Fiume. Mausoleo Whitehead: monumento da tutelare

Visita al Cimitero di Cosala per scoprire in quale stato si trovi e in che modo venga conservato il sepolcro più monumentale del camposanto

La scalinata che porta al mausoleo

In un periodo di intensa attività volta al recupero di importanti segmenti del patrimonio storico-culturale di Fiume non si può non pensare ad altri monumenti che hanno segnato la storia della città, ma che non hanno avuto la fortuna di essere stati inseriti tra le priorità dell’attuale amministrazione e nemmeno di quelle precedenti.
Mentre da un lato si lavora a tutto spiano al Palazzo della direzione dell’ex Zuccherificio nel complesso Benčić, che è soltanto uno dei diversi progetti di restauro portati avanti dalla municipalità negli ultimi anni (si pensi al Convento domenicano di San Girolamo, o al Parco archeologico dietro all’Arco romano in Cittavecchia e ad altri progetti realizzati in collaborazione con le istituzioni competenti), dall’altro lato altri importanti monumenti stanno scomparendo sotto i nostri occhi. Un caso emblematico è la rampa di lancio del Silurificio, che dopo decenni di incuria ha ceduto alla forza degli elementi, per cui la sua parte superiore è dovuta essere smantellata qualche settimana fa in quanto pericolante. La storia dell’ordigno nato a Fiume, ricordata nell’ambito della mostra del Museo civico allestita in uno dei magazzini ferroviari in piazza Žabica da ormai tre anni, sembra comunque non essere una delle priorità della municipalità.

Le sculture dei coniugi

Ideatori e produttori
Nel contesto del problema del pontile di collaudo, in stato di rovina, il pensiero giunge ai personaggi che ne sono stati ideatori e produttori e al modo in cui la loro memoria è conservata nella nostra città. Uno dei modi in cui questa può essere onorata è la cura dei loro sepolcri. L’inventore del siluro, Giovanni Luppis, si è spento in Italia, per cui non riposa nel Cimitero di Cosala (il mausoleo Luppis – purtroppo in pessime condizioni – che troviamo nella parte più antica del camposanto è intitolato a un’altra famiglia dallo stesso cognome, alla quale apparteneva l’architetto Luigi Luppis, autore di diversi importanti palazzi in stile Liberty realizzati a Fiume, per cui la cappella mortuaria meriterebbe un intervento di rinnovo).

Il soffitto della cripta

Bene tutelato
D’altro canto, l’ingegnere e industriale inglese Robert Whitehead vanta il mausoleo più monumentale nel Cimitero di Cosala, inserito nel 2006 nel Registro dei beni culturali tutelati della Croazia. La maestosa struttura si erge nella parte alta del camposanto e sembra vegliare sui sepolcri e sulla città. Il mausoleo, in stile Liberty, è stato progettato nel 1905 (anno della morte di Whitehead) dal noto architetto triestino Giacomo Zammattio, autore di importanti complessi urbani di Fiume quali la via Dolac e il quartiere di Brajda. Le sculture dei coniugi Whitehead nella cappella mortuaria sono state realizzate invece dallo scultore triestino Giovanni Mayer. Uno degli elementi che contribuiscono all’effetto monumentale del mausoleo è pure l’ampia scalinata che porta alla cripta e alla cappella mortuaria.

Le lastre di marmo in frantumi

Mausoleo di alto valore estetico
Anche se il mausoleo è vuoto, in quanto Whitehead morì in Inghilterra, più precisamente a Beckett Park dove visse gli ultimi anni della sua vita (sembra, però, che la sua sepoltura a Fiume fosse annunciata e attesa, stando a quanto rilevato dallo storico fiumano Irvin Lukežić, ma alla quale in seguito si rinunciò per motivi ignoti), si tratta comunque di un’opera di alto valore estetico e culturale. Una delle curiosità legate al funerale di Whitehead, anche questa riferita dallo storico Lukežić, è che sulla sua bara venne posato un bouquet di fiori bianchi disposti a forma di siluro.
Abbiamo visitato questo splendido esempio di architettura mortuaria per scoprire in quale stato si trovi e in che modo viene conservato. In confronto con diversi altri sepolcri in stato davvero precario, il mausoleo di Whitehead, caratteristico per il suo aspetto solido e compatto, a prima vista non reca dei danni visibili sul manto esterno. Le scalinate non presentano crepe e lo stesso vale anche per i muri esterni della cripta e della cappella mortuaria.

Le decorazioni floreali all’ingresso della cappella mortuaria di Whitehead

Danni all’interno
All’interno della struttura, però, la situazione cambia, in quanto nella cripta, che si trova nella parte inferiore del mausoleo, diverse lastre di marmo che ricoprivano le pareti sono crollate a terra e stanno così, ancora in frantumi, da parecchio tempo. Inoltre, si notano segni di muffa sul mosaico che decora il soffitto.
Nella cappella mortuaria, sita al livello superiore del mausoleo, che contiene i sarcofaghi adornati dalle sculpture distese di Robert Whitehead e di sua moglie Francis, si notano, oltre ai segni di muffa, anche delle crepe sulle pareti. Anche qui, in questo spazio illuminato da una calda luce gialla che giunge dalle vetrate di due finestre sistemate ai lati della cappella, il soffitto vanta un delicato mosaico che, però, avrebbe bisogno di cure in quanto in determinati punti mancano dei tasselli e pure qui la muffa rappresenta un notevole problema.
Per conoscere quali sono, se ci sono, i piani di conservazione di questo mausoleo ci siamo rivolti alla Città di Fiume, i cui responsabili ci hanno riferito che per ora non sono previsti interventi di restauro del mausoleo Whitehead, ma che sia la Città che l’Istituto di conservazione dei beni storico-culturali di Fiume sono in stretto contatto e che lo stato della struttura viene monitorato. Non ci resta che sperare che le istituzioni competenti reagiscano in tempo affinché il sepolcro più monumentale del Cimitero di Cosala mantenga tutta la sua maestosità anche in futuro.

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