Fiume. Via Krešimir, a pagare sono i platani

La decisione di procedere con l’abbattimento di tre alberi si sarebbe resa necessaria per garantire la sicurezza degli operai al lavoro e dei veicoli in transito

Un ceppo di platano nei pressi dell’Istituto per la salute pubblica. Foto Zeljko Jerneić

L’imponente intervento che riguarda la realizzazione di un nuovo collettore per le acque reflue, dell’acquedotto e della rimanente infrastruttura in via Krešimir sta mettendo quotidianamente a dura prova la pazienza dei cittadini per quanto riguarda la circolazione del traffico, ma anche la sopravvivenza del “polmone verde” di una delle strade principali della città. I platani che caratterizzano il viale, alcuni secolari, stanno infatti pure subendo le conseguenze della meccanizzazione moderna, necessaria per procedere con i lavori.
Anche se gli investitori, le aziende statali Hrvatske ceste e Hrvatske vode, nonché l’esecutore dei lavori, l’azienda edile GP Krk, si sono premuniti tramite la fiumana Čistoća di proteggere gli imponenti alberi con degli appositi “cappottini”, effettuando i necessari interventi di potatura dei rami – alle volte anche drastica – per alleggerire le piante e salvaguardare le radici durante le operazioni di scavo, per tre platani non c’è stata salvezza e sono stati abbattuti.
I primi lavori sui maestosi alberi erano stati eseguiti durante l’estate con l’opera di protezione dei tronchi, seguita da quella di rimozione delle giardiniere di cemento, che proteggevano la parte bassa e le radici, nonché di potatura di tutte le fronde per alleggerire le piante. Purtroppo, durante quest’ultima operazione tre alberi sono risultati d’intralcio per il regolare svolgimento dei lavori e i dipendenti della Čistoća hanno deciso di abbatterli, quindi rimuovere i ceppi e le radici, per evitare il rischio di cadute che avrebbero potuto mettere in serio pericolo l’incolumità degli operai e dei veicoli in transito.
Gli alberi verranno rimpiazzati
Ci saranno ancora delle rimozioni? Quanti alberi sono ancora in pericolo? Ma soprattutto, al termine dell’opera di ristrutturazione, ci sarà la volontà dell’amministrazione cittadina di rimpiazzare gli alberi abbattuti durante i lavori? A rispondere ai quesiti è stato Milan Zagorac, portavoce della municipalizzata Čistoća. “L’opera di manutenzione di tutte le aree verdi cittadine è di competenza della nostra azienda – ci ha detto Milan Zagorac –. In questo caso sono state le aziende che hanno ottenuto l’appalto dei lavori, tramite l’amministrazione locale, a inviare la richiesta per procedere con gli interventi che si sono resi necessari. Non sappiamo se il nostro servizio verrà richiesto anche in futuro, in quanto i lavori in corso sono estremamente complessi e vengono svolti a tappe. Gli investitori sono perfettamente a conoscenza che stiamo parlando di alberi molto vecchi, che appartengono al patrimonio storico della città. Per questo motivo si procede con molta cautela anche se in alcune zone risulta quasi impossibile scavare senza intaccare la stabilità di uno o più alberi. A lavori terminati, cioè tra un anno circa, sarà l’amministrazione cittadina a decidere se effettuare la messa a dimora di alberi giovani per rinverdire uno dei viali più vecchi e affascinanti della città”.
Tanti odonimi per un unico viale
L’attuale via Krešimir, con il caratteristico viale di platani, venne costruita all’inizio del XVIII secolo con l’impennata degli impianti industriali nella parte occidentale della città per un più veloce trasferimento dei prodotti fino al porto. Già allora si presentava larga, adatta al trasporto merci e degli operai che lavoravano nella zona. Il primo odonimo della strada sarà via Alessandrina, cambiato nel 1876 in Corsia Deak in onore di Francesco Deak, politico ungherese. In quel periodo il viale, con i caratteristici platani su ambo i lati della strada, si snodava da piazza del Commercio (oggi piazza Žabica) fino all’entrata dell’Accademia navale; la seconda parte era denominata Via del Pino, di seguito incorporata nella Corsia Deak, che così terminerà in piazza del Giardino, l’odierna Mlaka. Nel corso dei decenni cambieranno gli odonimi da viale Mussolini a viale Camicie Nere. Al termine della guerra per un breve periodo porterà il nome di viale Duiz, per divenire poi via Boris Kidrič fino all’attuale denominazione dedicata al re croato Krešimir. Sicuramente si tratta di una delle più vecchie ed eleganti vie cittadine, ideata e costruita per sopperire alle esigenze della crescente industrializzazione della parte occidentale della città, ma anche dei cittadini che si godevano le lunghe passeggiate sotto i platani. Oltre che per il trasporto delle merci in ambedue i sensi, sarà attraversata dall’unica linea del tram, un servizio che verrà soppresso negli anni ’50 del secolo scorso.

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