La sindaca di Fiume Iva Rinčić sotto osservazione per una serie di nomine negli organi di scuole e istituzioni cittadine. Tra gli incarichi conferiti nelle ultime settimane figurano anche coniugi, partner e parenti di suoi vice e alleati di coalizione. La Città respinge le accuse di nepotismo e rivendica la piena legittimità delle scelte.
Secondo quanto confermato dalla Città di Fiume e riportato dal quotidiano Novi list, la sindaca Iva Rinčić ha proceduto a una serie di nomine nei consigli scolastici, nei consigli di amministrazione e nei collegi di vigilanza di enti cittadini. In particolare, nei consigli scolastici sono state nominate Ana Barbalić, moglie del vicesindaco Vedran Vivoda, e Tea Lovrinov, partner del vicesindaco Aleksandar-Saša Milaković.
Sempre nell’ambito scolastico, nel consiglio della scuola elementare Gornja Vežica è entrata Danica Milaković, zia di uno dei vicesindaci. Altre nomine riguardano il settore dell’infanzia e dell’educazione speciale: Branka Zemunik, moglie di un consigliere cittadino del partito Centar, è stata designata nel consiglio di amministrazione dell’asilo More e nel consiglio scolastico del Centro per l’autismo.
Gli enti cittadini e i rapporti personali
Le scelte della sindaca non si sono fermate al comparto scolastico. Nei consigli di amministrazione di alcune istituzioni cittadine sono stati nominati anche Toni Buterin, amico e coautore di libri del compagno della sindaca Amir Muzur, e Kristina Bakula, figura di spicco del partito Most. Una rete di rapporti personali e politici che ha alimentato le critiche dell’opposizione e il dibattito pubblico sull’opportunità di tali incarichi.
La difesa della Città
Dalla Città di Fiume respingono con decisione le accuse di nepotismo. Le nomine, spiegano, sono state effettuate nel rispetto delle norme vigenti e le persone designate soddisfano tutti i requisiti previsti dalla legge. La sindaca Rinčić e i suoi vice sottolineano inoltre che si tratta di funzioni prevalentemente consultive e di vigilanza, spesso svolte senza compenso o con indennità simboliche.
Secondo l’amministrazione cittadina, la prassi di nominare persone di fiducia è diffusa e legittima, soprattutto quando si tratta di ruoli che richiedono affidabilità, competenze ed esperienza. Viene inoltre ricordato che la normativa non prevede requisiti formativi specifici per alcune delle posizioni in questione.
I compensi
Sul piano economico, la Città precisa che i membri dei consigli scolastici non percepiscono alcuna indennità. Diversa la situazione per i consigli di amministrazione e i collegi di vigilanza, i cui componenti ricevono un compenso per seduta compreso tra i 90 e i 94 euro netti, a seconda dell’ente. Un aspetto che contribuisce a mantenere alta l’attenzione pubblica su una vicenda destinata a far discutere ancora.
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