Fiume. Solo 25 alunni rientrano nelle scuole CNI

Alunni e genitori davanti all'ingresso della scuola elementare italiana San Nicolò di Fiume. Foto Goran Žiković

In concomitanza con l’inizio della terza fase d’allentamento delle misure antipandemiche in Croazia, ieri anche nella Regione litoraneo-montana, con particolare riguardo alle scuole in elementari in lingua italiana, c’è stato l’atteso (e molto discusso) rientro a scuola per gli alunni delle classi inferiori. Nelle classi sono potuti rientrare gli scolari i cui genitori (entrambi) hanno ripreso a lavorare e non hanno pertanto alternative. Il numero di coloro che possono frequentare le lezioni è comunque limitato, visto che le direttive date dall’Istituto nazionale di salute pubblica e dal Ministero dell’Istruzione sono molto rigorose. In primis quelle relative ai servizi igienici: uno per ogni gruppo, che non deve contenere più di 9 bambini. “Abbiamo due bagni; uno per gli alunni e uno per il personale scolastico. Conclusione? Possiamo accogliere al massimo 9 bambini – ci ha spiegato ieri Iva Bradaschia Kožul, direttrice della SEI San Nicolò –. Noi abbiamo accolto 10 bambini dopo avere fatto richiesta sia all’Istituto di salute pubblica che al Comando della Protezione civile. Visto che si trattava soltanto di un bambino in più del previsto, non hanno creato problemi. Sono tutto alunni delle sezioni italiane, 7 dei quali rimangono anche nel doposcuola. All’arrivo hanno dovuto disinfettare le proprie calzature su appositi tappetini e lavarsi le mani. Una volta entrati in classe hanno ricevuto, sia per iscritto che oralmente, le direttive sul comportamento da adottare. Li ho visti arrivare con il sorriso, li ho salutati da lontano, ma poi mi è parso che l’entusiasmo sia un po’ scemato con l’andare delle ore. Può succedere che già da domani (oggi per chi legge, nda) il numero di alunni presenti in classe diminuisca per chi ha la possibilità di rimanere a casa con qualcuno e riprendere a seguire le lezioni online”.
Anche la SEI Belvedere ha accolto ieri 10 alunni, 4 della seconda classe, sezione italiana, e 6 di quella croata, che hanno dovuto seguire le stesse norme igieniche. “Li ho visti felici all’arrivo – ha commentato il direttore Denis Stefan –, anche se erano un po’ incuriositi dal fatto di trovarsi a scuola da soli. Sarebbero dovuti esserci altri 3 alunni della seconda classe, ma i genitori hanno rinunciato all’ultimo momento. Visto che il tempo non è stato clemente, sono dovuti rimanere in classe. Vedremo come la situazione si evolverà nei prossimi giorni”.
Cinque invece gli scolaretti rientrati ieri alla SEI Dolac. “Si tratta di tre bambini della prima classe, sezione italiana, e due della quarta della sezione croata – ci ha riferito la direttrice Dunja Kučan Nikolić –. Tutti e 5 si trovano nella stessa classe e lavorano con metodo bilingue, seppure i ragazzi delle sezioni croate parlino piuttosto bene l’italiano visto che lo studiano dalla prima classe. I bimbi più piccoli erano contenti di rivedersi, quelli di quarta un po’ meno. Vedremo come andrà a finire. Magari nei prossimi giorni decideranno di rimanere a casa”.
Infine, nessun alunno alla SEI Gelsi. “Abbiamo avuto una sola richiesta la scorsa settimana, ma quando i genitori hanno saputo di essere gli unici, hanno rinunciato immediatamente. Tutti, quindi, continueranno a seguire le lezioni a distanza”, ci ha detto la direttrice Gloria Tijan.

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