Fiume, percorso antifascista per il concerto di Thompson: ironia e polemiche

Una guida sarcastica tra vie della Resistenza e un dibattito politico mai sopito

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Fiume, percorso antifascista per il concerto di Thompson: ironia e polemiche
Il Monumento alla Liberazione in Delta. Foto Željko Jerneić

Un itinerario urbano che attraversa parchi, piazze e vie intitolate a eroi della Resistenza, fino ad arrivare al Palasport di Tersatto. È questa la “guida” ironicamente pubblicata sui social dall’associazione dei veterani della Guerra patriottica e antifascisti (VeDRA) per chi si recherà ai concerti di Marko Perković Thompson a Fiume. Un testo evidentemente sarcastico, che nelle ultime ore ha fatto discutere e che riporta al centro una frattura mai davvero sanata nella città quarnerina: quella tra memoria antifascista e nazionalismo.

Il ritorno dopo 17 anni

Thompson si esibirà a Fiume il 6 e 7 febbraio con un doppio concerto al Palasport di Tersatto. Si tratta di un ritorno atteso e controverso: l’ultima volta che il cantante croato si era esibito in città risale infatti al 2009, ben 17 anni fa. Un’assenza lunga, dovuta anche alle forti resistenze che da sempre accompagnano la sua figura, legata per molti a simboli e slogan dell’ideologia ustascia.

La guida “alternativa” tra vie e simboli della Resistenza

Nel loro post, i membri di VeDRA suggeriscono ai fan di Thompson di parcheggiare in Delta, attraversare il Parco della Liberazione passando accanto al monumento che ricorda la liberazione di Fiume dal fascismo, per poi proseguire verso piazza Tito. Da lì, l’itinerario sale lungo il Boulevard della Liberazione, attraversa la passeggiata dedicata al poeta partigiano Ivan Goran Kovačić e continua per via dell’antifascista Joakim Rakovac.

Il percorso prosegue poi lungo la strada intitolata all’eroe Slavko Krautzek, fino a raggiungere la piazza dedicata all’eroe nazionale jugoslavo Viktor Bubanj, dove si trova il Palazzetto. Per chi dovesse arrivare in anticipo, il consiglio finale è una passeggiata lungo la via dell’antifascista Božo Felker, fino al sentiero partigiano. Il post si chiude con il saluto antifascista SF-SN, senza ulteriori commenti.

Il tentativo di vietare “Za dom spremni” negli spazi pubblici

L’iniziativa di VeDRA si inserisce in un clima politico già teso. A metà gennaio, dopo l’annuncio del doppio concerto, una parte dei consiglieri cittadini aveva chiesto alla sindaca Iva Rinčić di vietare l’uso di simboli e slogan ustascia negli spazi cittadini, incluso il celebre “Za dom spremni” che compare nella canzone Bojna Čavoglave di Thompson.

La richiesta ha portato alla convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio cittadino, ma il documento è stato respinto. A favore hanno votato 12 consiglieri, contrari i cinque dell’HDZ e Petar Mandić di Most, mentre 12 consiglieri della coalizione che sostiene la sindaca Rinčić si sono astenuti, determinando di fatto la bocciatura della proposta.

Rinčić: “Si può essere patrioti e antifascisti”

Intervenendo dopo il voto, la sindaca di Fiume ha parlato di una società “politicamente bipolare”, in cui ogni campo si arrocca sulle proprie posizioni. Secondo Rinčić, una parte dell’opposizione si considera l’unico soggetto legittimamente antifascista, mentre la destra si autodefinisce l’unico spazio del patriottismo, con l’effetto di escludere il centro dal dibattito politico.

“Gli ultimi risultati elettorali a Fiume dimostrano che i cittadini sono stanchi di questo bipolarismo”, ha dichiarato la sindaca, aggiungendo che è possibile essere allo stesso tempo patrioti e antifascisti. Rinčić ha ribadito di non avere basi legali per vietare il concerto, ma ha anche sottolineato una netta condanna del fascismo e di ogni forma di odio, assicurando che l’attuale amministrazione non intende tollerarli.

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