Fiume. Lettera aperta degli enti culturali: Chiusura? Un’ingiustizia

Lo splendido edificio del Teatro Ivan de Zajc. Foto Goran Žiković

I rappresentanti degli enti culturali di Fiume, il TNC “Ivan de Zajc“, il Teatro dei burattini, la Biblioteca civica, la Casa croata di Cultura (HKD), il Museo civico e il Museo di Arte moderna e contemporanea (MMSU) hanno pubblicato oggi, venerdì 2 aprile, una lettera aperta come reazione alla decisione dell’Unità nazionale di protezione civile di sopprimere per due settimane i programmi artistico-culturali e chiudere teatri, cinema, gallerie e musei in seguito al peggioramento della situazione epidemiologica nella Regione litoraneo-montana.
“In seguito all’ultima decisione relativa all’applicazione di misure antiepidemiche nella Regione litoraneo-montana, il che comprende l’arresto totale di tutte le attività artistiche professionali, proiezioni cinematografiche e mostre negli spazi museali, nelle gallerie e in altri ambienti espositivi, desideriamo esprimere il nostro stupore per la severità con la quale queste misure sono state imposte al settore culturale – rilevano i firmatari della lettera aperta -. Siamo del tutto consapevoli dell’attuale situazione epidemiologica in Regione e della necessità di misure più rigide, ma non è chiaro per quale motivo venga chiusa la cultura mentre rimangono aperti bar e ristoranti? Per quale motivo vengono chiusi musei e teatri, mentre nelle chiese possono riunirsi addirittura 25 persone. Gli assembramenti ed eventi che non superano il numero di 10 persone sono permessi secondo le nuove disposizioni, ma, al contempo, un gruppo di dieci persone non può visitare un museo, per fare un esempio. Nei centri commerciali, su uno spazio di 100 metri quadrati possono trovarsi dieci persone. Se le misure fossero uguali per tutti, nella platea, sugli spalti e sul balcone del teatro che si estende su 1.500 metri quadrati potrebbero trovarsi un centinaio di persone. D’altronde, il pubblico in un teatro non cammina, non parla, non interagisce reciprocamente, a differenza di quanto accade nei negozi e soprattutto nei bar e ristoranti. La chiusura che ci è stata imposta ci impedisce di lavorare e ci pone in una situazione di disuguaglianza rispetto ad altre attività. Anche perché gli eventi culturali non sono stati mai finora focolai del contagio. Non lo sono stati perché abbiamo sempre rispettato al massimo tutte le misure imposte dal Comando, prendendoci cura del nostro pubblico e dei nostri dipendenti. Siamo stati estremamente responsabili, per cui consideriamo l’arresto della nostra attività in una situazione in cui non è ancora in vigore un completo lockdown come una punizione ingiusta inflitta alla cultura“, hanno dichiarato il sovrintendente del TNC “Ivan de Zajc”, Marin Blažević, la direttrice del Teatro dei burattini, Magdalena Lupi Alvir, il direttore della Biblioteca civica, Niko Cvjetković, il direttore della Casa croata di Cultura di Sušak, Edvin Liverić, il direttore del Museo civico, Ervin Dubrović, e la direttrice del Museo di Arte moderna e contemporanea (MMSU), Branka Benčić.

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