Quattro persone sono state arrestate a Fiume nell’ambito dell’inchiesta sul violento pestaggio di un marinaio straniero avvenuto nella notte tra il 31 gennaio e il 1° febbraio, caso esploso pubblicamente solo negli ultimi giorni dopo la diffusione di un video dell’aggressione sui social network. Lo ha confermato la polizia della Regione litoraneo-montana, spiegando che gli agenti della prima stazione di polizia di Fiume hanno fermato quattro sospettati ritenuti collegati all’attacco. Le persone arrestate sono ora sottoposte a interrogatorio e a ulteriori accertamenti investigativi.
Il pestaggio sul molo
Secondo quanto ricostruito finora, l’aggressione si sarebbe consumata sul molo Carolina. La vittima, un marinaio siriano, sarebbe stata accerchiata, picchiata e derubata da un gruppo di giovani che gli avrebbe sottratto telefono cellulare e denaro contante, provocandogli anche gravi lesioni fisiche. Le immagini diffuse online mostrano una scena di estrema violenza. Il marinaio viene colpito ripetutamente con pugni e calci mentre si trova già a terra. In uno dei momenti più duri del video, uno degli aggressori salta con entrambi i piedi sul torace della vittima. Nel filmato si vedono tracce di sangue sul pavimento, mentre alcune persone presenti continuano a riprendere la scena con i telefoni cellulari.
Anche alcune ragazze coinvolte
Dopo il primo pestaggio, secondo quanto emerge dal video, anche alcune ragazze si sarebbero unite all’aggressione colpendo il marinaio con calci. Nelle registrazioni audio si sentono alcuni giovani sostenere che l’uomo avrebbe precedentemente colpito una loro amica. Uno degli aggressori pronuncia la frase: “Questa è l’Europa”, aggiungendo che “qui non si picchiano le donne”. In un altro passaggio del video si sente qualcuno proporre di gettare il telefono della vittima in mare. Poco dopo, il cellulare viene effettivamente lanciato in acqua.
L’inchiesta e il video emerso solo dopo mesi
Dopo l’aggressione, il marinaio aveva richiesto cure mediche e denunciato l’accaduto alla polizia croata. Gli investigatori avevano aperto un procedimento per rapina e lesioni gravi, ma hanno ammesso di non essere stati a conoscenza dell’esistenza del video fino alla sua recente diffusione online. Le autorità hanno spiegato che l’area del porto dove si è verificato l’attacco non era coperta da telecamere di sorveglianza e che la vittima, ancora sotto shock, non era riuscita a indicare con precisione il luogo dell’aggressione. Poco dopo la denuncia, il marinaio aveva lasciato Fiume insieme al resto dell’equipaggio della nave.
Il precedente di Zagabria
La vicenda ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica croata anche per il parallelismo con un altro recente episodio di violenza avvenuto nel centro di Zagabria. In quel caso una ventenne era stata filmata mentre aggrediva brutalmente un turista filippino in pieno centro cittadino. Anche quell’episodio era diventato virale sui social prima di portare all’intervento della polizia e successivamente della procura croata.
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