasi il 20 maggio 2019 alla Comunità degli Italiani di Gallesano, che ha visto la massiccia adesione di Comunità degli Italiani, di asili e scuole, di istituzioni della Comunità Nazionale Italiana, presente anche l’On. Furio Radin, vicepresidente del Sabor croato, era stato chiaramente deciso di non aderire al bando dell’UPT, esprimendo il totale e aperto sostegno alle progettualità e agli interventi che l’Unione Italiana aveva approvato per il 2019. Riteniamo che quanto deciso unanimemente allora, mantenga immutato il suo valore.
Pertanto, invitiamo tutte le Comunità degli Italiani, gli istituti prescolari, le Scuole elementari e medie superiori, le istituzioni e le organizzazioni della Comunità Nazionale Italiana a non aderire al bando per l’assegnazione dei mezzi in favore della Comunità Nazionale Italiana a valere sull’articolo 27 bis di cui alla legge 11 agosto 2014, N° 16 della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia recante “Norme regionali in materia di attività culturali”, emesso dall’Ente Morale Università Popolare di Trieste in data 19 maggio 2020 e con scadenza il 3 giugno 2020.
Anche quest’anno, pertanto, sarà l’Unione Italiana a candidare le iniziative approvate dall’Assemblea nel corso della sua IX Sessione ordinaria tenutasi il 26 febbraio 2020, alla Comunità degli Italiani di Buie, nella consapevolezza delle ripercussioni che sulla nostra Comunità Nazionale potranno avere la presentazione di altre progettualità da parte di altri partecipanti. Desideriamo ricordare, infine, che l’Assemblea dell’Unione Italiana, si è chiaramente espressa in più occasioni sulla necessità di stabilire rapporti più diretti e immediati con la Nazione madre, esigenza ribadita anche durante la citata riunione di Gallesano del 20 maggio 2019. Difendiamo la soggettività e l’autonomia della Comunità Nazionale Italiana, la nostra identità di Italiani a prescindere dalle ragioni economiche”, ha concluso l’Unione Italiana, esprimendo la convinzione che l’invito sarà condiviso da tutti.

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